In silenzio copertina
Un racconto di Analcoholic

In silenzio

06 giugno 202411 minuti di lettura

“Mi spiace signora ma purtroppo una massaggiatrice si è ammalata e gli altri slot sono tutti prenotati e non possiamo quindi fornirle il servizio.”

Mi allontanai delusa dalla reception dell’hotel presso il quale alloggiavamo. Speravo di poter fare un massaggio rilassante, avevamo scelto quell’hotel anche per quel motivo, ma per sfortuna i miei piani non erano andati in porto. Andai verso gli ascensori, con una espressione contrariata sul viso e pensando a come avrei potuto trascorrere quel pomeriggio.

“Se vuole un massaggio io ci sono.” sentii una voce maschile al mio fianco mentre aspettavo che arrivasse al piano terra l’ascensore. Mi voltai e vidi un bel ragazzo sorridente.

“Mah… mi hanno appena detto che non c’è posto…” dissi io confusa.

“No, no. Non sono del personale dell’hotel. Sono un ospite, come lei. Mi è capitato di sentire la conversazione con la reception e poi ho visto la sua faccia delusa. Se vuole…”

Lo guardai stupita. Non ero sicura di aver capito bene. Perché mai quel ragazzo avrebbe dovuto offrirsi per un massaggio. Per guadagnare qualcosa? Oppure ci stava provando con me? Era giovane, bello, in forma. Come potevo interessargli io, che probabilmente avevo quindici anni più di lui?

“Ma… perché mai mi offriresti un massaggio? Vuoi essere pagato?”

“No, no.” disse mettendo le mani avanti. “Semplicemente mi piace farli e l’ho vista delusa. Ero qui che non sapevo cosa fare.”

“Ma io volevo un massaggio… come dire… professionale… non ho capito tu cosa avresti in mente.”

“Sì, sì. Certo. Professionale. Ecco io non sono un professionista, ma ho fatto un corso. Sono bravo. Magari non come un professionista ma… la mia ragazza dice che sono molto bravo. Glielo farei gratis, poi.”

“Gratis… e dove lo potremmo fare?”

“Beh, nella sua stanza?”

Lo guardai sospettosa. Non era chiaro quali fossero gli intenti del ragazzo. Sembrava esserci un secondo fine, ma poteva anche essere un semplice fraintendimento. Non capivo se era sprovveduto o molto furbo.

“Nella mia stanza c’è anche mio marito.” provai a dirgli per vedere la sua reazione.

“Ah.” sembrò spiazzato.

“Perché questa reazione? Tu non me la racconti giusta. Tu usi la scusa del massaggio per provarci con altre donne? Il fatto che ci sia mio marito ti disturba? Ti rovina i piani che ti eri fatto? Ma la tua ragazza sa che sei così bravo… anche in questo?”

“No, no. Davvero, io voglio solo farle un massaggio. Un massaggio normale. Va bene anche se c’è suo marito.”

Lo guardai di sottecchi. Poi increspai le labbra in un sorriso sardonico.

“Quindi non ci stavi provando come? Sono quasi delusa… mi ero quasi illusa che una donna come me potesse ancora fare colpo sui bei ragazzi.”

Capii di averlo messo in buca. Non sapeva più cosa dire.

“No, ma lei è molto bella. Fa ancora colpo.”

Piegai la testa e lo squadrai.

“Quindi? Volevi provarci con me o farmi un massaggio?”

“Volevo…” si bloccò pensando a quale fosse la riposta giusta. “Volevo farle un massaggio. Mi piace farli. E mi piace di più farli alle belle donne. Se non mi avesse colpito non mi sarei fatto avanti.”

“Ok. Grazie. Hai risposto bene.”

“Quindi?”

“Cosa?”

“Vuole il massaggio o no?”

“Va bene. Ma devi sembrare professionale. Mio marito deve pensare che sei un massaggiatore dell’hotel. Bisogna che ti procuri il necessario.”

“Vado a comprare un olio. Li vendono qui nell’hotel. E porto gli asciugamani dell’hotel.”

“Ok. Allora ti aspetto fra un quarto d’ora in camera. Mi raccomando. Mi fido di te.”

Mentre salivo in camera mi veniva da ridere. Ero orgogliosa di aver fatto colpo su un così bel ragazzo. Se non ci fosse stato mio marito avrei anche potuto pensare di lasciargli fare qualcosa in più di un massaggio.

Invece c’era mio marito. Quel gelosone. Stavo sperando che non si insospettisse troppo a sentire che il massaggio me l’avrebbero fatto in camera. Gli avrei raccontato una balla. Ma in fondo per lui era anche meglio, avrebbe potuto controllarmi.

Forse mi preoccupai troppo. Trovai mio marito seduto in balcone che leggeva. Quasi non mi ascoltò quando gli dissi che sarebbe venuto in stanza un ragazzo per farmi un massaggio. Non reagì, non diede peso alle mie parole. Quasi mi irritò. Avrei voluto dirgli che era un ragazzo a cui io avevo fatto colpo, mentre lui invece mi ignorava.

