In ufficio
Inculata nel bagno del bar, in pausa pranzo sotto al mio ufficio. […] Povero il mio buchetto… ha fatto gli straordinari oggi.
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Inculata nel bagno del bar, in pausa pranzo sotto al mio ufficio. […] Povero il mio buchetto… ha fatto gli straordinari oggi.
"Lo sto inculando. Sto inculando l'uomo che osa fotterti davanti ai miei occhi." — "Oh, sì, amore!"
Mi capitò di masturbarmi nei bagni dell'ufficio subito dopo averla incontrata. Pensavo a lei anche mentre scopavo con mia moglie.
"Godo nel farmi degradare. Mi faccio schifo e più mi faccio schifo e più godo. Stai lontano da una come me."
Leccarlo lì, sentire il suo anello muscoloso che ogni tanto si rilassava e percepire la morbidezza della carne, percepire nonostante l'igiene sempre perfetta il suo odore maschile mi faceva andare fuori di testa.
Ero sua, totalmente sua e dopo essere stata in suo possesso in quel modo non poteva bastare un matrimonio per rompere quel legame.
"Cosa c'è di più intimo di tutti quegli orgasmi che ho provato mentre eri dentro di me e tutti quegli uomini mi facevano il culo?"
"Ora apri la porta e lasciala socchiusa." [...] "Fra pochi minuti entrerà in casa un uomo… Tu non lo vedrai. Non lo saprai. Tu devi solo lasciargli fare quello che vuole."
"Sentire la tua lingua insieme al cazzo di lui non mi ha più fatto capire niente."
"Ero la sua troia, la sua puttana, mi faceva fare tutto quello che voleva. Non sapevo dirgli di no." / "Fui di nuovo la sua troia. Forse anche più di vent'anni prima, perché tanto poi ero in grado di staccare, di tornare me stessa, di tornare da mio marito."
"Infilai il mio cazzo dove appena prima c'era il suo, dentro mia moglie bagnata, aperta, inerme. La sbattei come aveva fatto lui. Lei si girò avendo percepito il cambio e mi guardò con aria di sfida."
"Cosa ti sta facendo? Dimmelo." "Aaah… me lo ha messo nel culo…" "Allora baciami." le risposi affondando di nuovo la lingua nella sua bocca. Dentro i miei pantaloni sentii umido. Ero venuto senza neanche toccarmi.