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Un racconto di Analcoholic

Ogni famiglia felice è felice a modo suo

02 febbraio 202518 minuti di lettura

Non dovevo essere a casa. E non avrei dovuto entrare così silenziosamente. Ed essere poi così curioso.

Pensavo anche io che non ci fosse nessuno. Pensavo che mia figlia Camilla fosse al mare con il suo fidanzato Raffaele. Lui era ospite da noi in quelle settimane, nella casa in cui trascorrevamo gran parte dell’estate.

Sentii un rumore proveniente dalle stanze da letto. Non chiesi se c’era qualcuno. Andai a vedere.

Io e mia moglie Francesca non eravamo contentissimi della relazione tra nostra figlia e Raffaele. Lui non ci sembrava il ragazzo adatto a lei. Ma lei era ormai maggiorenne e poi, si sa, se i genitori provano a contrastare un amore è molto facile che non facciano altro che rafforzarlo. Quindi sopportavamo lui e la sua presenza, sperando che quella di Camilla fosse solo una cotta estiva. Forse eravamo un po’ snob, lui non ci sembrava all’altezza di nostra figlia. Era un po’ rozzo e grezzo. Non studiava all’università e ci sembrava un po’ un perdigiorno.

La porta della camera di Camilla era socchiusa. Arrivando sbirciai dentro istintivamente e lì rimasi impietrito. Non mossi un muscolo, non feci il minimo rumore. La stanza era in piena luce, il corridoio parzialmente in penombra. Sperai che quella condizione mi rendesse invisibile ai due ragazzi dentro alla camera. Perché essere scoperto che guardavo dentro mi imbarazzava più di quello che stavo vedendo.

Camilla e Raffaele erano sul letto. Erano nudi. Lei era a quattro zampe, con la schiena ben arcuata e il culetto ben offerto a lui che, dietro di lei, la stava scopando con foga e vigore. C’era un certo contrasto tra il corpo di lei, morbido e sinuoso con la pelle chiara e liscia, e quello di lui, nervoso e muscoloso con la carnagione scura e piena di tatuaggi. Lei subiva i colpi di lui e aveva quelle reazioni che hanno le donne mentre vengono scopate: sembra che soffrano ma in realtà stanno godendo. Lui non si faceva problemi a sbatterla, vedevo il suo cazzo lungo uscire quasi completamente e poi rispingersi dentro.

Non avrei dovuto vedere quella scena. Non avrei dovuto vedere mia figlia che scopava col suo ragazzo. Ma non riuscivo a distogliere lo sguardo. Era ipnotico. Erano bellissimi da vedere. Erano eccitanti.

Non avrei dovuto eccitarmi nel vedere quella scena. Questa cosa mi turbò sul momento e mi avrebbe turbato nei giorni successivi. Una erezione, quasi dolorosa, provocata dalla propria figlia e dal suo ragazzo. Che vergogna.

Mi ricordava Francesca. Provai a giustificarmi così con la mia coscienza. Assomigliava alla madre, era bella come lei e, avevo scoperto involontariamente, la ricordava anche durante il sesso.

I ventenni hanno resistenza. Raffaele dimostrò di averne. La scopata durò a lungo. Cambiarono posizioni ma lui non smetteva mai di prenderla con forza.

Dopo qualche minuto io ebbi la forza di andarmene. Smisi di guardarli, ma non di sentirli. Dovetti uscire di casa per placare il mio turbamento. Poi rientrai, stavolta facendo rumore in modo che mi sentissero.


“Wow, stasera eri insaziabile… che ti è successo?” Francesca mischiò un complimento ad una presa in giro per commentare la mia prestazione sessuale di quella sera.

In effetti ero stato più vigoroso del solito, ma non potevo certo confessarle cosa aveva riacceso il mio desiderio. Ormai io e Francesca non scopavamo molto spesso. Con l’età e l’abitudine preferivamo la qualità alla quantità. Poi avere figlia e fidanzato in casa rendeva più difficile trovare i momenti giusti. Ma quella sera erano usciti ed eravamo sicuri che avrebbero fatto tardi. Quella sera avevamo voglia entrambi e allora non c’era stato bisogno di dire molto. Francesca si era spogliata sensualmente mentre io la guardavo dal letto, poi era salita su, mi aveva riscaldato con un pompino e poi si era impalata su di me.

