"Sono un po' troia?" sussurrò con tono innocente dimenando il culo. "Sì." risposi accompagnando la risposta con una sonora sculacciata.
Vendetta a caldo
"La vergogna e il piacere erano la stessa cosa, in quel momento, non riuscivo a separarli."
Ci sono piaceri che nascono da una parola detta sottovoce, da un patto siglato con uno sguardo, da confini tracciati per il gusto sottile di sfiorarli. Questa raccolta esplora le mille sfumature del consenso: il desiderio condiviso e quello ambiguo, la complicità di chi apre le porte della propria relazione, il brivido di chi osserva, cede o negozia. Dove il sì può essere implicito, il no può diventare gioco, e la fiducia è l'eros più profondo.
"Sono un po' troia?" sussurrò con tono innocente dimenando il culo. "Sì." risposi accompagnando la risposta con una sonora sculacciata.
169 racconti e 11 ebook nella raccolta “Dove il desiderio si negozia e si concede”.
"La vergogna e il piacere erano la stessa cosa, in quel momento, non riuscivo a separarli."
"Avevo la moglie che cavalcava il mio cazzo mentre il marito sedeva a tre metri da noi e leggeva il libro che io avevo scritto."
"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
"Cioè la prima cosa che abbiamo mai fatto insieme… è stato il tuo cazzo che è entrato nella mia fica…" — "Ehm… veramente no…" — "Non mi dire… sei stato quello che…?" — "Sì."
"No, scopami nel culo, come fai sempre, che lui non ci è mai riuscito." Lei, perfida e perversa, come non mi sarei mai immaginato. Sembrava lucidissima e fuori di testa nello stesso momento.
Vedevo la faccia di Valentina schiacciata sul vetro mentre io da dietro spingevo dentro al suo culo. Vedevo il suo culo aperto che accoglieva voglioso il mio cazzo come raramente mi era capitato prima con una donna.
"E se lo avessi già fatto?" Rimasi pietrificato. Non sembrava dirlo con tono scherzoso. Sembrava seria. Lo smarrimento che provai fu risolto dalla reazione del mio corpo.
"Sai, forse non ero poi così ubriaca quella sera…" mi provocò. Esattamente come mia moglie che mentre mi apprestavo a scoparla nello stesso modo in cui mi aveva appena confessato di essersi fatta scopare da quello, volle aggiungere un carico alla mia voglia di virile rivalsa.
"Non ha mai chiamato suo marito mentre aveva il cazzo di un altro uomo nel culo? Lo faccia, può essere divertente."
"Fisico e mentale per lei. Fisico per lui, mentale per me. Una trinità del sesso."
"Ero soltanto un culo in cui svuotarsi completamente, ma ero l'unica sua ragione di vita in quegli istanti. Ero totalmente sua e lui dipendeva totalmente da me."
Ad un certo punto lui si fermò. Cazzo piantato nel culo a metà lunghezza. Immobile. Presi un altro dei suoi albi. Cercai un disegno e lo confrontai con quello che stavo vedendo. Il culo perfetto spalancato da quel cazzo nodoso. La realtà si confondeva con l'arte.
"Non hai capito nulla?" "No. Cosa." "Me lo sono inventato. Mi serviva qualcosa che ti eccitasse troppo. Ed è stato interessante vedere cosa ti ha eccitato così tanto."
"Vorrei… volevo… capire cosa si prova ad averne uno nella fica… e uno nel culo… nello stesso momento… stretta tra i due corpi… mmmh… troppo troia?"
"Volevo la sua sborra in gola." — "Fanculo, stronza, non è che puoi andare in giro a succhiare il primo che passa." — "Avrei dovuto farlo lo stesso. A prescindere da te. Volente o nolente."
"Hai visto, amore, che bel cazzo duro per la tua mogliettina troia? Hai visto che effetto che faccio?" — Lei era inarrestabile, e sapeva esattamente come usare ogni arma a sua disposizione.
Non volevo succhiarglielo. Non mi piaceva succhiarglielo. Ma l'umiliazione di farlo davanti a lei, per soddisfare lei, è stata una delle emozioni più forti percepite durante le nostre relazioni da coppia cuck.
Non mi basta avere Martina tutta per me. Voglio che sia una gran maiala e quindi voglio che sia anche tua, Vittorio. La sua figa è mia per quest'anno. A te lascio il culo.
"Era tutto troppo. La perversione mentale e la sensazione fisica. Non capivo più niente. Sentii le urla di godimento di mia moglie, come mai l'avevo sentita godere prima."
"No, intendevo: lo facciamo quello che hai raccontato, la tua fantasia." — "Cioè vuoi fare un massaggio e… cercare di trasformarlo in qualcosa di più?" — "No. Intendevo farmi scopare da un altro. Con te che guardi o se vuoi con te me lo metti in bocca."
