Avevo bevuto troppo all’inizio della serata, a stomaco vuoto. Non avevo fatto in tempo a mangiare quasi nulla che ero piombato in un sonno profondo su un divano del salone che ospitava la festa di capodanno. Nonostante il casino, la musica, tutta la gente che c’era avevo dormito un paio d’ore. Era una festa organizzata in una villa di campagna, con tanta gente tra cui alcuni nostri amici.
Quando mi risvegliai non era ancora mezzanotte. Avevo un cerchio alla testa e tirandomi su facevo fatica a stare in equilibrio. Mi guardai attorno in cerca della mia ragazza. Chissà quanto era incazzata che l’avevo praticamente abbandonata per tutta la sera.
Con fatica mi ripresi un po’. Mangiai qualcosa, andai in bagno. Della mia ragazza non c’era traccia. Chiesi a qualcuno se l’aveva vista, ma ero così fuori che probabilmente lo chiesi a qualcuno che neanche la conosceva.
Capii che alla mezzanotte mancavano circa 15 minuti. Con andatura barcollante cominciai ad esplorare la sala e poi ad infilarmi nei corridoi e nelle altre stanze della villa.
“Dove cazzo è finita?” mi chiesi.
Uscii un attimo sul piazzale antistante la villa, dove erano parcheggiate tutte le auto. Vidi la nostra auto, quindi ok, non se ne era andata. Da fuori notai che la villa aveva due piani e qualche finestra era illuminata. Rientrai e cercai le scale.
Finii in un stanza dove un po’ di gente beveva e chiacchierava in un ambiente con meno rumore del salone dove la musica era molto alta. Ma la mia ragazza non era neanche lì. Continuai il giro. La villa normalmente faceva da agriturismo per cui c’erano numerose stanze da letto. Ne passai un paio, una vuota e buia, una con due ragazzi che fumavano una canna. Poi aprii quella successiva ma era buia anche quella. Quando stavo per richiudere la porta però sentii un rumore. Un gemito, come di qualcuno che si lamentava. Anzi no, come di qualcuno che godeva.
Riaprii la porta e grazie alla debole luce che entrava dal corridoio vidi che sul letto c’erano due persone che scopavano. Anzi no, c’erano tre persone. Non sembravano far caso a me. Aguzzai la vista abituandola alla penombra.
C’era un ragazzo a torso nudo e con i pantaloni alle caviglie, appoggiato sulle braccia tese, che scopava una ragazza sotto di lui, completamente nuda e a gambe aperte. Un altro ragazzo era inginocchiato sul letto e porgeva il suo cazzo alla ragazza in modo che glielo succhiasse. Anche lui con i pantaloni alle caviglie ma ancora con una maglietta indosso.
Non impiegai molto a capire che la ragazza che stavano scopando era la mia fidanzata. Notai che per un attimo lei guardò nella mia direzione ma non sembrò riconoscermi o forse neanche vedermi.
Ero impietrito dalla sorpresa e non sapevo cosa fare. Mi venne il dubbio che lei fosse ubriaca e quindi forse neanche molto consenziente riguardo a quello che le stava accadendo. Ma rimanendo alcuni istanti fermo ad osservarli e conoscendola bene capii dai suoi movimenti dal suo atteggiamento che era pienamente partecipe.
Mi girò la testa ed indietreggiai, chiudendo dietro di me la porta. Da sotto sentii le urla e i festeggiamenti per l’arrivo della mezzanotte.
“Buon anno…” mormorai tra me e me.
Scesi le scale. Un mio amico mi vide e mi diede un flute di spumante per brindare. Erano tutti euforici. Io mi sentivo fuori dal mondo. Mi muovevo senza capire cosa facevo. Solo una parte del mio corpo sembrava avere le idee chiare: avevo il cazzo duro.
Dieci minuti dopo vidi la mia ragazza scendere allegra le scale, insieme ai due ragazzi. Mi venne incontro, mi abbracciò. Mi baciò. Non riuscii a non pensare che quelle labbra pochi minuti prima erano attorno al cazzo di uno dei due.
“Vedo che ora sei bello sveglio.”
“Insomma, sono un po’ intontito.”
“Qui, intendo.” mi strinse il cazzo duro da sopra i pantaloni.
La guardai stupito e lei ricambiò con uno sguardo pieno di malizia.
“Buon anno, mon amour.”
“Ehm, sì. Buon anno.” risposi interdetto.
"Buon anno…" mormorai tra me e me.


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