Ma era stato quando lei aveva cambiato posizione, quando si era messa a pecorina e mi aveva invitato a prenderla da dietro che in me si era risvegliato qualcosa. La posizione che aveva assunto mi aveva fatto tornare alla mente la scena che avevo visto pochi giorni prima. L’immagine che avevo davanti agli occhi, quel culo così oscenamente esposto, si sovrapponeva prima all’immagine della mia memoria recente, quella di mia figlia nella stessa identica posizione, e poi all’immagine della memoria remota, quella di Francesca ventenne, identica a Camilla.

Fui particolarmente focoso e vigoroso. E Francesca apprezzò.

“Inculami” mi sussurrò ad un certo punto ed io eseguii senza indugio. Era raro che lei mi concedesse l’ingresso posteriore. Doveva essere molto eccitata per volerlo fare. Ed io dovevo essere della durezza giusta per poterla penetrare in quel modo senza problemi. Le due condizioni raramente si verificavano contemporaneamente.

Non potei confessare a Francesca nemmeno quale fu il pensiero che mi balenò in testa e che causò il mio crollo finale con conseguente eiaculazione nelle sue viscere. Mi venne un dubbio e nella mia mente provai a focalizzare bene come avevo visto scopare i due ragazzi: mi chiedevo se durante quell’amplesso anche loro avessero praticato sesso anale. Il pensiero tabù di mia figlia inculata dal suo ragazzo era troppo anche per me. Lo scacciai dalla mente ma non potei evitare, contemporaneamente, di avere l’orgasmo.

Nel delirio post orgasmico sensazioni di vergogna, di colpa, di eccitazione, di imbarazzo e di perversione si affastellavano nel mio cervello. Cercando di punirmi per le cose che avevo osato pensare feci altri pensieri osceni, come se perversione potesse scacciare perversione. Volevo distogliere me stesso dal senso di colpa, volevo rendere colpevole qualcun altro, e allora una immagine mi si formò nella mente: la stessa che avevo osservato, Raffaele che scopava da dietro una donna, ma quella donna non era Camilla, era Francesca.


Io e Raffaele eravamo rimasti svegli per guardare dello sport in tv. Le nostre donne, mia moglie e mia figlia, erano invece andate a letto. Era tardi, era finito ed io mi alzai per andare a letto.

“Non vuoi guardare qualcos’altro?” mi chiese con un sorriso tipico della sua strafottenza giovanile.

“No, non c’è più niente ed è tardi.” risposi.

“Neanche… un porno?”

“Eh? Ma cosa dici?” mi spiazzò che osasse parlare di un argomento del genere col padre della sua ragazza.

“Un porno… pensavo ti piacessero.”

“Ma come ti permetti?” gli domandai alterato dalla sua mancanza di rispetto.

“Sì, dai, l’altro giorno ti è piaciuto vederne uno… dal vivo…” sorrise in modo beffardo.

“Cosa stai dicendo?” cominciai ad agitarmi.

Non poteva avermi visto. No, ero sicuro. Non aveva mai girato lo sguardo verso di me. Né lui, né lei. Tra i tanti turbamenti per quello che avevo osservato non avevo avuto nessuna preoccupazione di essere stato visto. Come poteva dire una cosa del genere? A cosa poteva riferirsi?

“Lo so che ci hai guardato… a me e a Camilla… a tua figlia…” sottolineò perfidamente l’ultima parola.

“No… cosa dici?” ero in panico, come era possibile? Ma non potevo ammettere, magari stava bleffando, forse mi aveva solo sentito.

“Vuoi sapere come lo so?” mi domandò Raffaele con aria di superiorità, mi aveva in pugno. Quello stronzetto.

Non risposi. Non potevo ammettere, ma era chiaro che lui sapeva qualcosa. E iniziò a parlare.

