"È da una settimana che aspetto. Senti le palle quanto sono gonfie." le dico presentandomi nudo di fronte a lei che è seduta sul letto.
"Oh, poverino." dice lei in tono canzonatorio mentre allunga le mani e con le dita sottili mi accarezza i coglioni e il membro svettante.
"Dai succhiamelo." le ordino prendendola per la nuca e tirandole il viso verso il mio pube.
Lei non si oppone e si impegna in quella pratica che tanto mi piace.
"Cazzo, ne avevi proprio tanta." dice lei passandosi il dorso della mano sulla bocca per ripulirsi dalle gocce di sperma che non è riuscita a tenere.
"Sei bravissima."
"Ma con tua moglie? Niente?"
"Lei non è così brava."
"Neanche io sono così brava con mio marito…"
"Cosa vorresti insinuare?"
"Le vostre mogli credete sempre che siano delle sante, le mogli degli altri delle puttane…"
"Sta zitta! E girati. Non crederai che mi basti un pompino."
"Tua moglie la inculi?" mi chiede mentre è stesa a pancia in giù. Respira a fondo, riprendendosi dall'amplesso e ha la schiena piena di schizzi di sborra.
"No. Non vuole. Dice che le faccio male, che son cose che non si fanno."
"Curioso: le stesse scuse che uso con mio marito."
"Sta zitta, troia, che se no ti faccio urlare io. Ci vuole un attimo a farmelo tornare duro."
"Non mi fai paura." dice girandosi, spalancando le gambe e mostrandomi la figa rasata.
"Anche mia moglie se la rasa così."
"Per farsela leccare meglio." dice prendendomi per la testa e portandosela sulla figa. Me la mangio con gusto.
Quando terminiamo l'amplesso guardiamo l'orologio.
"Si è fatto tardi. Vai tu a prendere i bambini?" mi chiede mia moglie.
"Ok. Adesso mi vesto." le rispondo.
"Ti è piaciuta la recita?" mi chiede mentre mi rivesto.
"Sì, dovremmo farla più spesso." Le dò un bacio prima di uscire.


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