"Non ha mai chiamato suo marito mentre aveva il cazzo di un altro uomo nel culo? Lo faccia, può essere divertente."
18
"Sei una troia… non so perché non ti ho ancora cacciato di casa." "Perché sono una troia… è quello il motivo."
Ci sono storie in cui nulla resta com'era: il desiderio si muove per gradi, abbatte inibizioni, ridisegna i confini di sé e degli altri. Qui trovi racconti di identità che si scoprono, coppie che si reinventano, e trasgressioni che — una volta attraversate — diventano irreversibili. Ogni testo è una soglia: prima e dopo non coincidono mai del tutto.
"Non ha mai chiamato suo marito mentre aveva il cazzo di un altro uomo nel culo? Lo faccia, può essere divertente."
86 racconti e 8 ebook nella raccolta “Diventare altro: soglie e risvegli”.
"Sei una troia… non so perché non ti ho ancora cacciato di casa." "Perché sono una troia… è quello il motivo."
Era sporca, era calda, era bagnata. Stavo leccando anche i residui di lui, probabilmente. Guardai di nuovo in alto e la sua faccia era cambiata. Si mordeva un labbro, rivolgeva gli occhi in alto. Il piacere si stava impossessando di nuovo di lei.
"No, scopami nel culo, come fai sempre, che lui non ci è mai riuscito." Lei, perfida e perversa, come non mi sarei mai immaginato. Sembrava lucidissima e fuori di testa nello stesso momento.
"Non come una a cui piace farsi infilare una mano nel culo, sopra un'altana nella notte della città più romantica del mondo."
"E se lo avessi già fatto?" Rimasi pietrificato. Non sembrava dirlo con tono scherzoso. Sembrava seria. Lo smarrimento che provai fu risolto dalla reazione del mio corpo.
"Non ha mai chiamato suo marito mentre aveva il cazzo di un altro uomo nel culo? Lo faccia, può essere divertente."
Col tempo ho ripensato a quei giorni e ho capito cosa mi ha spinto a cedere. Era quel desiderio di essere padrona di un maschio che con i miei uomini non era mai capitato. E invece quel ragazzo, quel mio figliastro, mi si offriva in quel modo ed oltre alla mia autorità genitoriale me ne chiedeva una di tipo sessuale.
"Vorrei… volevo… capire cosa si prova ad averne uno nella fica… e uno nel culo… nello stesso momento… stretta tra i due corpi… mmmh… troppo troia?"
Sto guidando il cazzo di un ragazzo a me sconosciuto nel culo della mia ragazza. Che a sua volta mi è, da un certo punto di vista, anch'esso sconosciuto. Di sicuro è più conosciuto dal cazzo di lui.
"E meno male che ti piace essere cornuto…" aggiunse poco prima di urlare un orgasmo nella notte. Non potevo resisterle oltre e le sborrai nel culo subito dopo quelle parole, sentendomi per questo un po' umiliato.
"Mentre lei riceveva due cazzi, uno in fica e uno in culo, io avevo a che fare con altri due, uno in bocca e uno in mano. Il mio cazzo, intanto, senza che nessuno lo toccasse, si stava per l'ennesima volta svuotando."
"Venni lo stesso, senza aver neanche sfiorato il cazzo. Sborrai quando il plug nel culo venne sostituito dal cazzo del ragazzo."
Era una situazione strana, al buio in un salotto non mio a masturbarmi ascoltando mia moglie che di là dal muro si faceva inculare dal vicino. Mi venne anche da ridere pensando a come avrei potuto giustificare la cosa se per caso la moglie di lui fosse improvvisamente tornata a casa.
"Gli ho detto che ti bombo solo ed esclusivamente il culo… perché la fica è del tuo fidanzatino, mentre il culetto è per l'amante."
"Ti piace? Eh, ti piace? Dillo a tua moglie." — "Mi… mi piace… ma solo perché ci sei tu."
Mi sborrai sulla pancia, scopato dalla mia fidanzata. […] "Come tu mi hai guardato farlo con una donna, io ti vorrei guardare mentre lo fai… con un uomo."