Sto guidando il cazzo di un ragazzo a me sconosciuto nel culo della mia ragazza. Che a sua volta mi è, da un certo punto di vista, anch'esso sconosciuto. Di sicuro è più conosciuto dal cazzo di lui.
"Penso a questo. A masturbarmi per qualcuno. Al fatto che ci sia qualcuno che mi sente o che mi vede mentre mi masturbo. Al fatto di masturbarmi in pubblico."
"Sei una troia…" mormorai mentre schizzavo sotto le coperte andando sicuramente a colpire anche il suo culo.
Quattro cazzi nel culo, tre in bocca, due in fica: il resoconto del post partita di tennis.
"Venni lo stesso, senza aver neanche sfiorato il cazzo. Sborrai quando il plug nel culo venne sostituito dal cazzo del ragazzo."
"Beh, c'è qualche problema? Sei frocio?" mi chiese lei, nuda e bellissima, inginocchiata sotto di me, interrompendo la fellatio che non stava avendo gli effetti desiderati dato che il mio membro rimaneva flaccido e inerme.
"Sono… troppo… eccitata… devo… sfogarmi… pochi minuti… fammi venire… ne ho… bisogno…"
"Dai, scopa la tua puttana… che è così puttana che non le sono bastati i cazzi che ha preso stasera e vuole quello che è solo suo…" "È tua… e di chi paga per averla…"
"Vuoi sposarmi? Vuoi essermi infedele da moglie invece che da fidanzata? Vuoi mettermi le corna nel matrimonio? Vuoi che sia il tuo marito cornuto e contento?"
"Ti piace? Eh, ti piace? Dillo a tua moglie." — "Mi… mi piace… ma solo perché ci sei tu."
"Voglio essere scopata da chiunque tu voglia portare in questa stanza… scopata… inculata… quel cazzo che vogliono… basta che mi fate godere… basta che soddisfiamo la tua mente malata e perversa."
"Mettiti sul letto. A pecora. Apriti le chiappe. Lasciami ungere un po' quel tuo bel buchetto. Così entrerò un po' più facilmente per sfondarti il culo."
"Il culo vergine di tua moglie in cambio del tuo. Mi sembra uno scambio equo, che piacerà a tutti. Fidati."
"Vuoi sapere cosa mi ha colpito di lei? Tua moglie ha un culo pazzesco. Tondo, alto, sodo, sporgente. Io voglio aprirlo quel culo. Voglio inculartela tua moglie. Mentre la mia le lecca la fica. È impazzita quando glielo abbiamo prospettato."
"Dimmi che in questo momento il tuo cazzo non è duro. Se me lo giuri ci credo e non faccio niente. Ma se invece non sei pronto a giurarmelo… forse dovresti dare retta a lui."
Si erano sussurrati imprecazioni mentre si bacciavano teneramente, per quanto la situazione pornografica potesse consentirlo: "Troia." "Cornuto." "Stronza." "Sfigato." — persino nell'atto più estremo, tra loro era ancora un gioco intimo.
"Mi piaceva essere umiliato in quel modo da quelle due ragazze che mi piacevano entrambe, ognuna a modo suo. E quindi mi abbassai e ripulii con la lingua ogni centimetro quadrato dei piedi di Rebecca, andando anche a risucchiare tutto fra dito e dito."
"So invece cosa fu a far godere me: la consapevolezza di avere una ragazza perversa che non aveva resistito alla lussuria e aveva compiuto atti che neanche riusciva a raccontarmi fino in fondo."
"Mio marito è sotto la doccia. Raggiungimi in stanza. Numero 302." — e quei dubbi se li poneva mentre stava già correndo da lei, col cazzo impaziente.
"Stai pensando che sia lui adesso a scoparmi da dietro. Cazzo se me lo scoperei…" Percepii il suo orgasmo dopo queste parole. Era veramente su di giri. Quell'incontro l'aveva sconvolta ed era uno spettacolo vederla così eccitata.
"La mia ragazza da sotto, con le gambe aperte, che si sedeva, penetrandosi, su quell'oggetto metallico... poi osò ancora di più e vidi allargarsi il suo ano per far posto a quel fallo improvvisato."
"Colpa del viagra." bofonchiò lei mangiandosi le parole. "Che adesso anche con i sessantenni non è sesso, è una maratona. Sono stanca. Sfatta. Mi ha scopato per ore."
"Anche io mi vergogno…" le risposi e la potenza di quella confessione mancata unita al fatto pazzesco che un uomo mi stava inculando mentre ero al telefono con mia moglie che veniva probabilmente inculata a sua volta mi fecero sborrare senza che il mio cazzo fosse neanche sfiorato.
