"Ora glielo dico, ora glielo dico, ora lo dico a tutti…" Lei crolla. Le sue gambe non la reggono. Trema e gode.
Inopportuno
"Voglio il tuo cazzo, non la tua lingua. E neanche farti una sega coi piedi." — "Sii inopportuno. Più che puoi."
C'è un brivido tutto particolare nell'incontro con chi non si è mai visto prima: un nome appena sussurrato su un'app, uno sguardo rubato sul treno, un intruso inaspettato che diventa complice. Questi racconti esplorano il territorio elettrico dell'anonimato — dove l'assenza di storia lascia spazio solo al desiderio puro — e la soglia sottile tra lo sconosciuto e l'amante.
"Ora glielo dico, ora glielo dico, ora lo dico a tutti…" Lei crolla. Le sue gambe non la reggono. Trema e gode.
63 racconti e 7 ebook nella raccolta “Il fascino di chi non conosci ancora”.
"Voglio il tuo cazzo, non la tua lingua. E neanche farti una sega coi piedi." — "Sii inopportuno. Più che puoi."
Ha la mia sborra nel culo mentre parla dell'importanza del patrimonio culturale. E lo sa. E continua a parlare benissimo lo stesso.
"Quando fai la troia non capisci più nulla, vero?" "No, capisco tutto. Capisco quali sono le mie vere voglie."
Da come mi hai sborrato nel culo, credo di sì. — Troia. Tieni, inviale al tuo porco virtuale.
"Io lo sono stato, ma credo che lei ti abbia portato da me per farmi capire che io faccio parte del suo passato." — "Però ti stai rendendo conto che non è così. Ti eccita farti sentire da me, ti eccita farti vedere nuda da me, ti eccita farti vedere mentre scopi con lui da me."
"E se lo avessi già fatto?" Rimasi pietrificato. Non sembrava dirlo con tono scherzoso. Sembrava seria. Lo smarrimento che provai fu risolto dalla reazione del mio corpo.
«Sei una troia.» Me lo scriveva sempre e me lo stava dicendo a voce, quel porco. Ero eccitata da far schifo. L'alcool da una parte e l'essere in mezzo alla gente in una discoteca con la mano infilata nei pantaloni di un uomo appena incontrato.
"Se glieli succhi dopo ti do il culo…" mi promise sottovoce. "Troia…" imprecai sconfitto mentre mi sporsi verso il finestrino.
Un uomo di vent'anni più di me, di cui non sapevo neanche il nome, aveva appena infilato prima uno e poi due dita nel mio culo. E mi stava facendo godere in quel modo.
"Ero a pochi metri da lui che mi facevo inculare da uno sconosciuto ed ero totalmente esposta alla vista. Lo stavo tradendo e stavo rischiando in maniera incredibile di venire scoperta. La situazione più pazzesca che potessi immaginare."
Non avevano neanche iniziato a scopare, anzi l'unico contatto tra i loro sessi era stato tra il cazzo e la mano di lei, ma io invece già stavo sborrando. I miei schizzi finirono sulle gambe di lei, forse qualche goccia anche sulle chiappe. Ma lei li ignorò. Non si staccò da lui, neanche un istante.
"Mettiti sul letto. A pecora. Apriti le chiappe. Lasciami ungere un po' quel tuo bel buchetto. Così entrerò un po' più facilmente per sfondarti il culo."
"Ero totalmente nuda all'aria aperta di fronte ad un uomo di cui neanche mi ero fatta dire il nome e che mi stava leccando la fica fino a farmi godere."
Ero uscita con uno sconosciuto e un altro ancora più sconosciuto mi stava inculando senza che glielo avessi neanche chiesto, solo perché la mia figa era già occupata.
Il cazzo si era indurito a vedere quel momento di esibizionismo della mia ragazza, così naturale e apparentemente innocente, ma evidentemente ben voluto e pianificato.
"Mi stai… pisciando nel culo!?" Quasi urlò a metà fra domanda e affermazione gioiosa. Quando il suo cervello ebbe elaborato la situazione le scatenò nel suo corpo un orgasmo incontrollabile.
"Ho qualche dubbio che fosse amore quello che avevamo fatto. E non un osceno e perverso amplesso a tre. Però, effettivamente, lasciammo un po' di cuore in quella spiaggia magica e solitaria."
"Anche io mi vergogno…" le risposi e la potenza di quella confessione mancata unita al fatto pazzesco che un uomo mi stava inculando mentre ero al telefono con mia moglie che veniva probabilmente inculata a sua volta mi fecero sborrare senza che il mio cazzo fosse neanche sfiorato.
"Ora ci divertiamo un po' con quella cagnetta di tuo marito." — Dalla sua figa cadde una goccia che finì sulle mie labbra. Umori, sudore, sborra, tutto mischiato insieme. Mi passai la lingua sulle labbra e sentii il sapore della perversione.