Ero uscita con uno sconosciuto e un altro ancora più sconosciuto mi stava inculando senza che glielo avessi neanche chiesto, solo perché la mia figa era già occupata.
"Mi piaceva essere umiliato in quel modo da quelle due ragazze che mi piacevano entrambe, ognuna a modo suo. E quindi mi abbassai e ripulii con la lingua ogni centimetro quadrato dei piedi di Rebecca, andando anche a risucchiare tutto fra dito e dito."
"Ho qualche dubbio che fosse amore quello che avevamo fatto. E non un osceno e perverso amplesso a tre. Però, effettivamente, lasciammo un po' di cuore in quella spiaggia magica e solitaria."
«Non avevo mai fatto un pompino da un uomo, né io lo avevo mai fatto. Il mio culo era vergine fino a stasera e mai avevo visto altri scopare la mia ragazza. Questa è la sera delle novità, per cui ne voglio altre.»
"Sono una che scopa meglio… senza suo marito…" — e mentre lui restava fuori dalla stanza col cazzo duro, capì che era esattamente quello che voleva sentirsi dire.
"Mi fa sentire ancora più troia. Lo amo per avermi trascinato in questa perversione."
"Da chi credi abbia preso mia figlia nell'essere una puttanella?" — Valeria si avvicinò a me e nel farlo si slacciò la mia sciarpa scoprendosi del tutto.
"Hai visto anche il video, vero?" mi chiese con voce roca. [...] "Avrai visto che io ho dei gusti particolari nel sesso." — e nel dire questo Martina mi strinse il cazzo da sopra i pantaloni.
Osservai da vicinissimo la punta del cazzo di mio marito violare la rosellina dell'ano della ragazza ed entrare senza nessuna difficoltà. Sborra che colò in parte sulla mia fronte, fuoriuscendo da quel culo celestiale e, tecnicamente, non più vergine nei confronti di un vero pene maschile.
Così troia non l'avevo mai vista, così su di giri, così vogliosa, così pronta a tutto. Non ha mollato i loro cazzi, o il mio, un attimo. Uno dentro di lei, in qualche suo buco c'era sempre.
"Ha un cazzo molto più fotogenico del tuo, non trovi?" commentò lei con lui. "Così venoso… così rude…" Lui annuì, un po' umiliato forse da questo paragone.
«È il mio fidanzato. È il mio fidanzato cornuto.» — disse decisa, poi guardò dritto in camera e sorrise.
"Ho un orgasmo contro la bocca del mio fidanzato. Lui si solleva e mi sorride. Crede sia merito suo. Invece è il demone che abita la mia mente, che si è risvegliato per le parole di quell'uomo, del mio carnefice, del mio tentatore, del mio corruttore."
"Non mi sono mica inginocchiata per succhiarti il cazzo davanti a tutti, no?" — Alessia, al bancone del pub, con la sua consueta schiettezza disarmante.
Mi posiziono meglio per permettergli di raggiungere la mia fica con la sua lingua. Quanto è bravo a leccarmi. Io sono un lago. E nello stesso tempo riesco ad essere professionale e impeccabile.
"Avevo il cazzo duro a pensare che in quello stesso istante la mia ragazza era inginocchiata nel cesso del locale e aveva davanti agli occhi il cazzo di un nostro amico."
"Più faccio sesso e più ne ho voglia. Migliore è il sesso con lui e più voglio farne con te. Le cose che mi ha fatto riscoprire voglio ripeterle con te…"
"Ti avrebbe inculato?" concluse lei la frase sottolineandola con un affondo delle sue dita nel mio culo. "No. Non lo pensavo, ma quando lo ha fatto è stato bellissimo. Due uomini che scopano. Eravate sexy. Sembravate due animali."
"Ubriaca forse, ma sempre zoccola." — "Cazzo…" dissi sospirando a mezza voce. — "Cosa c'è?" — "No, niente. Cioè ho realizzato un sogno erotico e neanche lo sapevo."