Non mi ha mai imposto veramente nulla, mi ha sempre fatto sentire come se fossi io quella che decideva di subire una qualsiasi sottomissione sessuale. Alla fine sono sempre stata io a implorarlo di sodomizzarmi, a chiedergli di pisciarmi addosso, a pregarlo di sottomettermi.
"Non mi sono lavata." mi disse ma io la ignorai ed iniziai a leccarla, assaporando i suoi umori misti al salato del sudore, al gusto gommoso del preservativo e a quello acre della sborra.
"Oddio, siete in due…" mormorò lei sconvolta dal piacere di quella doppia penetrazione inattesa. La stringemmo fra noi. Martina era sospesa, i suoi piedi non toccavano più terra, ma era tenuta su dalla pressione dei nostri corpi e dai nostri cazzi che dal basso la spingevano in su. Impalata su due cazzi.
"Sei un porco…" mi sussurrò mentre il suo dito medio andava in cerca della mia prostata. "Quindi ti piace se tua moglie fa un po' la puttana con altri?"
Il mio pollice scivolò dentro al suo ano, mentre indice e medio si insinuarono fra le labbra della figa. Quella minima doppia penetrazione mi fece pensare che forse una vera e propria lei l'aveva subita quella notte e su quel pensiero le sborrai in bocca.
Il primo uomo ad infilare un cazzo dentro di me dopo che mi fui sposata non fu mio marito. E il primo cazzo che presi da sposata lo presi nel culo.
"Mi fa sentire ancora più troia. Lo amo per avermi trascinato in questa perversione."
"Hai visto anche il video, vero?" mi chiese con voce roca. [...] "Avrai visto che io ho dei gusti particolari nel sesso." — e nel dire questo Martina mi strinse il cazzo da sopra i pantaloni.
«Lo passerò a mio marito… censurerà i volti e… sì, credo lo pubblicherò…» A quella notizia gli affondi di lui dentro mia moglie si fecero più intensi.
«Non lo so… devo ancora metabolizzare la cosa. Cioè tu mi vuoi dire che in questo momento chiunque nel mondo può vedermi mentre vengo scopata da quei due porci?»
"Sono un po' troia?" sussurrò con tono innocente dimenando il culo. "Sì." risposi accompagnando la risposta con una sonora sculacciata.
"Voglio sentirti che godi grazie al cazzo di un altro e sono sicuro che il tuo godimento sarà amplificato al pensiero che ci sono io che ti sto ascoltando."
"Preferisco il suo cazzo perché non è il tuo. Perché se mi faccio scopare da lui oltre ad avere il suo bel cazzo dentro di me, io sto tradendo te, ti sto mettendo le corna con un ragazzo giovane e posso pensare che anche il tuo cazzo sia denigrato duro proprio perché lo sto facendo."
"Trovane un altro. Non dirmi chi. Portamelo a casa ed io sarò la sua puttana. La tua puttana. La puttana di entrambi."
"Quello che mi colpì e che sostanzialmente capii essere la cosa che mi attraeva in quel tipo di rapporto era il contrasto tra quel corpo forte, virile, muscoloso e l'atteggiamento vulnerabile che assumeva quando si piegava in avanti, esponeva le chiappe e desiderava sottomettersi a noi donne."
"Torniamo qui l'anno prossimo, vero?" mi sussurrò all'orecchio. "Se… se vuoi…" "Sì, voglio. E voglio restarci di nuovo da sola per un po'." "Ad una condizione." "Quale?" "Che ti fai scopare da altri uomini anche quando sei con me e mi fai guardare o partecipare." "Ok."
Così troia non l'avevo mai vista, così su di giri, così vogliosa, così pronta a tutto. Non ha mollato i loro cazzi, o il mio, un attimo. Uno dentro di lei, in qualche suo buco c'era sempre.
"Non lo saprà nessuno." disse lei mentre mi veniva incontro. "No, aspetta." misi le mani avanti per fermarla. Ma non era lei contro cui dovevo lottare. Era contro il mio istinto maschile, contro il mio cazzo che già spingeva per farsi largo nei miei pantaloni.
"Come è stato ucciso il re Candaule?" domandò lei. "Non so… con una coltellata nel sonno, mi pare…" "E allora lascia che Gigi infili il suo coltello in te…" Sodomia e regicidio. Inculata e incoronazione. Corna e corona. E una regina felice, il mio obiettivo da sempre.
"Mentre tutta la gente a teatro raggiungeva il pathos emozionale guidato dalle armonie del compositore russo, io godevo e lui mi sborrava in culo. L'applauso che ne seguì lo sentii quasi come se fosse rivolto a noi due."
