Il telefono dimenticato
Vengo così, seduto sulla sedia dello studio, con il telefono di mia moglie in mano, leggendo quello che ha scritto alle sue amiche su un altro uomo.
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Vengo così, seduto sulla sedia dello studio, con il telefono di mia moglie in mano, leggendo quello che ha scritto alle sue amiche su un altro uomo.
Lei incrociò per un attimo il mio sguardo. Non cercava un permesso da parte mia, voleva solo vedere la mia reazione.
Gliel'ho detto a Henry, una volta, di una fantasia che ho avuto. Il suo sito web come fosse un teatro. I lettori che affollano la platea e i palchi. Io e lui sul palco. Lui che mi espone davanti a tutti… Sono carponi. Henry è dietro di me. Mi prende. Mi incula col suo cazzo largo. Gli spettatori applaudono il mio orgasmo.
"Perché io voglio che tu acconsenta al fatto che la tua ragazza vada a fare sesso con una sua amica e il suo ragazzo, così, senza sapere il resto. Altrimenti è troppo facile."
"Vorrei… volevo… capire cosa si prova ad averne uno nella fica… e uno nel culo… nello stesso momento… stretta tra i due corpi… mmmh… troppo troia?"
«Perché si vede che sei vogliosa… sei eccitata… ti piace farlo… sei troia… e ti piace esserlo… la mia ragazza così porca come non sapevo potessi essere.»
"E il primo cazzo che hai preso in bocca da sposata…" commentò il fotografo quasi per dovere di cronaca. […] Abbassai una mano e gli tastai il pacco. Intanto dalla mia fica sentivo colare gli umori. Era duro e grosso ed era così per me, per avermi fotografato il mio culo nudo.
"Beh, c'è qualche problema? Sei frocio?" mi chiese lei, nuda e bellissima, inginocchiata sotto di me, interrompendo la fellatio che non stava avendo gli effetti desiderati dato che il mio membro rimaneva flaccido e inerme.
"Dai, scopa la tua puttana… che è così puttana che non le sono bastati i cazzi che ha preso stasera e vuole quello che è solo suo…" "È tua… e di chi paga per averla…"
Il cazzo si era indurito a vedere quel momento di esibizionismo della mia ragazza, così naturale e apparentemente innocente, ma evidentemente ben voluto e pianificato.
«Ma lui non ce l'ha così grosso.» ribatté lei con convinzione, e in quel momento sentii che i suoi muscoli si rilassavano. Finalmente era entrata nella fantasia e io non ero più suo marito.
"Mi fa sentire ancora più troia. Lo amo per avermi trascinato in questa perversione."