Sorride mentre parlo. Ride quando provo a farla ridere. Mi guarda. Ha atteggiamenti languidi. Ogni tanto da un sorso al suo cocktail. Io cerco di rimanere più sobrio. Stiamo flirtando. Mi sembra di cogliere molti segnali di una sua disponibilità. Comincio a pregustare un post festa insieme a lei. Sono già un po’ eccitato. Un incontro di sesso. Un adulterio consumato da parte mia.
Sono ad una festa di inaugurazione di un nuovo locale in riva al mare aperto da alcuni amici. C’è tanta gente che conosco. La mia fidanzata non è venuta, non poteva a causa di un altro impegno. Così mi sono trovato lì da solo, in mezzo a tante belle ragazze conosciute o meno. Ho incontrato Nicole, che già avevo incrociato diverse volte perché frequenta i nostri stessi giri che ma non avevo mai avuto il piacere di conoscere veramente. Mi è sempre piaciuta e quella sera, arrapato e libero, mi ci sono fiondato su, nel tentativo di sedurla.
Sono lì che ammiro il suo bel viso, i suoi grandi occhi scuri, i capelli nerissimi che lei si scosta continuamente con una mano, la pelle abbronzata, le mani curate che compiono gesti apparentemente involontari ma con un fare naturalmente sensuale. Ci sta. Secondo me ci sta. Nella conversazione lasciamo cadere qualche allusione, qualche doppio senso. Lei risponde a tono. Sono ormai convinto. Stasera me la scopo. Passa una sua amica, lei si gira a salutarla e io le guardo il culo. Mamma mia che culo, non vedo l’ora di vederlo nudo a pecorina.
“Ciao, eccoti, non ti trovavo.” una voce familiare si inserisce nella conversazione tra me e Nicole.
Mi giro e perdo ogni capacità di auto controllo. Non ho idea di quali espressioni siano comparse sulla mia faccia. Sopresa di sicuro. Poi forse anche spavento, colpevolezza, imbarazzo. Devo essere arrossito ma forse la poca luce del locale lo ha nascosto.
Al mio fianco c’è la mia ragazza, Silvia. Che non doveva essere lì. E che non doveva comparire così all’improvviso mentre io ci stavo provando con un’altra. Mi avrà visto? Avrà capito?
Balbetto. Mi agito. Cerco di impormi di non mostrarmi nervoso e questo non fa altro che farmi apparire ancora più in affanno e in imbarazzo.
“Eh… ah… ciao… ma… che ci fai qui? Non dovevi essere qui…”
“Sì, è saltato tutto. Ti ho scritto. Non hai letto che stavo arrivando?”
“Eh… no…”
Silvia mi guarda. Poi guarda Nicole che assiste a questa scenetta fra noi. Entrambe poi mi fissano, in attesa.
“Eh… uhm… lei è… Nicole… Silvia… lei è la mia…”
“Sono la sua fidanzata.” dice Silvia con tono freddo stringendo la mano a Nicole.
Le osservo. Noto del disappunto sul volto di Nicole. Cazzo, ci stava veramente. Voleva venire a letto con me. È chiaramente delusa dall’arrivo della mia fidanzata. Mi guarda anche un po’ male, come se l’avessi ingannata. Silvia invece ha un atteggiamento freddo, inusuale per lei. Deve aver capito cosa stavo facendo, deve avermi visto, magari era lì da un po’ e mi osservava. Sono nei guai, mi sa.
C’è un momento di imbarazzo collettivo. Nessuno sa cosa dire. Poi Nicole si defila, con una scusa e rimaniamo io e Silvia che mi guarda con un aria di rimprovero. Però subito non dice niente. Ordina qualcosa da bere. Mi chiede come sta andando la festa. Io rispondo a monosillabi.
“Ci stavi provando con Nicole. Volevi scopartela.” non ha il tono interrogativo, le sue sembrano delle affermazioni dette in modo secco e risoluto.