Quando sentii bussare andai ad aprire la porta felice che nell’ora successiva un bel ragazzo avrebbe posato le sue mani, grandi e forti come avevo notato, sul mio corpo seminudo.

Il ragazzo si era organizzato bene. Si presentò con un materassino preso dalla sua stanza da posizionare sul tavolo e tanti asciugamani. Lo aiutai a predisporre il tutto.

“E suo marito?” mi chiese sospettoso o forse speranzoso che non ci fosse.

“Sta leggendo il suo libro in balcone.” dissi alzando le spalle. Lui sembrò sollevato del fatto che almeno saremmo stati quasi da soli.

Io poi iniziai a spogliarmi e gli chiesi di girarsi. Mi piacque essere completamente nuda a un metro da un ragazzo girato di spalle. Pensai che mi sarei divertita se fosse rientrato in camera mio marito in quel momento. Mi stavano venendo fuori strani pensieri e il fatto che nei minuti successivi avrei avuto il corpo unto e massaggiato da due mani maschili non aiutava a placarli.

Mi posizionai sul materassino appoggiato sul tavolo, a pancia in giù e coprii il mio culo con un asciugamano.

“Sono pronta.” gli dissi e mi uscì un tono basso e quasi sensuale. Non ero eccitata, non ancora, ma solo un po’ divertita dalla situazione.

Il ragazzo non aveva mentito. Era bravo. Io ero esperta e mi facevo spesso massaggiare e constatai che in effetti si capiva che i suoi movimenti non erano casuali ma frutto di un conoscenze acquisite in un corso. Aveva ragione la sua ragazza, anche se forse i massaggi che faceva a lei erano un po’ diversi. A quel pensiero mi venne la voglia di ricevere anche io un massaggio un po’ diverso.

Indugiava sulla mia schiena e sulle mie gambe già da diversi minuti. Mio marito invece non dava segni di interesse e continuava a restare sul balcone, immerso nella lettura. Io invece volavo con la fantasia guidata da quelle due mani vigorose che spostavano la mia carne con movimenti decisi ma delicati. Mi stavo eccitando. E pensavo che il ragazzo mi aveva detto che gli piacevo. E lui piaceva a me.

Osai. Non so cosa mi spinse a farlo ma lo feci.

Presi con le mani l’asciugamano che mi copriva il culo e lo spostai sulla schiena, lasciando dunque in vista le mie chiappe. Il ragazzo si bloccò, colto di sorpresa. Io mi girai appoggiandomi su un gomito e lo guardai.

“Puoi massaggiarmi anche lì, se vuoi.” gli dissi con voce bassa e complice.

Lui istintivamente guardò verso la zona del balcone. Anche io lo feci, con un brivido di paura. Nessun segno di mio marito.

“Davvero?” chiese lui un po’ spiazzato.

“Sì.”

Le sue due grandi mani afferrarono i miei glutei e iniziarono ad impastarli. Io lasciai andare un gemito e mi rimisi giù. Era bello sentire quel tocco. Se ne percepiva la voglia che il mio culo nudo provocava nel ragazzo. Allargai un po’ le gambe, mettendo probabilmente in vista la zona tra il buco del culo e la fica. Ad ogni movimento delle mani lui si insinuava sempre più fra le mie gambe, però sembrava frenato. Non osava andare oltre e toccare le zone proibite. Si limitava ad osservarle.

Io allungai una mano in cerca di un contatto. Lo sentii. Lo toccai sulla patta dei suoi pantaloni della tuta. Era duro. Lo strinsi attraverso il tessuto. Lui emise un gemito e smise di toccarmi per un attimo. Io non tolsi la mano e lui riprese. A quel punto le sue dita toccarono il buco posteriore e poi si immersero nel umida morbidezza delle labbra vaginali.

Io infilai la mano nei suoi pantaloni, alla ricerca del contatto con la pelle bollente. Già lo avevo intuito attraverso la stoffa ma quando potei stringere direttamente il suo cazzo ne ebbi la conferma. Aveva un gran bel cazzo duro, lungo e anche un po’ largo. Chissà cosa diceva la sua ragazza di quello.

Mi tirai su. Gli abbassai i pantaloni e gli strinsi il cazzo rimirandolo. Lui con due dita iniziò a giocare col mio clitoride. Entrambi, continuamente, giravamo brevemente la testa per controllare che non ci fossero movimenti provenienti dal balcone. Per quella paura eravamo entrambi silenziosissimi. Stavo rischiando tantissimo ma quel rischio mi stava dando alla testa rendendo la situazione ancora più intrigante.

Io però ero anche troppo eccitata. Stavo sbrodolando. E non volevo fermarmi.

“Hai un preservativo?” gli sussurrai nell’orecchio.

“No.” mi rispose lui affranto.

“Neanche in camera?”

“Ehm… no. Posso andare a comprarli.”

“No… ci impiegheresti troppo… ho voglia adesso… e dobbiamo sbrigarci.” dissi facendo un cenno verso la zona del balcone dove c’era il mio marito ignaro e ormai cornuto.

“Quindi?” disse lui spiazzato e deluso.

Lo guardai negli occhi.

“Posso fidarmi di te?” gli chiesi.

