Stanza 303
"Sono mesi che non faccio sesso…" mormorò. "Sei bravissimo… quanto lecchi bene… mio… non mi lecca così bene… anzi non mi lecca più… da quando è nata Giulia è cambiato tutto tra noi…"
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"Sono mesi che non faccio sesso…" mormorò. "Sei bravissimo… quanto lecchi bene… mio… non mi lecca così bene… anzi non mi lecca più… da quando è nata Giulia è cambiato tutto tra noi…"
"Ti piace vedere la mano della tua ragazza attorno al mio cazzo duro?" mi chiese provocatoriamente Carlo. Io deglutii ed annuii mentre Jessica mi guardava sorridente.
"Me… mettimelo… nel… culo." — "Cazzo…" mormorai io. Non se lo aspettava nessuno dei due, eppure era esattamente quello che stava succedendo.
"Voglio farmi guardare ancora, voglio esibirmi, voglio che qualcuno spii sotto la mia gonna e scopra cosa porto o cosa non porto, voglio che ci filmiamo mentre facciamo sesso e poi pubblichiamo il video da qualche parte, voglio sentirmi guardata e desiderata…"
Non l'avevo mai fatto con due uomini contemporaneamente. Avevo un cazzo in bocca e uno che mi scopava da dietro. Era troppo eccitante. Stavo godendo.
"Allora ti piace la tua ragazza che a volte è sottomessa ma che ora arrivati a casa indosserà quel cazzo finto, si stenderà sul letto e ti chiederà di siederti sopra di lei e di infilartelo su per quel tuo bel culetto?" "Sì, mi piace, la adoro."
"Dai, ma ora svegliati e diventa un porco: sbattimi col tuo cazzo, inculami." [...] "Il tuo culo è solo mio. D'accordo?"
"Cosa c'è di più intimo di tutti quegli orgasmi che ho provato mentre eri dentro di me e tutti quegli uomini mi facevano il culo?"
Non avevo bisogno di avvicinarmi per capire che gliele aveva infilate nel culo. E non ebbi bisogno di grande preveggenza per intuire che presto il ragazzo si sarebbe sfilato e avrebbe spostato poco più su il suo cazzo, per sodomizzare mia moglie con grande gusto di entrambi.
Sto scopando lui ma è come se scopassi te. Ad ogni mio colpo il suo cazzo viene spinto dentro alla tua fica. Ti sento godere. […] Vengo dentro al suo culo. Lui sborra di nuovo dentro di te. Tu hai l'ennesimo orgasmo della mattina.
"Ce l'aveva più lungo del mio?" Le chiesi. Lei senza staccare la bocca dal cazzo mi guardò negli occhi e lentamente mosse la testa in un gesto che sembrava un annuire.
"Voglio incularti con un cazzo uguale al tuo. Voglio farti sentire quello che provo io quando lo fai tu a me." — E più tardi, a vacanza conclusa: "Che troietta che sei, amore mio. Era così che volevi scopartela?"