I – lei
Piove a dirotto. Mi sono rifugiata nel bar sotto a dove lavoro. C'è gente. Molti ragazzi dato che è vicino alla facoltà universitaria.
Guardo nervosamente l'orologio. Non ho l'ombrello e non ci sono mezzi pubblici comodi. Di solito torno a casa in bicicletta ma con questo tempo è impensabile.
Mi rassegno a fare tardi. Avviso mio marito, chiamandolo al cellulare. Purtroppo non può passarmi a prendere.
II – lui
È una bella donna che ho notato già altre volte in questo bar. Sempre vestita in modo molto elegante, probabilmente lavora qua vicino. Avrà una decina d'anni più di me. Ho notato che è sposata, ha un anello al dito, ma nonostante questo mi stimola le fantasie. La trovo decisamente sensuale, molto più di tante mie compagne di studi.
Noto che guarda fuori la pioggia e poi controlla l'ora sull'orologio. Mi viene una idea e provo a farmi avanti.
"Mamma mia che pioggia, eh?"
Si gira verso di me, dapprima quasi infastidita, poi le vedo un sorriso sul volto dopo che ha visto chi le si è rivolto con una banale frase sul tempo atmosferico.
III – lei
Un ragazzo decisamente carino mi ha rivolto la parola con un commento sulla pioggia. Subito ho pensato a qualche tampinatore fastidioso, mi capita sempre. Quando però ho visto che era un così bel ragazzo mi sono rincuorata e ho cominciato a fare un po' la smorfiosa. Mi piace quando faccio colpo su quelli più giovani di me. Mi fa sentire bella, desiderabile, giovane e molto femmina.
"Non lo dire con me." Rispondo. "Non ho l'ombrello e non so come tornare a casa."
"Vuoi un passaggio? Ho la macchina qui fuori."
Molto diretto il ragazzo. Pochi giri di parole e subito una proposta. Non dovrei fidarmi in questo modo di uno sconosciuto, ma lo faccio. Accetto con gioia l'offerta.
IV – lui
Mi è uscita spontanea l'offerta e mi sarei morso la lingua subito dopo averla fatta. Non volevo correre e dare una impressione sbagliata. Ero sicuro che così avrebbe subito troncato la discussione. Invece no, ha accettato. Mi sento su di giri.
Mentre corriamo verso la macchina, stringendoci sotto il mio misero ombrellino, ne percepisco le curve del corpo.
Quando entriamo in auto sono già un po' eccitato. Lei è bellissima, con i capelli spettinati e un po' bagnata.
V – lei
"Non mi giudicare male, di solito non accetto passaggi dagli sconosciuti." Gli dico. Faccio la provocante. Lui mi piace.
"Non potrei mai giudicarti male." Mi risponde, non trovando forse una risposta migliore.
Parte, sotto la pioggia.
"Scusa, posso? Ho le scarpe bagnate." Gli dico mentre mi tolgo le scarpe e appoggio i piedi nudi sul cruscotto facendo salire anche la gonna e mettendo in mostra le gambe.
Lui deglutisce e mi accorgo che fa fatica a distogliere lo sguardo dai miei piedi e dalle gambe.
"Guarda la strada, su, non vorrai fare un incidente." Gli dico in tono canzonatorio e di rimprovero.
"Scusami." E arrossisce. Come è tenero.
"Se fai il bravo quando arriviamo ti dò una ricompensa." Gli prometto. Gli guardo la patta e vedo che è gonfia.
V – lui
Non sto credendo ai miei occhi e alle mie orecchie. Mi sembra di essere in un film. Non solo questa bella donna ha accettato il passaggio, ma mi sta anche stuzzicando e forse ci scapperà qualcosa. Non voglio illudermi ma quando arriviamo sotto a casa sua mi dice:
"Se non ti dispiace infilati un attimo nel cortile. Così ho da fare meno strada sotto la pioggia, e poi… siamo più al sicuro."
"Al sicuro?" Chiedo mentre obbedisco e mi infilo nel cancello, posizionandomi dietro ad una grossa auto parcheggiata dentro un garage aperto.
"È quella di mio marito." Mi dice indicandola. Non so perchè mi viene istintivo pensare a quello che si dice su chi compra auto di grossa cilindrata. E poi penso alla mia utilitaria.
Rimaniamo un attimo in silenzio, poi mi giro a guardarla. Lei mi sta fissando con uno sguardo pieno di lussuria e si sta sistemando i capelli fissandoseli dietro la nuca.
"Fatti ringraziare per la gentilezza." Mi dice e si china verso di me.
VI – lei
Ce l'aveva bellissimo. Duro, di lunghezza media e di discreta larghezza. Con una cappella liscia, morbida e fatta molto bene. Non gli parve vero di ricevere una pompa in macchina, sotto la pioggia, da una donna come me, più grande di lui e in apparenza distinta ed elegante.
Feci di tutto per portarlo sull'orlo dell'orgasmo più volte, senza farlo venire, per prolungare il piacere di entrambi.
Quando mi venne in bocca mi alzai e lo baciai, condividendo con lui il suo stesso sperma. La sorpresa e l'iniziale ritrosia mi fecero capire che mai nessuna glielo aveva fatto.
"Ci sarà un'altra volta?" Mi chiese prima di ripartire.
"Non lo so. Una pioggia così intensa è raro che si verifichi." Risposi sibillina. In cuor mio sapevo che quando l'avrei rincontrato al bar sarebbe stata dura resistere al richiamo del suo cazzo.
VII – lui
Riparto sotto la pioggia. Sono inebetito da quello che mi è successo. Non mi sembra vero, mi sento il protagonista di un film. Sento anche la colonna sonora in sottofondo.
Ah, no. È il cellulare che sta suonando. Rispondo. È la mia ragazza. Improvvisamente mi sento in colpa per tutto ciò che è successo. Un po' mi è capitato ma un po' l'ho anche cercato.
Non sento cosa mi sta dicendo. Sto ripensando al pompino ricevuto. Sto pensando che la mia ragazza vuole sempre essere avvertita perchè non vuole che le schizzi in bocca.
"Sì, sì, va bene, adesso vengo." Le dico e sorrido per il gioco di parole che fa cortocircuito con i miei pensieri.
VIII – lei
"Ce l'hai fatta ad arrivare." Mi disse mio marito accogliendomi.
"Sì, mi sono fatta dare un passaggio."
"Da chi?" Mi chiese sospettoso.
Non gli risposi, ma mi avvinghiai a lui, baciandolo in bocca, a lungo e con la lingua. Io sentivo ancora il sapore della sborra del ragazzo. Chissà se mio marito sentì qualcosa. In ogni caso il mio bacio gli fece dimenticare la domanda che mi aveva fatto.
"Questa è mia moglie." Disse, un po' imbarazzato, al primo ospite a cui mi presentò, quando mi staccai da lui.
"Complimenti, è una donna bellissima."
"Grazie." Risposi io allungando la mano, la stessa che poco prima accarezzava i coglioni di un universitario.
"Grazie." risposi io allungando la mano, la stessa che poco prima accarezzava i coglioni di un universitario.


Commenti (0)
Nessun commento ancora. Scrivi il primo pensiero su questo racconto.
Per una risposta privata dall'autore usa il form contatti. Per discutere con altri lettori puoi entrare nel club lettori su Telegram.