“Molto carina la tua fidanzata. Gran bella figa.”
La frase che mi disse Mario poteva essere un normale complimento fra due conoscenti quali eravamo noi. La cosa un po’ insolita era il sentirselo dire mentre io e lui eravamo nudi sotto la doccia negli spogliatoi del circolo tennis in cui ogni weekend giocavamo fra noi. Sentire un uomo fare commenti sulla mia ragazza mentre si insapona il cazzo fu una sensazione strana.
Quella domenica mattina Francesca era passata a prendermi per andare a mangiare fuori ed era arrivata mentre ancora il match di tennis era in corso e si era messa a bordo campo a guardarci. Quel giorno era anche particolarmente bella, con una gonnellina, le gambe nude e un paio di tacchi alti, e Mario l’aveva subito notata.
In realtà i commenti di Mario mi stupirono anche per un altro motivo. Avevo sempre avuto il sospetto che avesse altri gusti sessuali. Spesso lo avevo notato che mi guardava in modo strano sotto la doccia. A volte avevo avuto il sospetto che fosse interessato a me.
Lui fu più veloce di me nel rivestirsi e quando uscii dagli spogliatoi lo trovai che chiacchierava con Francesca, o forse avrei dovuto dire che flirtava con lei che da parte sua era sempre molto espansiva.
Mario aveva circa una decina d’anni più di noi ed era un bell’uomo in ottima forma. Fui un po’ geloso di come lei rise ad una sua battuta e di come lui le sfiorò in modo apparentemente casuale un braccio. Mi affrettai ad raggiungerli per interromperli. Provai una strana sensazione a vedere la mia ragazza che veniva in qualche modo corteggiata da un altro.
“Ci stava provando?” le chiesi con tono un po’ acido mentre eravamo in auto che andavamo verso il ristorante.
Francesca sbuffò, poi tirò su le gambe appoggiando i piedi scalzi sul cruscotto in un gesto che sapeva essere molto provocante per me.
“Ma dai, cosa sei geloso? Era solo un po’ galante.” mi rispose mentre guardava fuori dal finestrino.
“Non so, mi sembravate già molto intimi, l’avevi appena conosciuto.”
“Ma non mi avevi detto che pensavi che lui fosse gay?” mi chiese lei.
“Non so, avevo qualche sospetto ma da come ti ha guardata a questo punto direi di no… evidentemente guarda tutti in quel modo.”
“Tutti in che senso?”
“Nel senso che anche a me mi guarda in modo strano, soprattutto sotto la doccia, per quello pensavo…”
“Ah, davvero? Ma allora sei geloso di me o di lui?” Francesca rise, la divertiva l’idea che io mi sentissi ammirato da un altro uomo mentre ero nudo. “Magari è bisex.” concluse interrompendo quel discorso visto anche che eravamo arrivati al ristorante.
“Allora oggi ti ho fatto ingelosire?” mi sussurrò quella sera con voce roca Francesca guardandomi languidamente negli occhi mentre scivolava sopra di me a letto.
“Eh?” risposi io un po’ sorpreso da quell’approccio.
“Eri geloso a vedermi parlare con un altro uomo? Hai pensato che mi poteva piacere uno come Mario?” dicendo questo mi mise la mano sopra le mutande tastandomi il cazzo che in un attimo si indurì.
“Mah… no… non so…” non sapevo cosa dire.
“Se ti dico che in effetti ho avuto anche io l’impressione che ci stesse provando?”
“Davvero?”
“Sì.”
“E… e ti ha dato fastidio?”
Mi guardò provocante leccandosi le labbra.
“No… è piacevole quando un uomo ti corteggia in modo discreto… poi è un bell’uomo.”
“Ti piace?” le chiesi.
Lei prima di rispondere infilò la mano sotto le mutande, afferrando il cazzo duro.
“Non mi sembri più così geloso…” ridacchiò lei apprezzando la mia durezza. “Ti eccita l’idea che la tua ragazza attiri altri uomini?”
Non potei altro che mugolare come risposta mentre lei faceva su e giù con la mano lungo la mia asta e mi sussurrava porcate nelle orecchie.
“Dimmi un po’… come è il cazzo di Mario?”
“Oooh… perché lo vuoi sapere?”
“Curiosità… semplice curiosità…” disse sorridendo maliziosa.
“È… è… lungo.”
“Più del tuo?”
“Sì…” le rispose mentre lei abbassando la testa ingoiò la punta del mio cazzo iniziando un pompino che rivelò di brevissima durata dato che in un attimo io le schizzai in gola tutta la sborra accumulata nella giornata.
Francesca tornò poi su, mi baciò in bocca e poi si accoccolò con la testa sul mio petto addormentandosi poco dopo.
“Non viene oggi Francesca?” mi chiese Mario la domenica successiva mentre ci facevamo la doccia dopo la partita.