“Devi sapere che la tua figlioletta è una porcellina viziosa… ma forse l’hai intuito.” ridacchiò. “A lei piace che ci filmiamo mentre scopiamo, le piace riguardarsi, si sente un’attrice porno e, detto fra noi, potrebbe benissimo farlo per quanto è bella e porca.”

“Senti, stai parlando di mia figlia… bada a quello che dici.” provai invano a riacquistare autorità.

“Dico solo la verità. E non negare, l’hai vista.”

“Cosa te lo fa pensare?” non volevo ammetterlo ma volevo sentire da lui come stavano le cose. Ed erano peggio di quel che pensavo.

“Ti dicevo che le piace filmarsi. E ci stavamo filmando, con la mia piccola videocamera. Non l’hai notata? Era appoggiata sul comodino. Puntata su di noi… e sulla porta dietro. Ho riguardato il filmato e ho visto qualcosa che si muoveva nell’ombra. Allora ho modificato il video, ho schiarito le immagini e… ti si vede. Ti sei fermato, ci hai guardato. Sembravi soddisfatto di quello che vedevi.”

“Che stronzo che sei…” esclamai non sapendo cosa dire.

“Non sai quanto…” rispose beffardamente lui. “Ma per ora ti ho salvato. Ho detto a Camilla che il video non è venuto. Che si è danneggiato il file. Ci è rimasta male, ma l’ha voluto rigirare.”

“Perché mi stai dicendo tutto questo?” chiesi capendo che Raffaele voleva arrivare a qualcosa.

“Non so… potrei sempre dire che ho recuperato il file.”

“Non puoi farmi questo. Non l’ho fatto apposta. Vi ho visto per sbaglio. Non ho fatto niente di male.”

“Però ti sei fermato. Diversi minuti. Te la sei guardata bene… cosa direbbe se lei lo venisse a sapere che suo padre la spia mentre fa sesso? E cosa direbbe tua moglie?”

“Che cazzo vuoi?” gli dissi a muso duro, non dovevo apparire più debole di quello che già ero. Lui era solo un ragazzino.

“Non so, non ho ancora deciso… ho tutto il tempo per decidere.”

“Vaffanculo!” gli dissi e me ne andai.

Ero nei casini. Non solo lui sapeva che li avevo spiati, ma esisteva anche una registrazione. Mi chiederà dei soldi, pensai. Speriamo non troppi.


Dovetti fare un grandissimo sforzo di dissimulazione. Ero nervosissimo e agitato ma non dovevo darlo a vedere. Ero in giro con Camilla. A breve sarebbe stato il suo compleanno e le avevo proposto di accompagnarla a fare shopping in una zona piena di outlet di grandi marchi di moda. Avrebbe potuto comprare un sacco di cose e gliele avrei pagate tutte io. Lei era euforica.

Tutto questo però era stato organizzato anche con un secondo fine. Raffaele doveva rimanere a casa da solo con Francesca.

La situazione era folle. Ma non avevo saputo come altro cavarmela. Era stata la sua richiesta, non potevo rifiutarmi. Rischiavo molto di più.

“Che bella donna che è Francesca!” commentò lui a bassa voce con me qualche giorno dopo il suo ricatto.

“Grazie.” risposi sospettoso.

“Poi è molto sensuale, provocante direi. Più di Camilla. Si vede che lei è una donna calda ed esperta. Ma fa così con tutti o secondo te le piaccio?”

“Cazzo stai dicendo?” risposi secco.

“Dai, non l’hai notato? Mi sembra che mi provochi. Con quei suoi pantaloncini aderenti al bel culone, che mette sempre in mostra, o quando gira in bikini per casa, mi sembra che si voglia far guardare da me. Forse è gelosa della figlia, le piace che il ragazzo di sua figlia la guardi.”

“Ti stai facendo dei viaggi, ragazzino.”

“Dici? Io credo di no. Mi lancia certi sguardi. Secondo me la attizzo.”

