Fino a mattina
"Il culo mi doleva ma era proprio facendomi penetrare nuovamente che il dolore si attenuava almeno temporaneamente. Ero stato preso. Ero stato usato. Mai mi ero sentito così."
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"Il culo mi doleva ma era proprio facendomi penetrare nuovamente che il dolore si attenuava almeno temporaneamente. Ero stato preso. Ero stato usato. Mai mi ero sentito così."
"Ogni volta che terminavamo una scopata assumeva un'aria colpevole e diceva che dovevamo smettere. Io le davo ragione, ma puntualmente ci ricadevamo subito promettendoci a vicenda: 'Solo ancora una volta.'"
"Sei più brava io a succhiartelo o lei? è più bello il mio culo o il suo? e la mia passerina depilata? a lei gliela lecchi così tanto? e le dici tutte quelle parolacce che dici con me?"
"L'essere visto in quella situazione umiliante per un eterosessuale mi provocò un orgasmo improvviso. Schizzai diverse volte imbrattando il mio petto con la mia stessa sborra. Intanto, senza che quasi me ne accorgessi, Jason era penetrato in me."
"Perchè l'idea mi fa impazzire. L'idea di tradirlo. Di tradirlo in questo modo. Di sentirmi puttana."
"Il modo migliore per imparare è capire cosa si prova ad essere sodomizzati." — disse mentre tornava verso di me con in mano un lungo fallo di lattice nero e un sorrisetto minaccioso.
"Tranquillo, l'ho chiesto io." gli dissi con un tono rotto dall'eccitazione. [...] ero diventato la troia della festa.
«Qui dentro siamo in tre. Ha portato un amico. Un amico come lui. Mi stanno facendo godere come non mai. Hai presente la mia fantasia? Quella dei due uomini contemporaneamente.»
"Mi rimasero scolpiti in testa gli urletti che fece lei, prima di leggero dolore, poi chiaramente di grande godimento."
"Era da tanto che non scopavo così. Sei giovane e instancabile. Adoro il tuo cazzo. È bellissimo, è grosso, lo sento quando entra."
"Dai, fammi essere la tua puttanella." queste furono le uniche parole che mi disse. Dopo averle sentite mi mandai mentalmente a fanculo e cominciai a scoparla con tutte le mie forze.
"Stai scopando me o mia madre" — quasi vengo per cui mi stacco. Prendo un po' fiato. "Scopavo te. Ora girati. Così posso immaginare che il culo non sia il tuo."