"Sì, cornuto, leccami! Lecca la tua troia!" Ormai non si teneva più. Aveva superato ogni remora, ogni pudore. Non la riconoscevo più, ma era una donna nuova che volevo conoscere.
"Lo senti che è stata appena fottuta da uno sconosciuto in un parcheggio sull'autostrada di fronte ad altri sconosciuti che si segavano la tua bella mogliettina raffinata che si comportava come una troia da strada?"
"Sei una zoccola…" mormorai dopo averle sborrato per l'ennesima volta nel culo. "Ti adoro."
"Allora? Dimmi cosa succederà. Riuscirai a togliermi tu le voglie che ho o devo continuare a rivolgermi al mio collega?" lei lo provocò mentre lui da dietro la penetrava analmente. "Stai zitta, troia." rispose lui che cercava di non pensare.
"Sono io? Sono io che sto facendo questo? Sono io che sono in club per scambisti e mi sto facendo inculare da uno sconosciuto? Eh, sono io?"
"Sono mesi che non faccio sesso…" mormorò. "Sei bravissimo… quanto lecchi bene… mio… non mi lecca così bene… anzi non mi lecca più… da quando è nata Giulia è cambiato tutto tra noi…"
Volevo che scoprisse un nuovo piacere. Volevo che tornasse diversa, volevo che dopo la vacanza non smettesse di tradirmi.
Leccarlo lì, sentire il suo anello muscoloso che ogni tanto si rilassava e percepire la morbidezza della carne, percepire nonostante l'igiene sempre perfetta il suo odore maschile mi faceva andare fuori di testa.
"Non voglio essere il tuo amante." — "Amante. Che parolona. Sei uno con cui scopo. Uno dei tanti." — "Voglio mettermi insieme a te." — "Non ci si mette insieme ad una zoccola, cioè non consapevolmente." — "Invece io voglio farlo proprio consapevolmente."
"Ti rendi conto di cosa vorrebbe dire? Il farti fare una cosa del genere solo perché mi eccita. Mentalmente mi fa impazzire l'idea che tu lo faccia per farmi contenta."
"Eravamo un neo cornuto e una troia." — I due sborrarono all'unisono su di lei che diresse i loro getti sul seno, sul collo e in parte anche sul viso.
"Avevo voglia di scoparmelo ieri sera. Pensavo mi sarebbe passata ma ho ancora voglia." — "E tu puoi fare quello che hai sempre sognato: guardami mentre scopo con un altro."
"Cosa c'è di più intimo di tutti quegli orgasmi che ho provato mentre eri dentro di me e tutti quegli uomini mi facevano il culo?"
"Mai avevo fotografato la figa di mia moglie da così vicino mentre era penetrata e soprattutto mai il cazzo che compariva nelle foto non era stato il mio. Mai riuscii a cogliere così bene la sua espressione durante l'orgasmo dato che ero sempre stato impegnato a procurarglielo io l'orgasmo."
Mi ritrovai messo a pecorina con un oggetto di plastica che lentamente si muoveva dentro di me, comandato dalla mia ragazza che intanto mi sussurrava nell'orecchio istruzioni su come accoglierlo meglio ed evocazioni di quello che avrei potuto provare a fare con Mario.
"È un dolore piacevole, che bramo. È una sensazione che… mi eccita." — il marito, descrivendo il piacere masochista di sentirsi umiliato dall'amante di sua moglie.
"Era contento perché, mi ha detto lui, che le donne sposate quando sono senza il marito sono ancora più troie del normale." — E aveva ragione.
«Un giorno mi piacerebbe vederti che ne prendi uno vero.» mi sussurrò mentre io sborravo felice di aver scoperto un nuovo lato perverso di mia moglie.
"Guardai la donna che godeva rumorosamente sotto i colpi vigorosi di Saliou. Quel guizzante corpo eburneo che fotteva la perfetta femminilità di lei erano forse la cosa più eccitante che avevo mai visto e quello mi fece sciogliere."
Lei alzò lo sguardo, senza staccarsi dall'altra donna, e mi fissò negli occhi con uno sguardo quasi di sfida e pieno di lussuria.