“No, ma che dici!” ridacchio nervoso.
“Ho visto come ci stavi parlando, ho visto il tuo atteggiamento.” non mi guarda mentre parla.
“Ma no, era solo una chiacchierata in amicizia.”
“Ti conosco. Non parli in quel modo con gli amici e neanche con le amiche.”
“Va be’… ma era così per gioco, non ci stavo provando veramente, era un gioco delle parti… ad una festa è normale…” provo a smorzare la cosa senza continuare a negare l’evidenza.
“Normale? Cosa è normale?” Silvia si gira con aria minacciosa.
“È normale… fare il carino con una ragazza… sì, ok, anche flirtare un po’, ma non con un secondo fino, solo così… è un modo di rapportarsi… non era per portarmela a letto, solo per essere gentile con lei…”
“Che cazzate! Quindi se lei ci stava tu la rimbalzavi?”
“Ma dai! Ma non ci stava… non ci sarebbe stata e poi io non ci stavo provando…”
“Guarda che ti conosco. E so come si comporta una ragazza di fronte a uno che ci prova. So riconoscere i segnali che manda. Forse sei tu che non li sai riconoscere.”
“Dai, ma non è successo niente…” provo ad abbracciarla e baciarla per chiudere la disagevole conversazione. Lei mi respinge. Poi beve il suo drink.
“Andiamo un po’ a ballare.” dice e mi trascina in pista.
Balliamo. Silvia è particolarmente scatenata e molto provocante nelle sue movenze. Io mi rilasso. Penso che la tempesta sia passata e, anzi, forse per ristabilire il suo possesso su di me va a finire che stasera farò una gran scopata con lei. Pazienza per Nicole e per il brivido di una scopata adultera di una notte, ma con Silvia mi divertirò alla grande.
Usciamo dalla pista dopo alcune canzoni. Silvia ha strusciato il suo culo sul mio pacco durante l’ultima ed ora sono un po’ eccitato. Lei lo sente e mentre torniamo al bancone per bere qualcos’altro mi tasta con le mani.
“Questo è merito mio o merito di quella troietta?” mi guarda maliziosa.
“Tuo, tuo. Certo che è tuo.”
Lei mi tasta. Poi mi infila una mano nella tasca per toccarmi il cazzo ancora meglio. Ravana un po’ nelle tasche e ne tira fuori un mazzo di chiavi. E me lo mostra davanti agli occhi.
“E queste?” mi chiede con aria indagatoria.
“Sono delle chiavi.” dico cercando di apparire tranquillo.
“Chiavi di…?”
“Chiavi.”
“Chiavi di cosa?”
“Della… della casa al mare.” confesso non potendo negare l’evidenza, ma cercando di non dare importanza alla cosa.
“E perché ce le hai dietro?”
Silvia è furba. A Silvia non sfugge niente. Mi ha beccato. Ha capito tutto. Ma devo cercare di uscirne pulito. È vero che quelle chiavi le ho prese su quando ho saputo che lei non veniva e le ho prese su proprio pensando che se avessi rimorchiato qualcuna avrei avuto un posto vicino al locale in cui portarla, sicuro e confortevole. Mentre parlavo con Nicole stavo già pensando a dove scoparla nel nostro piccolo appartamentino.
Ho un lampo di lucidità e mi viene in mente la scusa perfetta.
“Le ho prese su perché ho pensato che se bevevo troppo avevo un posto in cui andare a riposare e riprendermi prima di risalire in macchina e tornare a casa.” le dico trionfante.
Silvia mi guarda. Non ci crede ma incassa la mia scusa e cambia strategia. Si avvinghia a me e mi bacia, continuando a tastarmi il cazzo per mantenermi eccitato.
“Guarda che me lo puoi dire se speravi di scoparti un’altra. Non ti permetto di farlo ma me lo puoi dire. In fondo ti capisco, Nicole è veramente una bella ragazza. Almeno so che non ti accontenti di una qualunque per sostituirmi per una sera.”
