Elena T. e il taxi notturno
"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
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"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
"Vorrei… volevo… capire cosa si prova ad averne uno nella fica… e uno nel culo… nello stesso momento… stretta tra i due corpi… mmmh… troppo troia?"
"Venni lo stesso, senza aver neanche sfiorato il cazzo. Sborrai quando il plug nel culo venne sostituito dal cazzo del ragazzo."
"Infila il cazzo in qualunque buco lo voglia. Scopa… o fatti scopare." — "No, aspetta, in che senso?" — "Nel senso che hai pensato. Nessuno ti giudicherà, anzi."
"Stai pensando che sia lui adesso a scoparmi da dietro. Cazzo se me lo scoperei…" Percepii il suo orgasmo dopo queste parole. Era veramente su di giri. Quell'incontro l'aveva sconvolta ed era uno spettacolo vederla così eccitata.
Non so se era solo la situazione a rischio e l'eccitazione per un incontro imprevisto con una sconosciuta oppure non so se era Anna ad essere particolarmente brava ed esperta nel succhiare cazzi rispetto alla mia giovane fidanzatina, fatto sta che fu un pompino così bello e piacevole che effettivamente durai molto poco.
"Mentre tutta la gente a teatro raggiungeva il pathos emozionale guidato dalle armonie del compositore russo, io godevo e lui mi sborrava in culo. L'applauso che ne seguì lo sentii quasi come se fosse rivolto a noi due."
"Ho questa scusa. Non ero del tutto cosciente quando un cazzo è entrato per la prima volta nella mia bocca."
"Voglio che mi infili quel cazzo finto nel culo. Di fronte alle tue amiche. Perché stasera è la vostra festa e potete abusare di me come volete."
Avevo dello sperma su per il culo e giù per la gola e dei miei umori che colavano lungo le cosce. Mi guardai attorno sorridente.
"Fermati. Se te ne vai mi lasci qui a pensare a quello che sto facendo e sono sicura che ad un certo punto la brava ragazza che è in me mi farà andare via."
"Sono nuda. Ho indosso soltanto le scarpe col tacco. Sono alla finestra. Sto guardando il Canal Grande. Qualcuno potrebbe vedermi. Con la mano libera mi sto toccando. Quando arrivi?"