“No… oggi è via con i suoi, perché?” risposi sospettoso.
“Ah, quindi sei da solo oggi?”
“Sì…” fui un po’ spiazzato da questa seconda domanda.
“Vuoi venire a pranzo da me?” mi domandò.
“Mah… no, grazie, molto gentile ma…” non riuscii a farmi venire in mente una scusa credibile, ma il suo invito inaspettato non mi metteva a mio agio.
“Peccato…” aggiunse lui laconico.
Rimanemmo un po’ in silenzio ed io, imbarazzato, mi girai rivolgendogli la schiena.
“La invidio un po’ Francesca…” commentò lui.
Mi girai a guardarlo con l’aria di chi non aveva capito cosa volesse dire. Lui mi guardava con un sorriso beffardo.
“Hai un gran bel corpo…” mi spiegò lui, “Beata lei che ce lo ha sempre a disposizione…”
Non seppi cosa dire. Probabilmente arrossii anche se i vapori della doccia non lo fecero notare. Lui mi fece l’occhiolino.
“Hai un culo fantastico.” aggiunse indicandolo e facendo sì che io mi girassi imbarazzato per nasconderlo alla sua vista.
“Gr… grazie.” balbettai non sapendo cosa rispondere ad un complimento del genere.
“Sei mai stato con un uomo?” mi chiese Mario in modo molto naturale mentre il suo cazzo dava segni di risveglio.
“No. no.” mi affrettai a rispondere.
“E non vuoi provare?” disse con tono allusivo.
“No…” la risposta mi uscì meno netta di quel che avrei voluto.
“Peccato… Ma pensaci. Se vuoi…” alzò un sopracciglio e fece un sorriso complice.
Io mi girai di nuovo per non guardarlo più anche se in questo modo percepii il suo guardo allupato e voglioso su di me. Per fortuna lui non notò che il mio cazzo era diventato barzotto.
“Allora passo a prenderti al campo quando finisci di giocare?” mi chiese Francesca mentre ci organizzavamo per il weekend.
“Ok.”
“C’è sempre Mario?” mi chiese lei scherzando allusiva.
“Sì, sì, ma tanto non sono più geloso.”
“Ah no? E come mai?” fece lei quasi offesa.
“Perché avevo ragione io. Gli interessano gli uomini.” le dissi soddisfatto non rendendomi conto del discorso in cui mi stavo cacciando.
“Ah. E come lo sai?”
“Ehm…” mi resi conto che mi imbarazzava spiegargli come lo avevo scoperto, “Me lo ha… detto.”
“Davvero? Cosa ti ha detto?”
Francesca non era una che si accontentava e vedendomi un po’ reticente nel raccontare insistette fino a farmi confessare tutto.
“Davvero ci ha provato con te?” chiese stupita e stranamente euforica.
“Sì. Ti fa arrabbiare questo?”
“No. E perché mai? Tutt’altro. Sono fiera di te.”
“Fiera di me?”
“Sì, dai. Che bello che attiri gli sguardi maschili. Vuol dire che sto con un bel ragazzo. Ma io lo sapevo già. E poi è vero. Hai proprio un bel culo. Lo capisco Mario.”
“Che vuoi dire?”
“Che se fossi un uomo… Beh, il tuo culo fa venire voglia.”
“Voglia?”
“Sì. E tu? Non hai voglia di provare?”
“Ma cosa dici? Provare cosa?”
“Provare ad andare con un uomo. Non hai qualche curiosità bisex?”
“No…” risposi poco convinto.
“Guarda che me lo puoi dire. Non c’è nulla di male. Io te l’ho detto no che ogni tanto provo a immaginare come deve essere andare con una donna. Un po’ la cosa mi attira. Non mi stupirei se anche tu avessi le stesse fantasie.”
La guardai negli occhi ed esitai un po’ troppo. Lei capì. Si avvicinò e mi baciò in bocca con la lingua. Poi mi fissò negli occhi con quel suo sguardo super sexy a cui io non sapevo resistere. Con la mano mi tastò il cazzo trovandolo turgido.
“Non me le vuoi raccontare le tue fantasie?” mi chiese con l’aria da ingenua e innocente puntandosi un dito sulle labbra e guardandomi dal basso.
Le partite di tennis con Mario continuarono, così come proseguì, sempre più insistente il suo corteggiamento nei miei confronti. Si rese ben presto conto che la mia barriera cominciava a cedere, molto lentamente ma inesorabilmente.
Sotto la doccia avevo visto il suo pene in completa erezione e avevo fatto fatica a distogliere lo sguardo. Lui poi si era ovviamente accorto che mentre tirava fuori quei discorsi anche il mio sesso non restava sempre indifferente.
Continuava a dirmi quando lo attirasse l’idea che io non lo avessi mai fatto con un uomo, che il mio culo fosse vergine. Mi fece capire quanto lo attizzassero gli uomini etero che volevano provare per curiosità.