“Davvero non ti fa arrabbiare?” chiedo io ingenuamente, cadendo nella sua trappola.
“Ti piace molto Nicole?” mi domanda stringendomi il cazzo.
Non so cosa rispondere. Non so quanto devo essere sincero. Ma dal mio silenzio lei capisce e decide di agire in maniera inaspettata. Non so se sia stato l’alcool che aveva in corpo o semplicemente se fosse un pensiero che aveva da tempo. Il suo desiderio di punire il mio comportamento viene in qualche modo superato da altre voglie.
Si stacca da me. Torna verso dove si balla. Io rimango lì a guardarla. Poco dopo mi accorgo che vicino a lei c’è anche Nicole che balla. La visione di loro due mi eccita. Una mora e scura, l’altra bionda e pallida. Una più bella dell’altra. Si accorgono l’una dell’altra e ballano vicine, quasi in coppia. Durante un momento di paura vedo Silvia che si avvicina a Nicole e le parla nell’orecchio. Vedo che Nicole guarda verso di me. Parlano fitto ed escono dalla pista. Ogni tanto si girano nella mia direzione. Si sorridono, sembrano complici. In Nicole noto gli stessi atteggiamenti che aveva mentre parlava con me. Dunque è vero che non so capire i segnali, a meno che…
Sto guidando per le vie deserte della località di mare ancora abbastanza deserte per la stagione turistica non ancora iniziata del tutto. Arriviamo sotto a casa nostra. Mentre guidavo nei sedili dietro le due ragazze scherzavano e ridevano tra loro. Faccio strada, apro il cancelletto e poi cedo il passo. Le guardo mentre salgono le scale. Guardo i loro culi che ondeggiano. Presto lì vedrò entrambi nudi. È possibile? È vero quello che sta succedendo? L’averci provato con un’altra ed essere stato scoperto mi sta veramente portando a fare sesso a tre con la mia fidanzata e quest’altra invece che farmi avere brutte conseguenze nel mio rapporto di coppia?
A quanto pare è tutto vero. Silvia era attratta anche lei da Nicole. Silvia aveva da tempo voglie bisex. Silvia ha parlato con lei, l’ha sedotta in un attimo. Nicole dal canto suo era molto ricettiva quella sera e non era nuova ad esperienze bisex. Quindi l’ha convinta a seguirci. In fondo Nicole era rimasta comunque affascinata anche da me. Il mio lavoro l’avevo fatto bene.
Appena entrati, però, Silvia mette in chiaro una cosa:
“Regola numero uno.” afferma perentoria guardandomi. “Tu lei non la tocchi. Tu lei non la scopi. Lei è mia. Io sono sua e tu sei mio. Chiaro?”
Annuisco. Annuirei a qualsiasi cosa pur di non fermare quella serata. Le due ragazze iniziano a baciarsi e a toccarsi e a spogliarsi. Anche io mi denudo facendo lo spettatore e mi sego guardandole.
Vanno sul letto in camera. Si leccano ovunque, si masturbano a vicenda. Ma la cosa più bella è vedere quando si baciano. Sono super eccitato. Assisto al miglior porno lesbo che potessi sperare. Il corpo di Nicole è bello come me lo aspettavo. Il contrasto fra la pelle ambrata di una e quella lentigginosa dell’altra è spettacolare.
Dopo diverse evoluzioni Silvia è a pecorina e sta leccando Nicole che è appoggiata alla testata del letto e tiene le gambe aperte. Mi fa un cenno. Vuole essere scopata mentre lecca la sua nuova amica. Non me lo faccio ripetere due volte e scopo la mia fidanzata da dietro. Vengo così coinvolto un po’ anche io nel rapporto. Sborro dentro di lei dopo non troppo tempo visto il livello di eccitazione. Il cazzo poi mi torna duro rapidamente quando vedo Nicole che lecca Silvia, che la lecca dove io ho sborrato poco prima.
