Era una diga che doveva solo tracimare per diventare inarrestabile.
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Mi perdevo come lei cercava di aprirsi al massimo le natiche, per rendere più agevole la penetrazione anale.

Un viaggio sensuale tra pagine di velluto e inchiostro scarlatto. Lasciati avvolgere dalle storie che vibrano nel silenzio.
Era una diga che doveva solo tracimare per diventare inarrestabile.
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Mi perdevo come lei cercava di aprirsi al massimo le natiche, per rendere più agevole la penetrazione anale.
"Appena finì si girò verso di me e mi sorrise. Mai avevo visto prima un sorriso così tremendamente eccitante."
"Appena abbandonato il tavolo, dirigendomi in bagno con i loro sguardi piantati sul mio fondoschiena, mi ero chiesta se non poteva scapparci un ulteriore salto in studio dopo cena. Quel pensiero mi aveva fatto sentire estremamente troia, ma non riuscivo a scacciarlo."
"Un grosso cazzo, rivestito da un profilattico, stava entrando nel mio culo. Fu insolito e fantastico. Non percepii dolore."
"Nice italian girls." sussurrò jeffrey quando ci inginocchiammo entrambe per contenderci il suo membro che avevamo intuito essere, già dal rigonfiamento del costume, di imponenti dimensioni.
"Le vostre mogli credete sempre che siano delle sante, le mogli degli altri delle puttane…" — "sta zitta! e girati. Non crederai che mi basti un pompino."
La scena mi sconvolse e mi eccitò allo stesso tempo. [...] Mi coinvolgeva più di tutti i film d'amore che avevo visto. Si coglieva come stessero godendo non solo un piacere fisico.
"Posso? Qui?" le sussurro all'orecchio premendo il glande sul suo ano. "Devi." mi risponde lussuriosa e spinge il culo all'indietro aprendosi con estrema facilità.
"Hai capito bene, sono pronta per farmi inculare! È il tuo sogno proibito, no? Me lo chiedevi sempre. Ora mi sento pronta."
"C'è un solo buco, tesoro, non puoi sbagliare. Con una donna, però, scegli sempre l'altro, almeno all'inizio."
"Il culo mi doleva ma era proprio facendomi penetrare nuovamente che il dolore si attenuava almeno temporaneamente. Ero stato preso. Ero stato usato. Mai mi ero sentito così."
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
'Gli ho chiesto se era libero. Se voleva scoparmi.' — Il mio cazzo, che già aveva capito, si ingrossò ulteriormente dentro di lei.
— Da 'Stuzzicando'"Mi ha chiesto come ce l'avevi. Visto che lo voleva sapere gli ho detto che eri molto dotato. Poi mi ha fatto una raffica di domande alle quali ho dovuto rispondere sempre di sì. Se mi inculavi, se te lo succhiavo, se ingoiavo, eccetera. A quel punto ho visto che mio marito era eccitato."
— Da 'Corso di aggiornamento'"Perchè c'è scritto che è lubrificato, ed è meglio che lo sia per quello che ti voglio fare."
— Da 'Sotto il vestito niente'Prima di uscire aveva intinto il suo dito nella mia figa ancora aperta, poi aveva spalmato la sua sborra sulle mie labbra, rendendole lucide. 'Ora va. E vai a baciare tuo marito.' mi aveva detto ridendo.
— Da 'La sposa in bianco'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
critica condivisibile e che coglie nel segno, ma come dici tu giustamente sono racconti e sono fantasie. li scrivo per dare vita a dei sogni erotici o per rivivere in modo ideale vicende reali. non avrei interesse a descrivere vicende imperfette come la vita reale. forse è un mio limite. potrebbe essere una sfida interessante ma non ho ambizioni letterarie. i miei racconti sono dei divertissement. li scrivo se li trovo eccitanti. sulla trasgressione dalla regolarità del rapporto confermo che è una delle chiavi che accendono la mia fantasia. riguardo al detto-non-detto quello che intendo è che non sono racconti prolissi con descrizione dettagliata di ogni amplesso ed ogni pensiero dei protagonisti. ci sono salti di scena, ci sono cose lasciate intuire. alla fine è l’unico modo in cui riesco a scrivere, magari non riesco nel mio intento di lasciare spazio anche alla fantasia del lettore. il mio obiettivo sarebbe quello di scrivere racconti che siano come delle belle scene erotiche, con belle inquadrature e con bella fotografia, in cui l’aspetto psicologico dei protagonisti è messo in risalto quanto la loro bellezza. forse non ci riesco ed i miei racconti sono solo come dei film porno, tagliati nelle parti noiose. se mi capita provo a scrivere qualcosa di meno “patinato”, ma non garantisco.
Cerco di placare la vostra invidia condividendo con voi quello che posso condividere di lei (tranquilla, Elena, non condividerò nulla più di quello che mi dirai che posso condividere). Forse un suo commento arriverà.
Bello! Bucolico… molto Tinto Brassiano direi… il Delta del grande Fiume (me lo immagino il Pò, nei dintorni di Comacchio per esempio). Per la parte della Luisa personalmente ho immaginato la Serena Grandi nazional popolare. Per la Martina invece non ho riferimenti da citare… le giovani van bene sempre tutte.. 🙂 Bello, emozionante… forse ci sarebbe stato bene anche un bel finale argodolce.. col protagonista che se ne tornava da solo a mani vuote, con solo un bagaglio di ricordi (inconfessabili). Grazie (e bentornato)
oh ecco, spunti dal vissuto. allora, perchè non lo racconti come è stato veramente? dici che la fantasia deve partorire episodi perfetti, nella realizzazione dell’erotismo. ma questo alla fine li rende molto simili tra loro. non so, magari più aderente alla realtà lo renderebbe più emozionante, perchè tuo. la perfezione non ci appartiene, la non soluzione si. impazzire, sragionare…proprio vero, il desiderio ci porta “fuori” da noi stessi. ne ho scritti anche io di post su questo. ma come scrivo io.
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