Notte copertina
Un racconto di Analcoholic

Notte

08 agosto 20205 minuti di lettura

Dove sono? Cosa è stato?

Buio. Notte. Stavo dormendo.

Qualcosa mi ha svegliato. Chissà cos’era.

Il letto si muove. Sento dei rumori al mio fianco. Ho mal di testa. Siamo andati a letto tardi ieri sera. O meglio, siamo andati a letto presto, ma non per dormire.

Sì, adesso ricordo. Ricostruisco i pezzi.

Eravamo in tre ieri sera in questo letto. Siamo ancora in tre.

Sono sveglio ma ancora non del tutto. Ancora non connetto.

I rumori sono dei mugolii, dei risucchi, dei rumori di cose bagnate.

Apro mezzo occhio. C’è buio ma non assoluto. Scorgo una sagoma. Due sagome. Una piegata sull’altra.

Non è difficile capire cosa sta succedendo, è solo che sono intontito.

Il mio cazzo è più sveglio di me. Lui è già sull’attenti. Sarà forse che sarà ormai mattina. Sarà che dormendo nudi è più frequente avere erezioni.

Comunque ho capito. La mia ragazza sta facendo un pompino a…

Oddio non ricordo come si chiama. Aspetta, me lo aveva detto…

No, va beh, non lo so. Comunque lei sta succhiando il cazzo a quello con cui abbiamo scopato ieri sera. E con cui stiamo dormendo. Probabilmente ci siamo addormentati senza neanche deciderlo.

Lei spesso mi sveglia con un pompino. È stupendo quando lo fa. Beato lui.

Chissà se lei voleva svegliare me ma ha trovato lui. Chissà se lei si ricordava quando si è svegliata che eravamo in tre nel nostro letto. Di sicuro non può avere confuso i cazzi. Sono molto diversi fra loro.

Mi tiro su. Lei si interrompe un attimo.

“Ciao, amore.” mi sussurra.

Mi sposto. La cerco un po’ a tentoni per capire come è messa. È chinata su di lui, tra le sue gambe.

Le vado di dietro. Mi appoggio a lei che inarca un po’ la schiena. Il mio cazzo cerca di entrare in lei. Per la posizione che abbiamo non entra più che la punta. Mi appoggio totalmente alla sua schiena nella speranza di penetrarla un po’ di più.

Ma sbaglio i calcoli, anzi, così esce del tutto.

La bacio sul collo intanto che ci sono. Le mordicchio le spalle.

“Vuoi provare?” mi domanda lei. Subito non capisco. Non sono ancora del tutto lucido.

Mi spinge in basso la testa. La mia guancia entra in contatto con qualcosa. È il cazzo di lui. Bagnato di saliva.

Forse se fosse stato pieno giorno, se io non fossi appena uscito dal sonno profondo, forse mi sarei rifiutato, forse mi sarei fermato.

Ho questa scusa. Non ero del tutto cosciente quando un cazzo è entrato per la prima volta nella mia bocca.

Lei però forse si è pentita subito di avermelo lasciato. Da golosa di cazzo qual è ha subito cercato di leccarlo anche lei. Le nostre bocche si sono toccate.

Abbiamo limonato tra noi, con un cazzo in mezzo.

Lui forse non si era accorto subito che glielo stavo leccando io. Ma quando se ne è accorto non ha scossato. Una bocca è pur sempre una bocca. E poi dicono che qualunque uomo è bravo a succhiare.

Mi stava piacendo quello che stavo facendo? Non lo so, ero privo di inibizioni ancora. Quella sensazione di non avere tabù mi piaceva. Il cazzo di lui in bocca… non lo so. Era strano.

Non so fino a dove sarei arrivato. Mi sarei fatto venire in bocca. Non lo so. E non lo so perché lei ci ha interrotti. Era troppo eccitata.

“Dai, scopatemi.” ha detto.

È salita su di lui. Si è impalata sul suo cazzo. E poi ha cercato il mio con la mano e lo ha tirato a sé.

Anche lei penso che nel buio della notte avesse perso gli ultimi scrupoli di pudore. Non ci eravamo riusciti la sera prima a fare quello che stavamo per fare. Non ci eravamo riusciti a coordinare, ad essere tutti e tre al giusto grado di eccitazione nello stesso momento.

E invece lì, nel cuore della notte, lei faceva su e giù sul cazzo di lui, con il mio che invece le stava entrando in culo.

“Ssssh, svegli i vicini.” le dico io dimostrando di aver recuperato del tutto il raziocinio, visto che lei sta urlando il suo piacere come una pazza.

Ma non serve a niente la mia raccomandanzione. Allora provo a tapparle la bocca con la mano.

In parte serve, perché lei si mette a succhiarmi le dita. Come se fossero un altro cazzo. Come se lei volesse un terzo cazzo in bocca.

Il sesso notturno ha meno pensieri. Forse anche per quello sembra di durare di più. O forse era passato pochissimo da quando mi ero svegliato.

Veniamo tutti e tre insieme. Anzi, io e lui veniamo insieme, lei stava già godendo da un po’.

La riempiamo.

Ma non le basta. Resta su di lui e va a mettere le ginocchia a fianco della sua testa e si siede su di lui. Gli fa leccare la sua stessa sborra dalla sua figa. Sono un po’ geloso e allora vado anche io alla ricerca di lei. La lecco da dietro. Ognuno la pulisce dove l’ha sporcata.

Non so che ore sono. Ho sapore di sperma in bocca e sono stanco. Sono crollato sul materasso. I nostri corpi sono un po’ intrecciati fra noi e nonostante questo e nonostante l’eccitazione latente, ci stiamo per riaddormentare.

Chissà se domattina saremo imbarazzati per quello che abbiamo fatto.

O se ci sembrerà solo un sogno.

"Il sesso notturno ha meno pensieri. Forse anche per quello sembra di durare di più."

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