Modella
Lei incrociò per un attimo il mio sguardo. Non cercava un permesso da parte mia, voleva solo vedere la mia reazione.
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Lei incrociò per un attimo il mio sguardo. Non cercava un permesso da parte mia, voleva solo vedere la mia reazione.
"Non come una a cui piace farsi infilare una mano nel culo, sopra un'altana nella notte della città più romantica del mondo."
Ad un certo punto lui si fermò. Cazzo piantato nel culo a metà lunghezza. Immobile. Presi un altro dei suoi albi. Cercai un disegno e lo confrontai con quello che stavo vedendo. Il culo perfetto spalancato da quel cazzo nodoso. La realtà si confondeva con l'arte.
"Era tutto troppo. La perversione mentale e la sensazione fisica. Non capivo più niente. Sentii le urla di godimento di mia moglie, come mai l'avevo sentita godere prima."
"Fu il rendermi conto della situazione in cui mi trovavo a dare il via ad uno degli orgasmi più intensi che avessi mai provato. Stavo facendo sesso con una ragazza bellissima e disinibita mentre il suo uomo, uno sconosciuto fino a poche ore prima, mi stava sodomizzando con mio evidente piacere."
"Come è stato ucciso il re Candaule?" domandò lei. "Non so… con una coltellata nel sonno, mi pare…" "E allora lascia che Gigi infili il suo coltello in te…" Sodomia e regicidio. Inculata e incoronazione. Corna e corona. E una regina felice, il mio obiettivo da sempre.
"Ti ho dato il culo, ma ora mi prendo il tuo." — Laura saltò giù dal letto ed andò a frugare nella sua valigia. Poi tornò trionfante verso di me sventolando con una mano un grosso dildo di gomma che ondeggiava leggermente denotando una buona rigidità.
"Lo sto inculando. Sto inculando l'uomo che osa fotterti davanti ai miei occhi." — "Oh, sì, amore!"
"Non lo ero trent'anni fa. E fu magnifico. Scopami come allora." Lui fu su di lei e spinse il cazzo tra le sue chiappe. Il culo di Callipigia si aprì accogliente come era sempre stato.
"Posso?" mi chiese implorante girandosi verso di me. Nel vederla con quel cazzone in mano non avevo certo più dubbi.
"Io, visualizzando mentalmente il disegno che era stato la causa scatenante di tutto, feci come quell'uomo e, impaziente e incuriosito, mi spalancai con le mani le chiappe, protendendo verso di lei il buco del culo, vergine e inviolato."
Infine affonda la lingua nel mio sesso, mai così aperto e bagnato. Con le mani sulla nuca le dò il ritmo, come di solito faccio con il mio ragazzo.