"Ma… quello era il mio regalo di nozze. La mia seconda verginità." "Eh, vorrà dire che tuo marito si troverà un regalo già scartato."
Per errore
"Non manca mai il sesso anale." disse con voce roca e sensuale e porgendo verso di me le sue terga.
La spiaggia è sempre stata un confine poroso tra il lecito e il proibito, tra il corpo che si nasconde e quello che si offre alla luce. Qui la vacanza diventa pretesto e il sale nell'aria allenta ogni inibizione: spiagge nudiste, barche che dondolano al largo, isole fuori dal tempo e terrazze con vista sul Mediterraneo. Il mare come specchio del desiderio, vasto e senza memoria.
"Ma… quello era il mio regalo di nozze. La mia seconda verginità." "Eh, vorrà dire che tuo marito si troverà un regalo già scartato."
49 racconti e 1 ebook nella raccolta “Dove il desiderio incontra il mare”.
"Non manca mai il sesso anale." disse con voce roca e sensuale e porgendo verso di me le sue terga.
"Mentre lei riceveva due cazzi, uno in fica e uno in culo, io avevo a che fare con altri due, uno in bocca e uno in mano. Il mio cazzo, intanto, senza che nessuno lo toccasse, si stava per l'ennesima volta svuotando."
"Se io mi avvicinassi e lo aiutassi a tenere aperte le tue chiappe per guardare bene da vicino il tuo buchetto del culo che si apre per accogliere il suo cazzo…" — "Non dire così…" — "Perché?" — "Perché così è troppo…"
"Ero totalmente nuda all'aria aperta di fronte ad un uomo di cui neanche mi ero fatta dire il nome e che mi stava leccando la fica fino a farmi godere."
"So invece cosa fu a far godere me: la consapevolezza di avere una ragazza perversa che non aveva resistito alla lussuria e aveva compiuto atti che neanche riusciva a raccontarmi fino in fondo."
"Sì, ho fame, ma voglio mangiare il mio regalo." Risposi andando a prendere in bocca la sua fica, ancora tutta madida di umori.
«Non avevo mai fatto un pompino da un uomo, né io lo avevo mai fatto. Il mio culo era vergine fino a stasera e mai avevo visto altri scopare la mia ragazza. Questa è la sera delle novità, per cui ne voglio altre.»
"Voglio baciare mio marito e guardarlo negli occhi e sentire come si indurisce il suo cazzo nella mia fica mentre il cazzo di un altro uomo mi entra nel culo…"
"Ha un cazzo molto più fotogenico del tuo, non trovi?" commentò lei con lui. "Così venoso… così rude…" Lui annuì, un po' umiliato forse da questo paragone.
"Chiedilo a lui. È lui il mio ragazzo." Era pazzesco. No, non volevo… Però cazzo se era eccitante l'idea!
"Saperla mia e saperla troia con altri. Due apparenti contraddizioni che invece si sposavano perfettamente."
"Vuoi sapere cosa ho fatto sulla barca?" mi sussurrò Alessia senza preavviso. "Sì…" mormorai mentre il mio cazzo riprendeva vigore.
"Erano bellissime. Non c'era molta più pelle in vista rispetto a quella che c'era quando le guardavo in costume in spiaggia, eppure l'effetto era dirompente. Non riuscivo a distogliere lo sguardo, non riuscivo a dire niente, non riuscivo neanche a chiudere la bocca o a sbattere le palpebre."
"Gli ho chiesto il numero. E gli ho chiesto se ha da fare, stasera." — annunciò sorniona, come se nulla fosse.
Quasi persi i sensi. Il mio corpo era per metà annientato dal dolore e per metà eccitato dalle immagini appena viste. Non capii più niente. La odiavo per ciò che aveva fatto. La amavo per quanto era oscena.
"Sì, cornuto, leccami! Lecca la tua troia!" Ormai non si teneva più. Aveva superato ogni remora, ogni pudore. Non la riconoscevo più, ma era una donna nuova che volevo conoscere.
"Regola numero uno." afferma perentoria guardandomi. "Tu lei non la tocchi. Tu lei non la scopi. Lei è mia. Io sono sua e tu sei mio. Chiaro?"
"Ti piace vedere la mano della tua ragazza attorno al mio cazzo duro?" mi chiese provocatoriamente Carlo. Io deglutii ed annuii mentre Jessica mi guardava sorridente.
"Ho immaginato che gli uomini rompessero gli indugi e cominciassero a toccarmi con le mani, con i loro cazzi duri… Prima uno, poi un altro, poi due insieme… Nella figa e nel culo."
"Non voglio essere il tuo amante." — "Amante. Che parolona. Sei uno con cui scopo. Uno dei tanti." — "Voglio mettermi insieme a te." — "Non ci si mette insieme ad una zoccola, cioè non consapevolmente." — "Invece io voglio farlo proprio consapevolmente."
"Ti rendi conto di cosa vorrebbe dire? Il farti fare una cosa del genere solo perché mi eccita. Mentalmente mi fa impazzire l'idea che tu lo faccia per farmi contenta."
«Le chiedo se si è fatta scopare da due ragazzi mentre mi cavalca il cazzo e io le infilo le dita nel culetto morbido. Lei urla dei "sì" ma non so se mi stia rispondendo o sia solo il suo orgasmo.»
"Eravamo un neo cornuto e una troia." — I due sborrarono all'unisono su di lei che diresse i loro getti sul seno, sul collo e in parte anche sul viso.