A quel punto il mio cervello iniziò a prendere in considerazione ogni possibilità. Nulla potevo escludere. D’altronde io avevo spiato mia figlia che faceva sesso. Francesca era effettivamente una donna provocante. Le piaceva farsi guardare, aveva spesso un atteggiamento seduttivo. In fondo non era così strano che un ragazzo ventenne un po’ le potesse piacere. Lui fisicamente era sicuramente attraente. Forse in lei c’era anche un qualche sentimento di confronto, magari inconscio, con la figlia. L’idea che potesse piacere al ragazzo di lei forse la faceva sentire ancora attraente e…

No, non era possibile, e poi a cosa voleva portare questo discorso? Voleva mia moglie? In cambio del suo silenzio voleva Francesca? Ma io non potevo certo dargliela, non potevo neanche spiegarle perché avrebbe dovuto andare con lui. Quindi il suo ricatto poteva funzionare solo se aveva ragione sui sentimenti di lei verso di lui.

In tutto quello però c’era una cosa che non avevo considerato. Una idea che cominciava a farsi largo nella mia mente. Una idea che stava ingrossando il mio cazzo.

Era la situazione più folle che potessi immaginare.

Mi eccitava. L’idea di mia moglie con quello stronzetto mi eccitava. Se lei avesse voluto andare con lui mi sarebbe piaciuto. Non razionalmente, ovviamente, però a cazzo duro non ragionavo più.

Ovviamente la decisione non fu immediata. Ma valutando tutto giunsi a queste conclusioni: se lei non voleva starci lui non avrebbe ottenuto nulla (mi feci promettere e mi sembrò sincero che non l’avrebbe forzata, in fondo lui era straconvinto che lei gli morisse dietro e non aspettasse altro che farselo) e se lei invece ci fosse stata… beh, io acquisivo un paio di corna che incidentalmente mi eccitavano da morire e avrei risolto il problema.

“Come mi sta questo, pa’?”

Camilla interruppe il corso dei miei pensieri uscendo dal camerino avvolta da un vestito corto e sexy che ne esaltava il fisico.

“Be-bene. Benissimo.”

Stavo impazzendo. Da una parte la mente rivolta a casa, al pensiero di cosa stesse succedendo là. Dall’altra una figlia che innocentemente si mostrava sexy di fronte a suo padre che l’aveva già vista scopare. Il mio cazzo era duro. Più per quello che pensavo succedesse a casa, mi dissi, ma forse mentii un po’ a me stesso.


Raffele e Camilla si lasciarono. Lui me l’aveva detto, lo sapeva. Non erano fatti l’uno per l’altra, se non forse nel sesso.

Lui mi consegnò il filmato in cui mi si vedeva. Mi giurò di non avere altre copie. Mi fidai. D’altronde non potevo fare altro. Era uno stronzo ma non fino a quel punto, speravo.

Sogghignò nel momento in cui mi consegnò il file. Mi prese in giro sul fatto che potevo riguardarmelo tutte le volte che volevo. Ovviamente nel video io ero solo sullo sfondo, nel buio, se me lo fossi riguardato avrei rivisto mia figlia fare sesso con lui. Non lo riguardai mai. E nel caso non l’avrei mai ammesso, neanche scrivendolo qui.

Però non mi consegnò solo quel filmato. Me ne diede un altro.

“Qui c’è quello che è successo quel pomeriggio.” mi disse sibillino.

Io non sapevo nulla. Non avevo fatto domande. Ero tornato a casa con Camilla e tutti i pacchi dei suoi acquisti. Avevo osservato Francesca appena arrivato. Mi era sembrata normale. Poi anche lei era stata travolta dall’entusiasmo di nostra figlia che le voleva mostrare le scarpe e i vestiti che le avevamo regalato. Avevo osservato allora Raffaele. Mi era sembrato il solito. Aveva un sogghigno beffardo. Certo non sembrava deluso. Ma non potevo pensare che fosse successo qualcosa. Bleffa, pensai, vuol farmi credere di aver ottenuto quello che voleva per uscirne vincitore e invece sarà stato seccamente rimbalzato da mia moglie. Che magari poteva anche trovarlo carino ed esserne attizzata, ma non al punto di tradire sia me che mia figlia. Ero io il perverso di famiglia, non mia moglie, pensavo…

Quella sera feci sesso con Francesca. Ero attizzato dalla situazione e volevo anche trovare indizi. Lei mi sembrò normale. Possibile che una moglie sia come tutti i giorni dopo quello che potrebbe aver fatto? Mi convinsi che non aveva fatto nulla. Mi rassicurai e l’unico timore era che Raffaele, deluso dall’esito, volesse altro in cambio.