"Fammi urlare ma fai in modo che non mi senta nessuno." — Le tappai la bocca con la mano e aumentai la forza e la frequenza delle mie spinte dentro di lei.
«È il mio fidanzato. È il mio fidanzato cornuto.» — disse decisa, poi guardò dritto in camera e sorrise.
"Osservo da vicino quell'atto sodomitico e trovo la scena incredibilmente oscena. La mia ragazza si sta facendo inculare da un altro. È follemente eccitante."
'Gli ho chiesto se era libero. Se voleva scoparmi.' — Il mio cazzo, che già aveva capito, si ingrossò ulteriormente dentro di lei.
Non posso dire che mi piaccia in assoluto quello che sto facendo, ma mi piace la situazione per cui lo sto facendo. Un pompino all'amante di mia moglie mentre lei si sta finendo di preparare per uscire con lui e per farsi scopare da lui tutta la sera. Mi sento un cornuto e un sottomesso. Il mio cazzo è durissimo, quasi più di quello che sto leccando.
"Chiedilo a lui. È lui il mio ragazzo." Era pazzesco. No, non volevo… Però cazzo se era eccitante l'idea!
"Proprio quello che speravo…" — sussurrò lei, uscendo un attimo dal personaggio.
"Ti avrebbe inculato?" concluse lei la frase sottolineandola con un affondo delle sue dita nel mio culo. "No. Non lo pensavo, ma quando lo ha fatto è stato bellissimo. Due uomini che scopano. Eravate sexy. Sembravate due animali."
"Sei una troia." dissi. "Ciao, amore." rispose appena prima che io le puntassi il cazzo verso la sua bocca.
«Mi fece sentire femmina, di fronte alla mia di femmina e questo amplificava quel senso di vergogna nel praticare quel gesto da sempre attribuito solo agli omosessuali.»
"L'idea che in quel momento mia moglie fosse magari inginocchiata davanti a lui per fargli un pompino oppure a gambe aperte per farsi scopare era così folle che non resistetti."
Non ero nella posizione per farlo. Non mentre stavo leccando via la sua sborra dalla figa di mia moglie.
"Continuiamo che mi faccio scopare da loro due insieme e tu guardi, ovviamente." — Non poteva che andare così, in effetti.
"Mi ha spinto via da te, anzi dal tuo cazzo, ma non da te. Mi ha spinta verso il tuo viso. E quando sono arrivata a poca distanza tu hai iniziato a leccarmi… è stato incredibile, lui nel culo e tu che mi mangiavi la fica…"
"Vuoi sapere cosa ho fatto sulla barca?" mi sussurrò Alessia senza preavviso. "Sì…" mormorai mentre il mio cazzo riprendeva vigore.
"Ho questa scusa. Non ero del tutto cosciente quando un cazzo è entrato per la prima volta nella mia bocca."
"Un'altra ragazza mi stava leccando il cazzo di fronte alla mia fidanzata, anzi proprio con il suo aiuto."
"Sì, cornuto, leccami! Lecca la tua troia!" Ormai non si teneva più. Aveva superato ogni remora, ogni pudore. Non la riconoscevo più, ma era una donna nuova che volevo conoscere.
"Sei una gran troia, ma da sola non ci riesci con tutti questi cazzi…" — e la soluzione era lì, inginocchiata accanto a lei, sotto forma di marito.
"Dai. Diglielo e poi lo facciamo." — Lei, nuda e coi tacchi, si alza. Si avvicina a lui. Si mette una mano tra le gambe per toccarsi e placare un minimo la voglia che la sta possedendo.
"Non vedo l'ora di farmi scopare con te a fianco e non più dietro una telecamera. Non vedo l'ora che mi baci mentre lui mi scopa, che mi tocchi, che mi lecchi. Non vedo l'ora di farmi scopare da entrambi."
"Allora? Dimmi cosa succederà. Riuscirai a togliermi tu le voglie che ho o devo continuare a rivolgermi al mio collega?" lei lo provocò mentre lui da dietro la penetrava analmente. "Stai zitta, troia." rispose lui che cercava di non pensare.
"Voglio che mi infili quel cazzo finto nel culo. Di fronte alle tue amiche. Perché stasera è la vostra festa e potete abusare di me come volete."
"Mi farò perdonare… e tu promettimi che mi sposerai e che… mi sarai sempre infedele…" — "Sì… sì… sì…" urlò Lucia ma forse non stava rispondendo a Lorenzo, era solo sopraffatta dal piacere del cazzone di Rudy che le fotteva il culo.
"Marta si era messa a succhiarmi il cazzo, guardandomi in modo diabolico. Evidentemente la divertiva molto che fossi al telefono con mia moglie ed il mio cazzo fosse invece nella sua bocca."