Lui annui dopo qualche istante. Da come mi diede quella risposta capii che potevo ragionalmente fidarmi. Non era stata una risposta automatica dettata solo dalla voglia di scoparmi. Aveva riflettuto. Forse lui stesso si era chiesto se poteva fidarsi di una sconosciuta che per quello che aveva potuto constatare non era troppo restia a concedersi al primo che passava. Non sapeva che quella situazione era per me un inedito. Venivo da anni di fedeltà coniugale, così tanti che in effetti cominciavano a pesarmi visto che dal sesso con mio marito non ottenevo più molto piacere.

Mi girai rimettendomi a pancia in giù sul lettino ma lasciando le gambe giù. Poi afferrai il suo cazzo e me lo puntai contro i miei buchi. Ebbi una esitazione. Valutai i pro e i contro. Ragionai brevemente su quanto tempo fosse passato dal mio ultimo ciclo. E decisi di non rischiare. Puntai il suo cazzo contro il mio buco del culo. Lui spinse e io mi spinsi indietro. Poi gli presi una mano e me la misi a tapparmi la bocca perché non ero sicura di riuscire a non emettere delle grida di piacere. Era tanto tempo che un cazzo non mi entrava in culo, ma mi piaceva ancora come una volta.

Era bravo. Era bravo a massaggiarmi e aprirmi lo sfintere col suo cazzo. Chissà se la sua ragazza lo sapeva che era così bravo anche nell’arte della sodomia. Io intanto godevo e lo facevo non tanto per le stimolazioni anali ma più per il fatto che continuavo a girarmi verso la parte della stanza dove stava mio marito quasi in una perversa speranza che si degnasse di venire a vedere come stava sua moglie massaggiata dal ragazzo.

Nel giro di poco il ragazzo prese sempre più iniziativa fin quando arrivò a sollevarmi tenendomi da sotto le ginocchia. Lui era in piedi e mi teneva contro di lui. La mia schiena era appoggiata al suo petto e le mie gambe erano spalancate. Le sue mani mi sorreggevano da sotto le cosce e il suo cazzo mi sorreggeva stando piantato nel mio culo. Non ero mai stata in una posizione tanto oscena, con la fica così esposta e spalancata.

Gli feci un cenno con la testa e lui capì subito. Rimanendo in quella posizione fece qualche passo verso la zona del balcone. Ci fermammo al bordo del letto. Io vedevo la nuca di mio marito intento nella lettura. Ero a pochi metri da lui che mi facevo inculare da uno sconosciuto ed ero totalmente esposta alla vista. Lo stavo tradendo e stavo rischiando in maniera incredibile di venire scoperta. La situazione più pazzesca che potessi immaginare.

Evidentemente anche al ragazzo quella situazione mandava fuori di testa tanto che percepii il suo cazzo pulsare ed iniziare a riempirmi le viscere di sborra. Fu troppo anche per me. Ebbi un ultimo orgasmo che fu accompagnato da abbondanti spruzzi che andarono a sporcare il letto. Non avevo mai squirtato prima di allora.

Il ragazzo mi lasciò scendere e io quasi crollai quando dovetti di nuovo reggermi sulle mie gambe. Tornammo silenziosi verso il tavolo e lo aiutai a mettere via la roba. Poi lo salutai un po’ troppo in fretta per quello che era successo tra noi. Ma arrivata a quel punto non volevo più rischiare.

Mi era appena capitata la situazione più da film porno che avessi mai potuto immaginare e tutto quello che mi restava era ancora più voglia. Nonostante l’appagamento dovuto ad una serie di orgasmi ero ancora così eccitata che ne volevo ancora.

Mi presentai a mio marito sul balcone. Nuda. Lui mi guardò stupito.

“Il massaggio mi ha fatto venire voglia.” gli dissi con uno sguardo inequivocabile.

Rientrai in camera e lo aspettai sul letto. Lui non si accorse del copriletto bagnato dai miei schizzi precedenti. Si limitò a scoparmi. Non certo col vigore e la resistenza del ragazzo. Ma il fatto di avergli appena messo le corna era sufficiente per farmi godere ad ogni suo tocco.


“Signori, vi abbiamo fatto uno sconto per scusarci per il disguido.” disse la receptionist mentre pagavamo prima di andarcene.

“Che disguido?” chiese mio marito. Io sobbalzai e sogghignai nello stesso istante.

“Per la mancanza di disponibilità per il massaggio richiesto dalla signora.”

“No, ma…” iniziò a dire mio marito che non capiva.

“Tutto a posto, caro, poi ti spiego.” gli dissi mettendogli una mano sul braccio e sorridendo alla receptionist che non capì ma non insistette oltre.

Mentre uscivamo dall’hotel mi chiesi mentalmente che cosa avrei mai potuto spiegare a mio marito. E mi venne una idea un po’ folle: raccontargli la verità.

"Ero a pochi metri da lui che mi facevo inculare da uno sconosciuto ed ero totalmente esposta alla vista. Lo stavo tradendo e stavo rischiando in maniera incredibile di venire scoperta. La situazione più pazzesca che potessi immaginare."

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