"Sto per salire su quella barca. Quell'uomo mi pagherà perché sia sua tutta la notte. Credo sia un vero porco e mi eccita vendermi a lui." — "Ti amo." — "Anch'io."
"Mai avevo fotografato la figa di mia moglie da così vicino mentre era penetrata e soprattutto mai il cazzo che compariva nelle foto non era stato il mio. Mai riuscii a cogliere così bene la sua espressione durante l'orgasmo dato che ero sempre stato impegnato a procurarglielo io l'orgasmo."
"Ce l'aveva più lungo del mio?" Le chiesi. Lei senza staccare la bocca dal cazzo mi guardò negli occhi e lentamente mosse la testa in un gesto che sembrava un annuire.
«Avevo due cazzi dentro di me, contemporaneamente. Da due uomini appena conosciuti. Ero come la protagonista di un film porno. E mi stava piacendo in maniera incredibile.»
"Quanto ti piace nel culo, eh, troia?" — le stesse parole sentite nel bar, pronunciate stavolta da lui, mentre schizzava dentro Tina con il marito che guardava dalla porta.
"Sì, cazzo, ti piacerebbe, senti qui come si è indurito. Chi se lo immaginava, sei proprio un porco, ti eccita a pensarmi con un altro…"
Lo sentii entrare, lo sentii penetrare il mio ano vergine con quel suo grosso cazzo. Mi stava piacendo, sia come sensazione fisica che come implicazioni psicologiche.
"Nice italian girls." sussurrò jeffrey quando ci inginocchiammo entrambe per contenderci il suo membro che avevamo intuito essere, già dal rigonfiamento del costume, di imponenti dimensioni.
Subire un rapporto dalla parte di colui che veniva penetrato era stato molto piacevole. E questo aumentava la confusione che avevo in testa.
"Ma… quello era il mio regalo di nozze. La mia seconda verginità." "Eh, vorrà dire che tuo marito si troverà un regalo già scartato."
Mi risucchiò dentro al culo, mostrando molta padronanza di quel tipo di rapporto.
"Lasciami fare, dissi senza smettere di premere la punta del cazzo finto contro il suo ano, non opporti. Ti piacerà." — rimanemmo così noi quattro attorno a lui che, in posizione a quattro zampe, ci guardò e poi, quasi impercettibilmente inarcò la schiena, come aveva visto fare a tante donne.
"Sono giovani ed inesperte. Non sanno cosa si perdono. Scopa quelle della mia età, nessuna ti dirà di no."
"Mi preferisci ora, adultera e disinibita, o come ero prima, frigida e fedele?" venne a baciarmi. Nel farlo mi tastò con la mano il pacco, in completa erezione. "Ho avuto la risposta."
Durante la notte, tra le lenzuola sudate e con il cazzo in mano, ho visualizzato mentalmente alcune situazioni. Io e lei nudi durante un bagno notturno con conseguente sesso sul bagnasciuga. Il mio cazzo tra le sue tette.
"Ogni tanto riguardo le foto e mi masturbo, venendo sempre quando arrivo alle ultime, quelle in cui si vede il mio cazzo, ricoperto di crema solare per renderlo scivoloso, che entra nel culo prima di una e poi dell'altra."
Mi abbassò nuovamente i pantaloni, non nascondendo una piacevole sorpresa per ciò che vi era sotto. «Ti hanno mai fatto un pompino?» Io risposi di sì, a mezza voce, ma avrei dovuto dire no, tanta era la differenza di sensazioni che quella bocca esperta mi provocò.
"Mi accorsi di avere un cazzo piantato nel culo e quasi non mi ero accorta di quando era entrato. E in più mi stava piacendo, mi stava piacendo da matti."
«Qui dentro siamo in tre. Ha portato un amico. Un amico come lui. Mi stanno facendo godere come non mai. Hai presente la mia fantasia? Quella dei due uomini contemporaneamente.»
"Che cazzo fai? rimettilo subito dentro! stava cominciando a piacermi. Ormai che l'ho preso nel culo tanto vale farlo per bene."
Senza che lo stessi toccando in quel momento il mio cazzo cominciò a sputare fuori schizzi di sborra. Una venuta molto abbondante.
"Stai scopando me o mia madre" — quasi vengo per cui mi stacco. Prendo un po' fiato. "Scopavo te. Ora girati. Così posso immaginare che il culo non sia il tuo."
"Mi pone sotto di me, io inarco la schiena, lei mi prende in mano il pene e lo guida verso l'imboccatura. Si indurisce e subito non riesco, nonostante l'urgenza."
Il sesso del mio uomo, grosso come poche volte e lucido di crema. Un atto sessuale primitivo, scarno, naturale. I glutei di sammy, così glabri e sodi, così disponibili e fieri di esserlo.
«Lei che con le dita mi allarga lo sfintere e lo guida dentro di me. Lei che lo cavalca. Io che da dietro raggiungo con le dita l'ano di lei e quello di lui. E li penetro all'unisono.»
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
"Non manca mai il sesso anale." disse con voce roca e sensuale e porgendo verso di me le sue terga.
— Da 'Per errore'"Sto per salire su quella barca. Quell'uomo mi pagherà perché sia sua tutta la notte. Credo sia un vero porco e mi eccita vendermi a lui." — "Ti amo." — "Anch'io."
— Da 'Abbordaggio'"Uno sguardo misto di lussuria, amore, complicità e tradimento."
— Da 'La valigia chiusa'Lo sentii entrare, lo sentii penetrare il mio ano vergine con quel suo grosso cazzo. Mi stava piacendo, sia come sensazione fisica che come implicazioni psicologiche.
— Da 'Afa'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
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