"Sodomizzato da una donna. Ti fa impazzire e te ne vergogni. Il tuo ego di maschio si sente minacciato ma non te ne frega niente perché in questo momento vuoi solo sentirti posseduto da quella cosa che entra ed esce dal tuo culo."
"Quegli altri uomini non sono capaci. Mi sanno scopare ma non mi sanno fottere la mente come hai fatto tu ieri sera…"
Tutte quelle considerazioni mi sconvolgevano. Non c'era una singola qualità in cui lui mi era sembrato migliore di me, anzi in tutte io mi sentivo oggettivamente superiore. Però da lui non riusciva a staccarsi ed il motivo era solo e soltanto uno. Lui la sapeva scopare meglio di me.
"La mia fantasia… la mia fantasia…" mormorava. Quella di essere guardata da tanti uomini mentre faceva sesso con me. Adesso che stava succedendo mi ricordavo che una volta me l'aveva accennata.
"Ti piace vedere la mano della tua ragazza attorno al mio cazzo duro?" mi chiese provocatoriamente Carlo. Io deglutii ed annuii mentre Jessica mi guardava sorridente.
"Ti è piaciuto guardarmi che lo succhiavo ai tuoi amici?" mi chiese. Io non ebbi il coraggio di rispondere. Lei iniziò a sbottonarmi i pantaloni e mi tirò fuori il cazzo. "Sì. Ti è piaciuto." commentò trovandolo durissimo.
"Sei un cornuto. La tua ragazza va a farsi scopare da un altro per tutto il weekend e tu non dici niente." — "Che poi voglio sapere tutto. Voglio che ti fai dei video mentre lo scopi, voglio vederti."
"Ho immaginato che gli uomini rompessero gli indugi e cominciassero a toccarmi con le mani, con i loro cazzi duri… Prima uno, poi un altro, poi due insieme… Nella figa e nel culo."
"Non voglio essere il tuo amante." — "Amante. Che parolona. Sei uno con cui scopo. Uno dei tanti." — "Voglio mettermi insieme a te." — "Non ci si mette insieme ad una zoccola, cioè non consapevolmente." — "Invece io voglio farlo proprio consapevolmente."
"Voglio farmi guardare ancora, voglio esibirmi, voglio che qualcuno spii sotto la mia gonna e scopra cosa porto o cosa non porto, voglio che ci filmiamo mentre facciamo sesso e poi pubblichiamo il video da qualche parte, voglio sentirmi guardata e desiderata…"
"Eravamo un neo cornuto e una troia." — I due sborrarono all'unisono su di lei che diresse i loro getti sul seno, sul collo e in parte anche sul viso.
Ero sua, totalmente sua e dopo essere stata in suo possesso in quel modo non poteva bastare un matrimonio per rompere quel legame.
"Allora ti piace la tua ragazza che a volte è sottomessa ma che ora arrivati a casa indosserà quel cazzo finto, si stenderà sul letto e ti chiederà di siederti sopra di lei e di infilartelo su per quel tuo bel culetto?" "Sì, mi piace, la adoro."
Qualche ora prima conversavo amabilmente con una sconosciuta ed ora ne stavo apprezzando in foto la capacità di accogliere un grosso vibratore nel culo. Tutto ciò mi faceva ridere, mi eccitava e nello stesso tempo mi spaventavo da solo per quello che era stato possibile scoprire in così poco tempo.
Era brutto, era grasso, non mi piaceva. Non ci avrei mai scopato. Ma avevo appena scoperto qual era il mio prezzo.
"Cosa c'è di più intimo di tutti quegli orgasmi che ho provato mentre eri dentro di me e tutti quegli uomini mi facevano il culo?"
"Mai avevo fotografato la figa di mia moglie da così vicino mentre era penetrata e soprattutto mai il cazzo che compariva nelle foto non era stato il mio. Mai riuscii a cogliere così bene la sua espressione durante l'orgasmo dato che ero sempre stato impegnato a procurarglielo io l'orgasmo."
Sto scopando lui ma è come se scopassi te. Ad ogni mio colpo il suo cazzo viene spinto dentro alla tua fica. Ti sento godere. […] Vengo dentro al suo culo. Lui sborra di nuovo dentro di te. Tu hai l'ennesimo orgasmo della mattina.
"Con la mano dalla parte del bancone del bar, in modo che non si vedesse, mi palpò il cazzo da sopra i pantaloni, trovandolo durissimo."
"È un dolore piacevole, che bramo. È una sensazione che… mi eccita." — il marito, descrivendo il piacere masochista di sentirsi umiliato dall'amante di sua moglie.