Successivamente mi ritrovo in piedi con Silvia inginocchiata ai miei piedi che mi succhia il cazzo. Nicole ci guarda. Poi viene dietro di me. Appoggia il suo petto alla mia schiena. Sento i suoi seni su di me. È il primo vero contatto fra noi. Mi irrigidisco un attimo pensando alle regole stabilite all’inizio. Ma è lei che mi sta toccando, io non sto facendo nulla.
“Succhia bene quanto è brava a leccare la fica?” mi sussurra nell’orecchio Nicole con voce sexy. Io annuisco e poi lei mi lecca l’orecchio. Ho un brivido. Silvia da sotto guarda verso l’alto. Vede cosa Nicole mi sta facendo ma non dice niente e continua a succhiare. Poi Nicole mi mordicchia le spalle. Poi scende lungo la mia spina dorsale, leccandomela in vari punti. La cosa mi sta piacendo immensamente. Sono in mezzo a due ragazze.
Non ho tempo di capire le intenzioni di Nicole. Avviene tutto rapidamente. Mi apre le chiappe con le mani e ci tuffa in mezzo la testa. In un attimo ho la lingua di Nicole che mi stimola il buco del culo. Emetto un grido di piacere. Silvia si interrompe. Osserva la scena e non dice niente. Nicole intanto si dà da fare con impegno e apparente golosità. Impazzisco. Sono sensazioni bellissime, quasi mai provate prima.
“Mettiti meglio.” mi suggerisce Silvia facendo cenno di appoggiarmi al letto. Dopo poco sono con le ginocchia sul bordo del materasso, i piedi fuori e il petto appoggiato con il culo in alto. Culo spalancato per dare accesso il più possibile alla lingua e alle dita di Nicole.
Silvia poi apre il cassetto del comodino. Ci trova quello che sapeva aver lasciato lì dall’estate precedente. Uno dei suoi vibratori.
“Usa questo.” dice a Nicole con un sorrisetto diabolico.
È scarico, può essere usato solo come dildo. È uno di quelli abbastanza grossi, non del tutto realistici ma neanche dalla forma neutra. Nicole me lo pianta con delicatezza nel culo. Gli fa fare avanti e indietro. Mi fa apprezzare la penetrazione. La sensazione fisica è piacevole ma ciò che rende il tutto particolarmente eccitante e appagante e la condizione. Io insieme alla mia fidanzata e ad una bella ragazza che mi volevo scopare che vengo in qualche modo “punito” per il mio tentativo di infedeltà e vengo degradato a soggetto passivo. Le ragazze ridono, Silvia in particolare si diverte a notare quanto il mio cazzo sia durissimo.
Mi portano ad un orgasmo lungo e anomalo. Poi quasi si dimenticano di me. Si avvinghiano fra loro. Si baciano, si leccano e si penetrano ovunque con le dita. Fra loro c’è anche il dildo che sostituisce quello che avrei potuto fare io ad entrambe. Non conto i loro orgasmi, solo i miei: altri due osservandole e segandomi di fronte a quello spettacolo.
Le regole erano chiare, i patti rimangono tali. Non dovrò più azzardarmi a tentare di tradirla. Non di nascosto, almeno. E in ogni caso io altre ragazze non devo toccarle. Silvia è gelosa, è gelosissima. Le ragazze che rimorchiamo devono essere soltanto sue.
"Regola numero uno." afferma perentoria guardandomi. "Tu lei non la tocchi. Tu lei non la scopi. Lei è mia. Io sono sua e tu sei mio. Chiaro?"


Commenti (0)
Nessun commento ancora. Scrivi il primo pensiero su questo racconto.
Per una risposta privata dall'autore usa il form contatti. Per discutere con altri lettori puoi entrare nel club lettori su Telegram.