Poi si alzarono entrambe e si baciarono fra loro, scambiandosi il mio sperma.
Perché lo conosci
"Perché lo conosci." Mi fermo di colpo. La guardo. Il cervello va in tutte le direzioni. E il cazzo è durissimo, naturalmente.
Le pareti domestiche custodiscono i segreti più ardenti: il desiderio che nasce dalla convivenza quotidiana, i muri sottili tra un appartamento e l'altro, le serate in cui l'intimità si accende senza preavviso. Che sia la camera da letto coniugale, un terrazzo d'estate o un appartamento condiviso con estranei diventati troppo familiari, lo spazio privato si trasforma in teatro di tensioni e cedimenti inaspettati.
Poi si alzarono entrambe e si baciarono fra loro, scambiandosi il mio sperma.
45 racconti e 2 ebook nella raccolta “Tra le mura di casa”.
"Perché lo conosci." Mi fermo di colpo. La guardo. Il cervello va in tutte le direzioni. E il cazzo è durissimo, naturalmente.
Vengo così, seduto sulla sedia dello studio, con il telefono di mia moglie in mano, leggendo quello che ha scritto alle sue amiche su un altro uomo.
"Sei il mio cornuto." mi risponde dopo diversi istanti di silenzio. La consapevolezza che forse non stia mentendo mi svuota lo stomaco, mi fa tremare le gambe, mi spegne il cervello e mi genera un orgasmo improvviso, con lunghi schizzi abbondanti che finiscono di sotto superando la ringhiera del balcone.
Mi sentii troia e molto stronza nel fare quel gesto, ma se l'era meritato. Mi aveva usato per il suo piacere perverso, anche se io inizialmente non volevo. Nel momento in cui mi ero messa a farlo lo volevo, anche forse più di lui, ma questo non glielo avrei detto.
"La figlia… la madre… il padre… tua figlia… tua moglie… tu…" mi mormorò nell'orecchio mentre mi stava scopando con rapide e frequenti spinte del suo cazzo nel mio culo fino ad allora inviolato.
"Capiranno quanto è troia tua moglie…" A quelle parole cominciai a sborrare in modo incontrollato, sporcando bagno e anche i miei vestiti con qualche schizzo.
"Penso a questo. A masturbarmi per qualcuno. Al fatto che ci sia qualcuno che mi sente o che mi vede mentre mi masturbo. Al fatto di masturbarmi in pubblico."
Era una situazione strana, al buio in un salotto non mio a masturbarmi ascoltando mia moglie che di là dal muro si faceva inculare dal vicino. Mi venne anche da ridere pensando a come avrei potuto giustificare la cosa se per caso la moglie di lui fosse improvvisamente tornata a casa.
"E quindi?" "Quindi continua. Dimmi che non sei un bravo ragazzo. Mi eccita. E non smettere di incularmi."
Era il vedere il suo culo così perfetto che veniva violato in modo così animalesco che rendeva insostenibile resistere a lungo nel segarsi senza sborrare.
"Sono un po' troia?" sussurrò con tono innocente dimenando il culo. "Sì." risposi accompagnando la risposta con una sonora sculacciata.
"Non lo saprà nessuno." disse lei mentre mi veniva incontro. "No, aspetta." misi le mani avanti per fermarla. Ma non era lei contro cui dovevo lottare. Era contro il mio istinto maschile, contro il mio cazzo che già spingeva per farsi largo nei miei pantaloni.
Non posso dire che mi piaccia in assoluto quello che sto facendo, ma mi piace la situazione per cui lo sto facendo. Un pompino all'amante di mia moglie mentre lei si sta finendo di preparare per uscire con lui e per farsi scopare da lui tutta la sera. Mi sento un cornuto e un sottomesso. Il mio cazzo è durissimo, quasi più di quello che sto leccando.
"Bravo, amore, riprenditi quello che è tuo." — Le lenzuola portavano già i segni di qualcuno, e lui la leccò prima ancora di capire cosa stesse gustando.
Non ero nella posizione per farlo. Non mentre stavo leccando via la sua sborra dalla figa di mia moglie.
"Dai. Diglielo e poi lo facciamo." — Lei, nuda e coi tacchi, si alza. Si avvicina a lui. Si mette una mano tra le gambe per toccarsi e placare un minimo la voglia che la sta possedendo.
"Non vedo l'ora di farmi scopare con te a fianco e non più dietro una telecamera. Non vedo l'ora che mi baci mentre lui mi scopa, che mi tocchi, che mi lecchi. Non vedo l'ora di farmi scopare da entrambi."
"Allora? Dimmi cosa succederà. Riuscirai a togliermi tu le voglie che ho o devo continuare a rivolgermi al mio collega?" lei lo provocò mentre lui da dietro la penetrava analmente. "Stai zitta, troia." rispose lui che cercava di non pensare.
"Voglio che mi infili quel cazzo finto nel culo. Di fronte alle tue amiche. Perché stasera è la vostra festa e potete abusare di me come volete."
"Sodomizzato da una donna. Ti fa impazzire e te ne vergogni. Il tuo ego di maschio si sente minacciato ma non te ne frega niente perché in questo momento vuoi solo sentirti posseduto da quella cosa che entra ed esce dal tuo culo."