Il primo uomo ad infilare un cazzo dentro di me dopo che mi fui sposata non fu mio marito. E il primo cazzo che presi da sposata lo presi nel culo.
"Chi è questa troia? Tua moglie?" mi chiese appena il finestrino fu aperto. "Sì." risposi io senza pensarci. Percepii un sussulto di Elena, come una risata trattenuta.
«Nel buio, con uno sconosciuto, presa di forza e nella maniera più animale. Raramente ho provato un piacere simile a quello che mi ha dato questa situazione così al limite.»
Sono in corridoio, nuda e con delle chiavi che mi escono dal culo. La porta si chiude. Ho un brivido. Sono più esposta di prima.
"Preferisco il suo cazzo perché non è il tuo. Perché se mi faccio scopare da lui oltre ad avere il suo bel cazzo dentro di me, io sto tradendo te, ti sto mettendo le corna con un ragazzo giovane e posso pensare che anche il tuo cazzo sia denigrato duro proprio perché lo sto facendo."
"Trovane un altro. Non dirmi chi. Portamelo a casa ed io sarò la sua puttana. La tua puttana. La puttana di entrambi."
Non so se era solo la situazione a rischio e l'eccitazione per un incontro imprevisto con una sconosciuta oppure non so se era Anna ad essere particolarmente brava ed esperta nel succhiare cazzi rispetto alla mia giovane fidanzatina, fatto sta che fu un pompino così bello e piacevole che effettivamente durai molto poco.
"Mentre tutta la gente a teatro raggiungeva il pathos emozionale guidato dalle armonie del compositore russo, io godevo e lui mi sborrava in culo. L'applauso che ne seguì lo sentii quasi come se fosse rivolto a noi due."
"Ti ho dato il culo, ma ora mi prendo il tuo." — Laura saltò giù dal letto ed andò a frugare nella sua valigia. Poi tornò trionfante verso di me sventolando con una mano un grosso dildo di gomma che ondeggiava leggermente denotando una buona rigidità.
"Mi potresti inculare? Insegnarmi, allenarmi e prepararmi per lui?" Nonostante avessi ormai intuito rimasi a bocca aperta a questa proposta. Non che fossi un appassionato del romanticismo ma una ragazza che me lo chiedeva in quel modo non mi era mai capitata.
"È da un'ora che mi tocco aspettando il tuo arrivo." mi disse ed io pensai all'ora che avevo passato chiuso in auto.
"No. Se lei se ne va ritornerò in me ed uscirò da questa situazione folle in cui mi ha cacciato mio marito. La mia parte razionale avrà le meglio. Se vuole fare qualcosa lo faccia ora. È la sua unica possibilità."
"Credo di averti scopato la mente più di quanto ti abbiano scopato il corpo tutti quegli uomini messi insieme."
Ogni tanto, istintivamente, si faceva il segno della croce, come a scacciare i demoni della lussuria che si stavano impadronendo di lui. Muoveva anche leggermente le labbra, come se stesse salmodiando o pregando tra sé e sé.
"Ora glielo dico, ora glielo dico, ora lo dico a tutti…" Lei crolla. Le sue gambe non la reggono. Trema e gode.
"Sei una gran troia, ma da sola non ci riesci con tutti questi cazzi…" — e la soluzione era lì, inginocchiata accanto a lei, sotto forma di marito.
"Lo senti che è stata appena fottuta da uno sconosciuto in un parcheggio sull'autostrada di fronte ad altri sconosciuti che si segavano la tua bella mogliettina raffinata che si comportava come una troia da strada?"
"Dai. Diglielo e poi lo facciamo." — Lei, nuda e coi tacchi, si alza. Si avvicina a lui. Si mette una mano tra le gambe per toccarsi e placare un minimo la voglia che la sta possedendo.
"La mia preferita rimane quella di impegno, con le labbra morsicate tra i denti, mentre stava sopra di me col mio cazzo in figa e cercava di accogliere quello dell'uomo nel suo altro orifizio."
"La mia fantasia… la mia fantasia…" mormorava. Quella di essere guardata da tanti uomini mentre faceva sesso con me. Adesso che stava succedendo mi ricordavo che una volta me l'aveva accennata.
Leccarlo lì, sentire il suo anello muscoloso che ogni tanto si rilassava e percepire la morbidezza della carne, percepire nonostante l'igiene sempre perfetta il suo odore maschile mi faceva andare fuori di testa.
"Me… mettimelo… nel… culo." — "Cazzo…" mormorai io. Non se lo aspettava nessuno dei due, eppure era esattamente quello che stava succedendo.
"Cosa c'è di più intimo di tutti quegli orgasmi che ho provato mentre eri dentro di me e tutti quegli uomini mi facevano il culo?"
"Sei una troia…" mi dice spingendo la punta del cazzo nel mio ano. "Sì, sono una gran puttana. La tua puttana."