“No, grazie.” dissi restituendogli il pen-drive col filmato. “Non mi interessa un video in cui non succede niente.”

Lui rise, scosse la testa e si intascò la penna usb.

“Se cambi idea e vuoi vedere tua moglie scopata, chiamami.” disse alzando le spalle.

Rivalutai molto quel ragazzo. Sembrava poco sveglio, invece aveva una mente fine e perversa. E sapeva bleffare. Chissà forse aveva bleffato fin dall’inizio. Magari nel filmanto neanche mi si vedeva nel buio.


“Prova a immaginare, se dovessi tradirmi, con chi ti piacerebbe farlo?”

Quel tipo di fantasie mi era entrato in testa e stavo provando a trasmetterle a mia moglie Francesca. Ne parlavamo mentre facevamo sesso, le dicevo che mi sarebbe piaciuto vederla con un altro, vederla fare sesso con altri uomini. Lei dopo un po’ ammise che non era male l’idea che io la guardassi eccitato, e cominciò a dare i suoi contributi all’immaginare situazioni.

“Mmh… non so…” disse pensierosa portandosi un dito alla bocca. “Mi piacerebbe uno giovane…”

“Davvero? Perché?”

“Un giovane con un bel corpo tonico, muscoloso, asciutto… i giovani sono più belli…”

“Ma più inesperti.” provai a metterla in difficoltà per farle uscire i suoi veri desideri.

“Sì… inesperti ma vigorosi, instancabili… vogliono solo scopare… l’esperienza ce la metto io… e poi per certe cose non serve l’esperienza.”

“E come te lo immagini questo giovane?”

“Non saprei… intanto con un bel cazzo lungo…”

“Davvero? Ti interessa tanto che abbia il cazzo lungo?”

“Sarebbe meglio, dà più soddisfazione.”

“Ti farebbe godere di più?”

“Non è tanto quello, è l’idea che un bel giovane cazzuto desideri una come me, una milf, come dicono. Mi farebbe sentire desiderata. Potrebbe avere quelle che vuole con quel corpo e quel cazzo, potrebbe avere delle sue coetanee molto più belle di me e invece vuole me…”

“Perché sei un troia…”

“Sì, perché sono una troia.”

“E poi? Come lo vorresti?”

“Non so… muscoloso… magro… con tatuaggi… rasato…”

“Tatuaggi?” domandai curioso.

“Sì, mi danno l’idea che sia più trasgressivo…”

“E io? A me dove mi immagini? Che ti guardo mentre scopi con lui?”

“Uhm…” Francesca alzò gli occhi al cielo per riflettere. “No. Tu non ci sei. Ti sto tradendo. Non lo sai neanche. Sei fuori. Non immagini che io mi stia facendo fottere da un giovanotto… ti dispiace?”

Io ero eccitatissimo. Ancora più eccitato a sentire mia moglie così coinvolta nella fantasia. Il mio cazzo era durissimo. Mi piaceva tutto quello che aveva detto.

“Beh… direi di no.” commentò lei tastandomi il cazzo. “Ti piace l’idea di una moglie troia, eh?”

Quando disse così e mi toccò mi fece esplodere. Le inondai le mani di sborra e crollai sul letto.

Mentre mi riprendevo il mio cervello ricominciò a funzionare normalmente. I livelli ormonali tornarono normali e riuscii ad unire di nuovo i puntini. Le parole di mia moglie, tutto quello che aveva detto. Tutto combaciava. Sembrava la descrizione di Raffaele e del suo incontro tra loro. Possibile che lo avesse fatto veramente? Possibile che fosse veramente così troia come neanche immaginavo?


Dopo aver suonato il suo campanello mi precipitai nel suo appartamento. Ero nervoso e impaziente.

“Ciao.”

“Ciao, ce l’hai ancora quel filmato?” gli dissi a bruciapelo.