"Dimmi che ti piace questa situazione. Dimmi che il tuo cazzo è duro per questo. Dimmi che lo accetti. Ti prego." — La guardai. Non osai rispondere. Ma forse a lei bastava che non ci fosse una risposta negativa.
"Dai, lo sento quanto sei eccitato. Lo sento quanto il tuo orgoglio di maschio vuole riprendersi con forza la sua donna. Fallo, dai! Prendimi. Fammi tua."
"Fermati. Se te ne vai mi lasci qui a pensare a quello che sto facendo e sono sicura che ad un certo punto la brava ragazza che è in me mi farà andare via."
"Guardai la donna che godeva rumorosamente sotto i colpi vigorosi di Saliou. Quel guizzante corpo eburneo che fotteva la perfetta femminilità di lei erano forse la cosa più eccitante che avevo mai visto e quello mi fece sciogliere."
"Legami e fammi tutto ciò che io voglio che tu mi faccia." — "Ricordati la parola: orchidea." Io, per tutta la notte, non pronunciai mai nessun nome di fiore.
"(utente sconosciuto) Ah, allora salutami il cornuto 😈" — Quell'ultima parola mi fece impazzire.
"Ho i vostri due cazzi dentro… Oddio che bello!" — e lei cominciò a godere e non smise per un sacco di tempo.
"Sono rimasta sempre a faccia in giù, non l'ho mai guardato mentre lui mi masturbava. Ad un certo punto mi sono tirata su appoggiandomi sulle ginocchia, col culo per aria e le spalle sul lettino. Ero completamente esposta e questo mi eccitava ancora di più."
Lei alzò lo sguardo, senza staccarsi dall'altra donna, e mi fissò negli occhi con uno sguardo quasi di sfida e pieno di lussuria.
Non riuscii a non pensare che quelle labbra pochi minuti prima erano attorno al cazzo di uno dei due. "Vedo che ora sei bello sveglio." "Qui, intendo." mi strinse il cazzo duro da sopra i pantaloni.
"Mi ero trasformata da moglie fedele ad adultera con un cazzo piantato nella figa in pochissimi istanti."
"Quanto ti piace nel culo, eh, troia?" — le stesse parole sentite nel bar, pronunciate stavolta da lui, mentre schizzava dentro Tina con il marito che guardava dalla porta.
"Mi lasci scopare mio marito attraverso di lei." — Il mio cazzo dentro al culo del marito si indurì ulteriormente mentre lasciavo cadere il mio peso su di lui e spalancavo le gambe.
"Please… please, fuck me. Fuck me in the ass…" A sentire quelle parole, quell'invito ad incularla, impazzii.
"Ora ascoltami e continua a succhiarmelo. Non fermarti e non parlare. Se qualcosa di quello che ti dirò non ti va bene smetti immediatamente di succhiarlo e tutto finirà lì. Se invece continui vuol dire che sei d'accordo."
"Infilai il mio cazzo dove appena prima c'era il suo, dentro mia moglie bagnata, aperta, inerme. La sbattei come aveva fatto lui. Lei si girò avendo percepito il cambio e mi guardò con aria di sfida."
E.M. infatti diventò nella nostra immaginazione l'altro uomo con cui mia moglie scopava, anche perché, a sentire i suoi ricordi, era particolarmente bravo, particolarmente dotato e particolarmente porco.
"Vuoi scopartelo?" gli sussurrai nell'orecchio. Non mi rispose subito, ma deglutì nervoso. Con la mano aumentai la pressione sul suo pacco, sentendone l'erezione che aumentava. "Vuoi scopartelo." gli ripetei, stavolta senza tono interrogativo.
«Per il maritino cornutello di una mogliettina tanto troia…» — «Ti amo.» — «Anche io.»
"Be', mi sembra che lui dica di sì, ti sento eccitato quanto me." Rise e tornò a truccarsi.
Con lei non ne parlai mai di quello che feci con lui, e soprattutto mai ammisi che in fondo la cosa non mi dispiacque. Lui fu molto bravo, molto dolce, e mi condusse alla scoperta dei piaceri omosessuali.
"Avrei detto di sì a tutto. L'ho persino implorato, ad alta voce, facendomi sentire da quelli fuori."
"Era rapita da quel ragazzo, così maschile, virile, forte e muscoloso che si offriva a lei senza nessun pudore, senza nessun freno. Non resistette alla tentazione di leccargli quel buchetto così indifeso, così invitante."
"L'ho visto crescere nei tuoi pantaloni. Ho visto il tuo sforzo per resistere alla voglia di toccarti e segarti. Ho visto che quando ti ho parlato della sodomia che ho subito una chiazza di bagnato ha superato le mutande ed è comparsa sui pantaloni."