Quando capii che lui era entrato completamente dentro di me ebbi un orgasmo, godendo mentre ero dentro di lei con il cazzo nella figa e con la lingua nella bocca.
Quando capii la situazione il mio cazzo, stretto nell'asciugamano, eiaculò e, non so bene perché, questo mi spinse ad andarmene, come per nascondermi, per smettere di guardarli.
"Non sono riuscita a rinunciare al suo cazzo." Poco dopo iniziò a piangere. Dentro di me si agitavano sentimenti contrastanti, dovuti anche ad una mia condotta non certo irreprensibile.
"La prossima volta ti scopo…" — e la prossima volta arrivò il giorno dopo. Lo aspettai sul letto, già nudo. Il massaggio quasi non ci fu.
"sei mio…" — lo disse con la bocca ancora sporca, dopo averlo scopato con le dita e bevuto tutto. E lui sapeva che era vero.
Fu strano osservarla da fuori mentre scopava, anche perché lei fu diversa da come era di solito con me. Io venni più di una volta, mi bastava toccarmi appena per godere, amplificata dai commenti degli altri uomini guardoni che, senza sapere che ero il marito, esprimevano volgarmente il loro apprezzamento per quella donna così calda, così sexy, così troia.
"Preferisci farci scopare tua moglie o preferisci fare tu la troia?" — Non sapevo cosa fare ma evidentemente la situazione non mi dispiaceva del tutto visto che ero ancora eccitato.
"Cosa ti sta facendo? Dimmelo." "Aaah… me lo ha messo nel culo…" "Allora baciami." le risposi affondando di nuovo la lingua nella sua bocca. Dentro i miei pantaloni sentii umido. Ero venuto senza neanche toccarmi.
"Appena finì si girò verso di me e mi sorrise. Mai avevo visto prima un sorriso così tremendamente eccitante."
"Un grosso cazzo, rivestito da un profilattico, stava entrando nel mio culo. Fu insolito e fantastico. Non percepii dolore."
La scena mi sconvolse e mi eccitò allo stesso tempo. [...] Mi coinvolgeva più di tutti i film d'amore che avevo visto. Si coglieva come stessero godendo non solo un piacere fisico.
"C'è un solo buco, tesoro, non puoi sbagliare. Con una donna, però, scegli sempre l'altro, almeno all'inizio."
"Il culo mi doleva ma era proprio facendomi penetrare nuovamente che il dolore si attenuava almeno temporaneamente. Ero stato preso. Ero stato usato. Mai mi ero sentito così."
"Scopatela. Fottila meglio che puoi, fai tutto quello che riesci a fare. E poi mi racconti come è stata." Glielo dissi tutto in un fiato.
"Ogni volta che terminavamo una scopata assumeva un'aria colpevole e diceva che dovevamo smettere. Io le davo ragione, ma puntualmente ci ricadevamo subito promettendoci a vicenda: 'Solo ancora una volta.'"
I momenti dopo l'orgasmo sono i più terribili. Al mio cervello non arrivano più quelle sostanze che lo inebriano e gli fanno piacere ogni cosa. Di colpo mi ritrovo di fronte alla realtà.
"Su! Non fate i difficili. Non credo vi capiti tutti i giorni di avere una ragazza che vuole farsi scopare nella figa e nel culo insieme, o no?"
"Ringrazia tua moglie… che mi ha chiesto di prepararla, di allenarla. Ho una discreta collezione di oggettini adatti, sai?"
"Ok, ok. Non ti arrabbiare, ma non sarai il primo a scopare tua moglie." — "Cioè me la sono trombata stasera!" disse ridendo Yuri.
Vidi che lei si piegava verso di lui e sembrò sussurrargli qualche parola nell'orecchio. Istantaneamente il pene di lui si ingrossò e puntò verso l'alto.
"L'essere visto in quella situazione umiliante per un eterosessuale mi provocò un orgasmo improvviso. Schizzai diverse volte imbrattando il mio petto con la mia stessa sborra. Intanto, senza che quasi me ne accorgessi, Jason era penetrato in me."
Mentre lo diceva la sua mano mi stringeva il pacco da sopra i pantaloni. Quasi venni all'istante.
