"Non ho mai smesso di fare la troia, sei tu che non vuoi più che la faccia con te."
Elena T. e il taxi notturno
"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
La notte ha le sue regole: dissolve i contorni, nasconde le identità, trasforma i luoghi ordinari — un parcheggio, un club, una stanza d'albergo — in palcoscenici di desiderio. Nell'oscurità i corpi si cercano senza il peso degli sguardi, i segreti trovano spazio e la trasgressione diventa possibile. Racconti che respirano nell'ora in cui la città sonnecchia e i sensi si affilano.
"Non ho mai smesso di fare la troia, sei tu che non vuoi più che la faccia con te."
32 racconti nella raccolta “Quando il buio diventa complice”.
"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
"Sei il mio cornuto." mi risponde dopo diversi istanti di silenzio. La consapevolezza che forse non stia mentendo mi svuota lo stomaco, mi fa tremare le gambe, mi spegne il cervello e mi genera un orgasmo improvviso, con lunghi schizzi abbondanti che finiscono di sotto superando la ringhiera del balcone.
«Sei una troia.» Me lo scriveva sempre e me lo stava dicendo a voce, quel porco. Ero eccitata da far schifo. L'alcool da una parte e l'essere in mezzo alla gente in una discoteca con la mano infilata nei pantaloni di un uomo appena incontrato.
"Cioè io sono qua con due donne e quello che sta per essere scopato sono io…" — "Che male c'è?" — "Nessuno… anzi mi sembra una cosa ancora più da porco."
"Se glieli succhi dopo ti do il culo…" mi promise sottovoce. "Troia…" imprecai sconfitto mentre mi sporsi verso il finestrino.
"E meno male che ti piace essere cornuto…" aggiunse poco prima di urlare un orgasmo nella notte. Non potevo resisterle oltre e le sborrai nel culo subito dopo quelle parole, sentendomi per questo un po' umiliato.
"Ah… allora mi sa che te l'ho restituita con gli interessi." aggiunse sibillina ridendo e allontanandosi da noi. A quella evocazione di possibili nuove pratiche sessuali che la mia donna poteva aver imparato ad apprezzare dopo la vacanza con l'amica lesbica, non resistetti più e svuotai il contenuto delle mie palle nella sua fica grondante.
"Non ho mai smesso di fare la troia, sei tu che non vuoi più che la faccia con te."
Si erano sussurrati imprecazioni mentre si bacciavano teneramente, per quanto la situazione pornografica potesse consentirlo: "Troia." "Cornuto." "Stronza." "Sfigato." — persino nell'atto più estremo, tra loro era ancora un gioco intimo.
Il mio pollice scivolò dentro al suo ano, mentre indice e medio si insinuarono fra le labbra della figa. Quella minima doppia penetrazione mi fece pensare che forse una vera e propria lei l'aveva subita quella notte e su quel pensiero le sborrai in bocca.
Sono in corridoio, nuda e con delle chiavi che mi escono dal culo. La porta si chiude. Ho un brivido. Sono più esposta di prima.
Non so se era solo la situazione a rischio e l'eccitazione per un incontro imprevisto con una sconosciuta oppure non so se era Anna ad essere particolarmente brava ed esperta nel succhiare cazzi rispetto alla mia giovane fidanzatina, fatto sta che fu un pompino così bello e piacevole che effettivamente durai molto poco.
"Non mi sono mica inginocchiata per succhiarti il cazzo davanti a tutti, no?" — Alessia, al bancone del pub, con la sua consueta schiettezza disarmante.
"Chiedilo a lui. È lui il mio ragazzo." Era pazzesco. No, non volevo… Però cazzo se era eccitante l'idea!
"Ora glielo dico, ora glielo dico, ora lo dico a tutti…" Lei crolla. Le sue gambe non la reggono. Trema e gode.
"Sei una gran troia, ma da sola non ci riesci con tutti questi cazzi…" — e la soluzione era lì, inginocchiata accanto a lei, sotto forma di marito.
"Lo senti che è stata appena fottuta da uno sconosciuto in un parcheggio sull'autostrada di fronte ad altri sconosciuti che si segavano la tua bella mogliettina raffinata che si comportava come una troia da strada?"
Sentivo il suo cazzo duro fra le mie chiappe e poi contro il buco e poi una spinta e il buco che si apriva e io che lo lasciavo aprirsi e il cazzo di lei che entrava e lei che mi sussurrava "bravo, così" e io che mi sentivo invaso e posseduto da quella bella ragazza dotata di cazzo.
"Quegli altri uomini non sono capaci. Mi sanno scopare ma non mi sanno fottere la mente come hai fatto tu ieri sera…"
Avevo dello sperma su per il culo e giù per la gola e dei miei umori che colavano lungo le cosce. Mi guardai attorno sorridente.
"La mia preferita rimane quella di impegno, con le labbra morsicate tra i denti, mentre stava sopra di me col mio cazzo in figa e cercava di accogliere quello dell'uomo nel suo altro orifizio."
"Mio marito sono mesi che non mi scopa e non ho nessun amante. Solo le dita sono entrate dove stai entrando tu."
"Non voglio essere il tuo amante." — "Amante. Che parolona. Sei uno con cui scopo. Uno dei tanti." — "Voglio mettermi insieme a te." — "Non ci si mette insieme ad una zoccola, cioè non consapevolmente." — "Invece io voglio farlo proprio consapevolmente."
"Non ho fatto la brava, stasera…" — A quelle parole il mio cazzo si indurì ulteriormente.
"Scommetto che stai godendo ancor di più a succhiare il cazzo a pochi metri dal tuo uomo che dorme." Lo odiai per questa frase, ma soltanto perché aveva colto nel segno.
"Avrei detto di sì a tutto. L'ho persino implorato, ad alta voce, facendomi sentire da quelli fuori."
"Vuoi che ti venga in bocca, così poi quando baci il tuo uomo sente il sapore di quanto sei troia?" lei si rialzò. "Sei sempre uno stronzo." "una volta ti piaceva quando ti parlavo così."
"Appena vidi il suo cazzo mi spaventai e pensai che non sarei riuscita a prenderlo. Dopo qualche ora lo imploravo di infilarmelo tutto su per le viscere."
«Devi indossare tutto e SOLO quello che ti ho preparato.» — e lei risponde con un sorriso malizioso, sapendo già dove andrà a finire.
"C'è qualcosa di più bello di un cazzo finto nel culo." feci una pausa e un cenno a mio marito a farsi avanti da dove era nascosto. "Uno vero!" conclusi afferrandogli il cazzo, che tornò duro per l'ennesima volta, e le palle.
"Vi prometto che una di voi due stasera perderà la verginità anale. Solo una di voi due. La più brava."
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
"Avrei detto di sì a tutto. L'ho persino implorato, ad alta voce, facendomi sentire da quelli fuori."
— Da 'Raccontami tutto'Il mio pollice scivolò dentro al suo ano, mentre indice e medio si insinuarono fra le labbra della figa. Quella minima doppia penetrazione mi fece pensare che forse una vera e propria lei l'aveva subita quella notte e su quel pensiero le sborrai in bocca.
— Da 'Notte'"Sei una gran troia, ma da sola non ci riesci con tutti questi cazzi…" — e la soluzione era lì, inginocchiata accanto a lei, sotto forma di marito.
— Da 'Coinvolgilo'"Mio marito sono mesi che non mi scopa e non ho nessun amante. Solo le dita sono entrate dove stai entrando tu."
— Da 'Divieto di accesso'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
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