Lui sorrise e si mise a cercare in mezzo al casino della sua stanza. Mi incazzai. Aveva il video di lui che scopava con mia moglie, sempre che ce l’avesse veramente, e non sapeva neanche dove lo teneva? Roba che per sbaglio lo perdeva e finiva su internet e vedevano tutti mia moglie… Oddio mi stavo eccitando.

“Eccolo. Perché vuoi un video in cui non succede niente?” mi chiese sarcastico.

“Perché… non lo so… voglio togliermi tutti i dubbi. Sicuramente non è successo niente ma voglio esserne sicuro.”

“E se fosse successo, invece?”

“Cosa vuoi sapere?”

“Come la prenderesti?”

Ci guardammo negli occhi. Non era affatto stupido. Capiva tutto, per lo meno le emozioni.

“Ti eccita l’idea?” mi chiese.

Non risposi. Cercai di rimanere impassibile.

“Fammi vedere.” mi disse indicandomi.

“Cosa?”

“Fammi vedere se ti eccita.”

“E come?”

“Togliti i pantaloni. Spogliati.”

“Tu sei pazzo.”

Raffaele con un gesto repentino si avvicinò a me, inginocchiandosi e abbassandosi per slacciarmi i pantaloni. Io fui sorpreso e lo lasciai fare. Mi abbassò pantaloni e mutande. Il mio cazzo svettò fuori. Lui me lo guardò, ammirato.

“Co-cosa fai?” gli chiesi mentre lui apriva la bocca e mi ingoiava il cazzo.

Era bravo a fare i pompini. Bravissimo. Gli appoggiai una mano sulla testa. Cazzo come me lo succhiava e leccava.

“Mmh.” mugugnai estasiato.

Mi leccò l’asta, le palle, ci giocò con le dita. Poi si abbassò per leccarmi tra le palle e l’ano.

“Girati.” mi disse.

Io ero inebetito. La giornata aveva preso una svolta totalmente inaspettata. Quel ragazzo era una continua sorpresa. Non avrei mai pensato che avesse voglie bisex. E neanche io, a dire il vero, eppure mi stava piacendo. Mi girai.

Raffaele mi aprì le chiappe con le mani e tuffò la lingua sul mio buco. Io ansimai estasiato.

“La figlia… la madre… il padre… tua figlia… tua moglie… tu…” mi mormorò nell’orecchio mentre mi stava scopando con rapide e frequenti spinte del suo cazzo nel mio culo fino ad allora inviolato. “Ripetilo. Dimmelo.”

“Ehm… mia figlia… mia moglie… io…”

“Bravo… che bella famiglia… me la sono scopata tutta… inculata tutta…”

“No… non ci credo… Francesca non te la sei fatta… non è possibile…”

“Hai il video, vai a casa e guardatelo.” mi urlò nell’orecchio mentre si svuotava in me.


Nel mio studio. Abbassai la tapparella. Controllai che il volume fosse basso, anche se ero in casa da solo. Inserii la pen-drive nel computer. Si aprì una finestra. C’era un solo file, un video. Con la data di quel giorno.

Feci doppio clic.

C’era l’inquadratura della nostra cucina. C’era Francesca di spalle. Stava cucinando. Indossava degli shorts. Il suo culo era ben in vista. Mi sembrava più provocante del solito.

“Siamo da soli, oggi, allora.” sentii la voce di Raffaele.

Francesca si girò e sorrise. Con quel suo sorriso. Quello.

Stoppai il video.

Non ce la facevo.

Pensai di avere già la risposta. Non c’era bisogno di vederlo. Sapevo cosa era successo. Avevo capito.

Il mio dito indugiò sul mouse.

Che bisogno c’era di farlo ripartire? Ormai sapevo.

E a quel punto la paura si era ribaltata. La paura che il video mi smentisse.

Mi masturbai. Mi sborrai sulla pancia. E chiusi tutto.

Per quel giorno avevo resistito.

Ma il video era lì… per il prossimo momento di debolezza.

"La figlia… la madre… il padre… tua figlia… tua moglie… tu…" mi mormorò nell'orecchio mentre mi stava scopando con rapide e frequenti spinte del suo cazzo nel mio culo fino ad allora inviolato.

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