"Mai avevo fotografato la figa di mia moglie da così vicino mentre era penetrata e soprattutto mai il cazzo che compariva nelle foto non era stato il mio. Mai riuscii a cogliere così bene la sua espressione durante l'orgasmo dato che ero sempre stato impegnato a procurarglielo io l'orgasmo."
"È un dolore piacevole, che bramo. È una sensazione che… mi eccita." — il marito, descrivendo il piacere masochista di sentirsi umiliato dall'amante di sua moglie.
"Ora apri la porta e lasciala socchiusa." [...] "Fra pochi minuti entrerà in casa un uomo… Tu non lo vedrai. Non lo saprai. Tu devi solo lasciargli fare quello che vuole."
Farmi sodomizzare da Luisa mentre succhiavo un cazzo lo trovavo così umiliante che diventava sublime.
"Mi lasci scopare mio marito attraverso di lei." — Il mio cazzo dentro al culo del marito si indurì ulteriormente mentre lasciavo cadere il mio peso su di lui e spalancavo le gambe.
"Please… please, fuck me. Fuck me in the ass…" A sentire quelle parole, quell'invito ad incularla, impazzii.
"Ora rilassati, non opporti, lascialo entrare…" mi consigliò lei nel momento in cui sentii che ciò che premeva sul mio sfintere non erano più le dita ma qualcos'altro.
Quando capii che lui era entrato completamente dentro di me ebbi un orgasmo, godendo mentre ero dentro di lei con il cazzo nella figa e con la lingua nella bocca.
Le slacciai il sandalo, denudandole del tutto il piede, per leccarla bene ovunque, anche le dita e la pianta. Poi pian piano risalii la gamba.
"Questo Corinna non può fartelo." le dissi e cominciai a spingere. Non sentii opporre resistenza e il mio cazzo scivolò agilmente nelle sue viscere. Lei emise un sospiro di godimento. "Piano, che sei grosso."
Subire un rapporto dalla parte di colui che veniva penetrato era stato molto piacevole. E questo aumentava la confusione che avevo in testa.
"Sono nuda. Ho indosso soltanto le scarpe col tacco. Sono alla finestra. Sto guardando il Canal Grande. Qualcuno potrebbe vedermi. Con la mano libera mi sto toccando. Quando arrivi?"
"Ho scoperto che sodomizzare un uomo non è poi tanto diverso dal farlo ad una donna, con alcuni lati positivi che compensano quelli negativi, che sono soprattutto visivi."
"Scopa la tua troietta." mi disse con la voce roca, allargando le gambe e aprendosi con le dita la vulva.
Mi inginocchiai sul letto col volto immerso nel cuscino e il culo per aria. Con le mani mi aprii i glutei. Lei si alzò, dal tubetto del lubrificante ne fece uscire un po' e lo spalmò per bene su tutta la lunghezza del dildo che teneva legato in vita.
"rido perchè la corda attorno alla pancia te l'ho slegata subito, ma tu sei rimasto col culo proteso verso l'esterno, smanioso di ricevere nelle viscere il mio vibratore. Avresti dovuto vederti, sembravi una puttanella in calore."
"Ma se mentre tu dormivi io l'avessi fatto veramente, magari con il nostro vicino, che non era niente male, cosa diresti?" gli dissi mentre me la stava leccando, sul nostro letto.
"Mi accorsi di avere un cazzo piantato nel culo e quasi non mi ero accorta di quando era entrato. E in più mi stava piacendo, mi stava piacendo da matti."
È uno spettacolo vedere il corpo muscoloso del mio ragazzo venire penetrato da un altro corpo virile, vedere i muscoli che guizzano, si contraggono, vedere la voglia animale con cui uno possiede e l'altro si lascia possedere.
"Mi pone sotto di me, io inarco la schiena, lei mi prende in mano il pene e lo guida verso l'imboccatura. Si indurisce e subito non riesco, nonostante l'urgenza."
Mani appoggiate al muro. Gambe dritte in bilico sui tacchi. Corpo piegato ad angolo retto. Così mi ha preso, col suo cazzone. L'ho sfilato e l'ho portato più in su, verso l'altro buco. "Ecco, proprio così"
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
Quando capii che lui era entrato completamente dentro di me ebbi un orgasmo, godendo mentre ero dentro di lei con il cazzo nella figa e con la lingua nella bocca.
— Da 'In privato'"Ero totalmente nuda all'aria aperta di fronte ad un uomo di cui neanche mi ero fatta dire il nome e che mi stava leccando la fica fino a farmi godere."
— Da 'Mare calmo (1a parte)'"Mi potresti inculare? Insegnarmi, allenarmi e prepararmi per lui?" Nonostante avessi ormai intuito rimasi a bocca aperta a questa proposta. Non che fossi un appassionato del romanticismo ma una ragazza che me lo chiedeva in quel modo non mi era mai capitata.
— Da 'Preparazione'Ha la mia sborra nel culo mentre parla dell'importanza del patrimonio culturale. E lo sa. E continua a parlare benissimo lo stesso.
— Da 'Una bella scoperta'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
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