È stata una cosa indescrivibile vedere il tuo cazzo enorme che entrava nel culo di mio marito e poi ricevere la vostra sborra sul viso.
Venni masturbandomi diverse volte. Non ti avevo mai vista così, sia per la visuale insolita che per come ti comportasti. Persi il conto dei tuoi orgasmi mentre la ragazza stimolava abilmente tutti i tuoi punti erogeni, anche quelli che io, in anni, non ero mai riuscito a trovare.
"Pompino." mi risponde lei coprendosi e pulendosi la bocca con il fazzoletto.
I momenti dopo l'orgasmo sono i più terribili. Al mio cervello non arrivano più quelle sostanze che lo inebriano e gli fanno piacere ogni cosa. Di colpo mi ritrovo di fronte alla realtà.
"Una moglie così troia da accettare il rischio ed un marito così porco da gettarla nel rischio."
"Su! Non fate i difficili. Non credo vi capiti tutti i giorni di avere una ragazza che vuole farsi scopare nella figa e nel culo insieme, o no?"
"Fece scivolare discretamente la mano in basso per tastare la mia reazione alla proposta che contraddisse in modo palese il mio rifiuto a parole."
"Ti hanno mai scopato in questo bel culo sodo e accogliente?" — "No, signora." — "Però l'idea che accada ti stimola, non è vero?" Annuì, dopo una esitazione, deglutendo.
«Lo facciamo spogliare, gli facciamo un pompino. Lui si rilassa e si eccita, lo portiamo sull'orlo del godimento, quando non ragiona più. Magari andiamo in due su di lui.»
"Starò al suo gioco e gli chiederò di chiamare sempre te. E cercherò di ottenere più libertà di azione, così scopiamo fra noi come ci pare mentre lui ci guarda. Poi lo convincerò ad assecondare veramente le sue fantasie e ad essere lui quello legato e sodomizzato."
"Fatti sentire anche dalle ragazze. Ti piace che ti sto inculando?" — "sì, cazzo, mi piace sentirmi scopato."
Mi risucchiò dentro al culo, mostrando molta padronanza di quel tipo di rapporto.
"Posso?" le sussurrò. Io non venivo considerato se non per il mio sesso. La mia ragazza fece un cenno di approvazione e l'altra si avventò con ingordigia sul mio cazzo.
"L'essere visto in quella situazione umiliante per un eterosessuale mi provocò un orgasmo improvviso. Schizzai diverse volte imbrattando il mio petto con la mia stessa sborra. Intanto, senza che quasi me ne accorgessi, Jason era penetrato in me."
"Lasciami fare, dissi senza smettere di premere la punta del cazzo finto contro il suo ano, non opporti. Ti piacerà." — rimanemmo così noi quattro attorno a lui che, in posizione a quattro zampe, ci guardò e poi, quasi impercettibilmente inarcò la schiena, come aveva visto fare a tante donne.
"Sei una troia. Ho visto il clistere in bagno. Era proprio necessario?" — "Ssssh, dai che ti sentono, sei in viva voce."
"La foto migliore di tutta la serie fu quella in cui lei si staccava dal cazzo rigido, guardando verso di me sorridendo soddisfatta. Nella sua espressione si leggeva lussuria, trasgressione e divertimento."
"Vuoi che ti venga in bocca, così poi quando baci il tuo uomo sente il sapore di quanto sei troia?" lei si rialzò. "Sei sempre uno stronzo." "una volta ti piaceva quando ti parlavo così."
"Mi sono bagnando solo all'idea." — lei lo dice mentre fanno sesso, e lui non sa se è una fantasia o una confessione.
"Sei più grosso di quello dell'anno scorso, non ci credo!" disse compiaciuta quando mi abbassò i pantaloncini e si fiondò ad ingoiare il mio sesso.
«Venne anche da me, allungando un piede fino a toccarmi il cazzo durissimo sotto i pantaloni. [...] Venni, cercando di non farlo percepire agli altri, sporcandomi le mutande.»
"Voglio che mi sodomizzi, che mi inculi. Trattami come la troia che sono. Mettimi il tuo cazzone nel culo, lo sai che mi piace sentirlo dove solo le troie lo prendono."
"Facciamo così." gli sussurrai con voce roca all'orecchio. "Tu mi lasci fare una cosa a te e io ti concedo il mio culetto." avevo il suo cazzo in mano e lo sentii sobbalzare.
"Puliscimi. Leccamela via." Disse con un sorriso diabolico, ondeggiando leggermente il culo. Lui la guardò a bocca aperta. Non se lo aspettava. Sembrava incerto se farlo o no. Ma il suo cazzo testimoniò un gradimento.