Dall’altra parte poi c’era Francesca che voleva essere tenuta al corrente di come Mario ci provasse con me e ogni volta prendeva la sue parti. La mia ragazza voleva che io sperimentassi quelle fantasie. Questa cosa mi sconvolgeva, non avrei mai pensato che lei la potesse pensare così, e nello stesso tempo mi eccitava molto e mi convinceva che forse avrei dovuto farlo veramente.
Una sera mentre eravamo a letto lei interruppe i preliminari e si allungò verso il cassetto del comodino. Ne tirò fuori il dildo che le avevo regalato per i suoi momenti di autoerotismo e me lo sventolò davanti alla faccia. Altre volte lo avevamo usato come compagno di giochi, magari per simulare una doppia penetrazione, ma questa volta lei aveva una idea diversa.
“Girati, che ti faccio provare.” mi ordinò.
“Cosa?”
“Ti faccio sentire com’è. Certo non è come un cazzo vero, ma intanto cominci ad abituarti.”
La fissai negli occhi. Stavo per rifiutarmi ma capii che niente l’avrebbe fermata. Dopo qualche minuto e alcuni tentativi interrotti, mi ritrovai messo a pecorina con un oggetto di plastica che lentamente si muoveva dentro di me, comandato dalla mia ragazza che intanto mi sussurrava nell’orecchio istruzioni su come accoglierlo meglio ed evocazioni di quello che avrei potuto provare a fare con Mario.
Stavo diventando sempre più bravo a giocare a tennis. Mario all’inizio era stato per me un avversario quasi imbattibile ed era per questo molto stimolante giocarci contro e cercare ogni volta di migliorare. Quel giorno vinsi la nostra consueta partita ed era un risultato che cominciava a diventare frequente.
Andai a rete per stringergli la mano. Lui indicò dietro di me e mi informò:
“C’è la tua ragazza.”
A bordo campo Francesca ci salutava allegramente con la mano. Ci aspettò all’uscita dal campo.
“Ciao. Come mai qui? Non ti aspettavo.” le dissi.
Lei guardò me e guardò Mario con aria fintamente seccata e poi si rivolse a lui.
“Sono venuta perché il mio ragazzo non mi vuole raccontare niente di quello che avete fatto. Dice che si vergogna.”
Mario rise e con lui Francesca. Io invece mi volevo sotterrare e diventai tutto rosso. Senza dire niente entrai negli spogliatoi mentre loro rimasero fuori a parlare complici fra loro.
Probabilmente le stava raccontando tutto. Di come da un po’ di tempo avevamo iniziato a insaponarci a vicenda sotto la doccia. Di come una volta avevo segato il suo cazzo fino a farlo venire e lui aveva poi fatto lo stesso con il mio. Di come un’altra volta, senza che lui mi spingesse a farlo, io mi inginocchiai spontaneamente e provai la sensazione di toccare il cazzo di un altro con la bocca. Poi le disse sicuramente di quel giorno in cui interruppi a metà la partita e senza dire niente andai negli spogliatoi, e di come quando lui mi raggiunse mi trovò nudo che lo aspettavo col culo esposto. Sperai che non fosse troppo dettagliato nel raccontarle le cose che arrivai a dire mentre venivo inculato per la prima volta.
Ero già sotto la doccia quando sentii Mario entrare nello spogliatoio. Poco dopo, mentre ero a occhi chiusi sotto il getto dell’acqua, mi sentii sfiorare una spalla. Aprii gli occhi e a fianco a me c’era Francesca, nuda, che mi baciò teneramente.
Poi arrivò anche lui. Nessuno disse niente e tutto si svolse in maniera molto naturale. Dopo qualche istante il corpo di Francesca era pressato tra il muro in piastrelle ed il mio corpo. Ci baciavamo e il mio cazzo strusciava sull’esterno della sua vagina. Con le mani le palpavo le tette. Dietro di me Mario aderiva alla mia schiena e mi baciava sul collo. Il suo cazzo era piantato nel mio culo e le sue spinte facevano sfregare il mio contro Francesca.
Non fu quella l’unica posizione che sperimentammo sotto le docce del circolo del tennis e non fu quella l’unica configurazione fra di noi. Non mi ero sbagliato su Mario quando pensavo fosse interessato a me, ma non mi ero sbagliato neanche quando mi era sembrato che ci provasse con Francesca. A lui non faceva molta differenza il sesso della persona con cui scopava anche perché la sua passione erano i bei culi e il sesso anale, come sia io che Francesca avremmo avuto modo di appurare diverse volte.
"Sono fiera di te." — "Fiera di me?" — "Sì, dai. Che bello che attiri gli sguardi maschili. Vuol dire che sto con un bel ragazzo."


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