
Isolata
Indice
I
Era una delle ultime serate della nostra vacanza su quell’isoletta al largo della Sicilia. Girovagavamo per le stradine del paesino in cerca di un ristorante per la cena. Ne trovammo uno che non avevamo ancora notato e ci ispirava. I tavolini occupavano i lati di una stretta stradina. Ci sedemmo, ordinammo e mangiammo degli ottimi piatti di pesce.
Mia moglie Lucia fu un po’ strana durante quella cena. Sembrava distratta. Si guardava spesso intorno. Le chiesi se andava tutto bene e lei mi rassicurò.
Conclusa la cena mi aspettavo che avremmo fatto la solita passeggiata fino al porticciolo o nelle altre vie del paese, magari avremmo fatto un po’ di shopping o ci saremmo presi un gelato. Lo proposi a Lucia, sicuro di ricevere il suo assenso. Lei invece sembrò inquieta e mi disse che preferiva andare subito a casa.
“Come mai? Non stai bene? Sei stanca?”
“No, no, sto bene, è solo che…”
Lasciò la frase in sospeso. Si guardò attorno. Eravamo in vicoletto buio, da una parte c’era un parapetto basso e si vedeva il panorama del mare scuro. Mi si avvicinò. Mi parlò all’orecchio. Sembrava imbarazzata.
“Ho voglia di andare a casa… Ho voglia di… Ho voglia.”
Capii subito a cosa si riferiva. Quando Lucia era eccitata era abbastanza evidente. Anche durante la cena doveva esserlo, lo capii col senno di poi, semplicemente non avevo collegato il suo atteggiamento con quello stato d’animo perché non me l’aspettavo che potesse venirle voglia di sesso in mezzo alla gente di un ristorante. Mi domandai da cosa le venisse quella voglia improvvisa, che era comunque da parte mia ben gradita.
Lucia mi baciò e per sottolineare le sue intenzioni mi tastò il cazzo da sopra ai pantaloni. Io avevo già reagito e mi si era già parzialmente indurito.
“Come mai questa voglia?” mi venne da chiederle ingenuamente, rovinando un po’ l’atmosfera già calda.
“Ma che ti importa?” rispose lei quasi offesa. “Non ti va?” aggiunse sdegnata.
“Sì, sì. Certo che mi va. Andiamo.” le dissi prendendola per mano e trascinandola con me.
“Aspetta.” disse Lucia dopo pochi passi, fermandosi in mezzo al vicolo. Strinse le gambe e con una mano si toccò il pube da sopra la gonna. Ebbe come un brivido. Fu come se avesse avuto un orgasmo in quel momento. Rimasi stupito. Non l’avevo mai vista così.
“Tutto ok?” chiesi.
Lei si riprese ed annuì. Poi ricominciò a camminare al mio fianco, ondeggiando sui tacchi.