Godo nel vedere con quale facilità concedi l'accesso al tuo deretano, che a me sempre neghi nell'intimità del nostro talamo.
"Perchè l'idea mi fa impazzire. L'idea di tradirlo. Di tradirlo in questo modo. Di sentirmi puttana."
"Tranquillo, l'ho chiesto io." gli dissi con un tono rotto dall'eccitazione. [...] ero diventato la troia della festa.
"Puliscimi. Leccamela via." Disse con un sorriso diabolico, ondeggiando leggermente il culo. Lui la guardò a bocca aperta. Non se lo aspettava. Sembrava incerto se farlo o no. Ma il suo cazzo testimoniò un gradimento.
"Mi preferisci ora, adultera e disinibita, o come ero prima, frigida e fedele?" venne a baciarmi. Nel farlo mi tastò con la mano il pacco, in completa erezione. "Ho avuto la risposta."
"Io, visualizzando mentalmente il disegno che era stato la causa scatenante di tutto, feci come quell'uomo e, impaziente e incuriosito, mi spalancai con le mani le chiappe, protendendo verso di lei il buco del culo, vergine e inviolato."
"Ogni tanto riguardo le foto e mi masturbo, venendo sempre quando arrivo alle ultime, quelle in cui si vede il mio cazzo, ricoperto di crema solare per renderlo scivoloso, che entra nel culo prima di una e poi dell'altra."
«Mio marito era uno di quegli studenti sfigati. Mi ha sognato per anni ed un giorno ci siamo ritrovati. Ora, alla faccia di tutti gli altri, è l'unico ad avere l'accesso al mio retrobottega.»
"Il tuo cazzo… nel mio culo." — e lui continua a fotterla, finché non la sente venire dai muscoli che lo stringono.
Infine affonda la lingua nel mio sesso, mai così aperto e bagnato. Con le mani sulla nuca le dò il ritmo, come di solito faccio con il mio ragazzo.
"Mi accorsi di avere un cazzo piantato nel culo e quasi non mi ero accorta di quando era entrato. E in più mi stava piacendo, mi stava piacendo da matti."
"C'è qualcosa di più bello di un cazzo finto nel culo." feci una pausa e un cenno a mio marito a farsi avanti da dove era nascosto. "Uno vero!" conclusi afferrandogli il cazzo, che tornò duro per l'ennesima volta, e le palle.
"Dai, fammi essere la tua puttanella." queste furono le uniche parole che mi disse. Dopo averle sentite mi mandai mentalmente a fanculo e cominciai a scoparla con tutte le mie forze.
"Improvvisamente venni, anche se niente aveva toccato direttamente il mio sesso. Solo la pressione del suo piede attraverso i pantaloni. Dalla mia reazione se ne accorse e rise."
«C'è tensione erotica nell'aria. Non stasera, mi dice James. Non è una di quelle sere. Ma se le fai una buona impressione potrai venire anche in una di quelle.»
"No", rispose, "da lui non mi faccio inculare", aggiunse. Detto questo mise la faccia contro il cuscino e inarcò la schiena. Le chiappe si schiusero, rivelando l'antro che mi veniva offerto.
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
"Mi fa sentire ancora più troia. Lo amo per avermi trascinato in questa perversione."
— Da 'Ripresa'"No", rispose, "da lui non mi faccio inculare", aggiunse. Detto questo mise la faccia contro il cuscino e inarcò la schiena. Le chiappe si schiusero, rivelando l'antro che mi veniva offerto.
— Da 'La Conoscenza'"sei mio…" — lo disse con la bocca ancora sporca, dopo averlo scopato con le dita e bevuto tutto. E lui sapeva che era vero.
— Da 'Claudia e Luca'Quando capii la situazione il mio cazzo, stretto nell'asciugamano, eiaculò e, non so bene perché, questo mi spinse ad andarmene, come per nascondermi, per smettere di guardarli.
— Da 'Col primo che incontro…'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
Iscriviti alla newsletter per ricevere anteprime esclusive e nuovi racconti.