"Voglio rifarlo. E rifarlo ancora. E ancora. Almeno fin quando non potrò averne due veri…"
"Mi stava facendo scopare da un uomo. Non era mai capitato prima. Pur non avendo tendenze omosessuali non mi opposi. Mi lasciai fottere, facendo finta di niente. E mi godetti la scopata."
Finsi dolore e rifiuto, ma in realtà allentai i muscoli che serravano lo sfintere anale, lasciando che il grosso pene unto vi scivolasse dentro senza difficoltà.
"Stai pensando che io ti faccio schifo. Stai pensando che mai verresti con uno come me. Pensi tutto questo e non ti spieghi perchè stai colando, perchè senti gli umori scivolarti lungo la coscia."
"Io penso che tu mi abbia messo le corna, ma non così tanto. Io voglio che tu ti sia inventata tutto dal pompino al tuo capo a quell'ultima sodomia nei bagni dell'aeroporto. Però… spero anche che tu mi abbia raccontato solo una parte di ciò che hai fatto."
"Non ti farò mancare neanche quella. Non vedo l'ora di sentire il tuo bastone su per il mio culetto. Sono abituata al cazzetto del mio ragazzo, sarà come farlo di nuovo per la prima volta."
"C'è qualcosa di più bello di un cazzo finto nel culo." feci una pausa e un cenno a mio marito a farsi avanti da dove era nascosto. "Uno vero!" conclusi afferrandogli il cazzo, che tornò duro per l'ennesima volta, e le palle.
"Stasera voglio che me lo metti nel culo. Voglio essere sodomizzata, inculata. [...] e poi hai fatto pratica. Ora sarai diventato bravo."
"Dai, che da quando ho visto il tuo cazzo non vedo l'ora di sentirmelo dentro. Vedrai che non te ne pentirai." mi si strusciò contro, tastandomi l'uccello già duro. "Non temere, ci andrà piano."
"Mi pone sotto di me, io inarco la schiena, lei mi prende in mano il pene e lo guida verso l'imboccatura. Si indurisce e subito non riesco, nonostante l'urgenza."
"Fai piano, che è ancora indolenzito, sai… ce lo aveva bello grosso." — ti sodomizzo. Ad ogni affondo mormoro: "troia".
"Più io faccio la troia e più lui ragiona col cazzo e non capisce più niente." — "beh… in fondo io dovrò rimanere in allenamento, altrimenti poi me lo sfondate…"
«Infilo la mano nei boxer per trovare un pene già duro. Lui inclina indietro la testa. Quattro o cinque colpi e già viene inondandomi la mano di sperma. Mi guarda ansimante. Non ci siamo detti una parola.»
"Vi prometto che una di voi due stasera perderà la verginità anale. Solo una di voi due. La più brava."
"No, la figa è solo per i fidanzati" — e intanto tirava fuori un dildo dalla valigia. "Sei stata bravissima. Con lui intendo." le faccio l'occhiolino, esco lasciandola basita dentro l'ascensore che si richiude.
"Va bene, d'accordo, sei una gran figa. È da ieri che vorrei scoparti. Sei più stronza di quel che pensavo, ma hai vinto tu. Però fai silenzio. Non voglio svegliarla."
"No", rispose, "da lui non mi faccio inculare", aggiunse. Detto questo mise la faccia contro il cuscino e inarcò la schiena. Le chiappe si schiusero, rivelando l'antro che mi veniva offerto.
Sono seduta sopra di lui, la punta del suo cazzo preme contro il mio sfintere. Dammi il permesso. Dimmi che mi può inculare.
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
"Mi farò perdonare… e tu promettimi che mi sposerai e che… mi sarai sempre infedele…" — "Sì… sì… sì…" urlò Lucia ma forse non stava rispondendo a Lorenzo, era solo sopraffatta dal piacere del cazzone di Rudy che le fotteva il culo.
— Da 'I promessi adulteri'"Mi pone sotto di me, io inarco la schiena, lei mi prende in mano il pene e lo guida verso l'imboccatura. Si indurisce e subito non riesco, nonostante l'urgenza."
— Da 'Il bisogno'"Mi pone sotto di me, io inarco la schiena, lei mi prende in mano il pene e lo guida verso l'imboccatura. Si indurisce e subito non riesco, nonostante l'urgenza."
— Da 'Il bisogno'Si erano sussurrati imprecazioni mentre si bacciavano teneramente, per quanto la situazione pornografica potesse consentirlo: "Troia." "Cornuto." "Stronza." "Sfigato." — persino nell'atto più estremo, tra loro era ancora un gioco intimo.
— Da 'Cornuto in incognito'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
Iscriviti alla newsletter per ricevere anteprime esclusive e nuovi racconti.