Il Cliente copertina
Un racconto di Analcoholic

Il Cliente

24 maggio 20091 minuti di lettura

I – lei

"Stanza 204" mi dice Silvye, la direttrice dell'hotel. "Sei bellissima".

In ascensore mi controllo nello specchio. Ho degli stivali che arrivano alle ginocchia. Sopra una gonna a portafoglio. Dagli spacchi si intravedono le autoreggenti. Sopra una camicetta e una giacca. I capelli raccolti. Trucco leggero.

Busso. "Servizio in camera".

Bell'uomo, distinto e imponente.

II – lei

Si siede sul letto. "Benvenuta." Estrae il portafoglio. Conta dei biglietti da cento. Ho un brivido lungo la schiena. È la prima volta, il mio primo cliente.

"La cifra è questa, no?" chiede appoggiando le banconote sul comodino. Annuisco. Fa per mettere via il portafoglio e poi ci ripensa. Ci guarda dentro come per vedere quanto ha ancora.

"Per il culo il sovrapprezzo è 100?"

Altro brivido, questa volta più in basso. Mi giro continuando a guardarlo e mostrandogli le terga.

"Non so, giudica tu quanto vale" ammicco cominciando a scoprirlo tirandomi su la gonna.

Tira fuori delle banconote e le appoggia sulle altre.

III – lei

"Dai spogliati per me. Poi vieni qui a succhiarmelo."

Armeggia con i pantaloni per estrarre un cazzo di tutto rispetto. Io mi spoglio, con lentezza e con sensualità. Rimango solo con gli stivali e le autoreggenti.

Con la sua grande mano sulla nuca mi dà il ritmo del pompino.

"Come sei brava. A mia moglie fa schifo farmeli. Tu invece vuoi bere la mia sborra, vero?"

IV – lei

"Allora ti posso chiamare altre volte?" mi chiede Sylvie.

"Se me li selezioni tu, sì."

"Tranquilla. La clientela del mio hotel è tutta di un certo livello. Dimmi solo se ci sono cose che non sei disposta a fare."

"Non saprei… decidi tu, se tu lo faresti allora posso farlo anche io."

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