"Non voglio essere il tuo amante." — "Amante. Che parolona. Sei uno con cui scopo. Uno dei tanti." — "Voglio mettermi insieme a te." — "Non ci si mette insieme ad una zoccola, cioè non consapevolmente." — "Invece io voglio farlo proprio consapevolmente."
"Avevo oltrepassato un limite. Avevo fatto una cosa che non dovevo fare e mi era piaciuta tantissimo. Mi sentivo in colpa. Mi sentivo una cattiva persona." — e poi aveva cominciato a masturbarsi per scacciare il senso di colpa.
"Sei una troia…" mi dice spingendo la punta del cazzo nel mio ano. "Sì, sono una gran puttana. La tua puttana."
"Dai, lo sento quanto sei eccitato. Lo sento quanto il tuo orgoglio di maschio vuole riprendersi con forza la sua donna. Fallo, dai! Prendimi. Fammi tua."
"Fermati. Se te ne vai mi lasci qui a pensare a quello che sto facendo e sono sicura che ad un certo punto la brava ragazza che è in me mi farà andare via."
"Ho i vostri due cazzi dentro… Oddio che bello!" — e lei cominciò a godere e non smise per un sacco di tempo.
"Non ho fatto la brava, stasera…" — A quelle parole il mio cazzo si indurì ulteriormente.
"L'ho messo di qua, venga." — "Gliel'ho anche lavato…" — "Eh, ma sa… mi ero incuriosita e… ho voluto provarlo… spero non se ne abbia a male…" — "Certo che ne ho a male… poteva aspettarmi per provarlo…"
"Ringrazia tua moglie… che mi ha chiesto di prepararla, di allenarla. Ho una discreta collezione di oggettini adatti, sai?"
"L'essere visto in quella situazione umiliante per un eterosessuale mi provocò un orgasmo improvviso. Schizzai diverse volte imbrattando il mio petto con la mia stessa sborra. Intanto, senza che quasi me ne accorgessi, Jason era penetrato in me."
"La osservai uscire, sculettando sui tacchi e con un vestito cortissimo. [...] la aspettai a letto quella sera, masturbandomi al pensiero di quello che lei stava facendo con uno dei suoi amanti occasionali."
"Scopa la tua troietta." mi disse con la voce roca, allargando le gambe e aprendosi con le dita la vulva.
Non sapeva che in realtà i ragazzi erano tre, tutti belli e aitanti. E che noi due dopo aver dato loro spettacolo con un rapporto lesbico in cui io dominavo la padrona, ci eravamo fatte scopare in tutti i buchi.
"Sentivo di avergli fatto un torto che non era tanto il tradimento, ma bensì il fatto che avevo concesso a questo amante sconosciuto una cosa che non avrei potuto più concedere al mio fidanzato."
"Ma se fai finta che io sia un ragazzo e mi scopi come scoperesti un ragazzo?" gli chiesi girandomi contro la parete della doccia, mostrandogli e offrendogli le terga.
Ero in piedi nudo, al telefono con mia moglie, e mentre parlavo guardavo il corpo nudo della babysitter, steso sul letto, sudato e spossato. [...] venni quando la ragazza, accortasi della cosa, si inginocchiò sul letto ponendo il viso subito sotto di me, a portata degli schizzi.
In topless, con indosso soltanto le pantacalze che ora mettono in evidenza anche il tuo culetto sodo, ti incammini elegante verso la camera da letto.
Infine affonda la lingua nel mio sesso, mai così aperto e bagnato. Con le mani sulla nuca le dò il ritmo, come di solito faccio con il mio ragazzo.
"Dopo essermi messa a pecorina e avergli chiesto di stimolarmi per bene e di spalmarmi tanto lubrificante, si apprestò a penetrarmi, ma l'eccitazione per lui era talmente alta che venne subito, dopo essere entrato solo con la punta."
Quando l'hai indossato non ti eri ancora messa le mutande. E non lo hai fatto neanche dopo.
"Ce l'hai del lubrificante? so che tu non glielo concedi tanto spesso, ma, se non ti dispiace, vorrei tanto donare al tuo maritino il mio culo." — "certo. No che non mi dispiace." dico mentendo.
"Dai, fammi essere la tua puttanella." queste furono le uniche parole che mi disse. Dopo averle sentite mi mandai mentalmente a fanculo e cominciai a scoparla con tutte le mie forze.
Senza che lo stessi toccando in quel momento il mio cazzo cominciò a sputare fuori schizzi di sborra. Una venuta molto abbondante.
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
"Dopo essermi messa a pecorina e avergli chiesto di stimolarmi per bene e di spalmarmi tanto lubrificante, si apprestò a penetrarmi, ma l'eccitazione per lui era talmente alta che venne subito, dopo essere entrato solo con la punta."
— Da 'La vicina'"Sei il mio cornuto." mi risponde dopo diversi istanti di silenzio. La consapevolezza che forse non stia mentendo mi svuota lo stomaco, mi fa tremare le gambe, mi spegne il cervello e mi genera un orgasmo improvviso, con lunghi schizzi abbondanti che finiscono di sotto superando la ringhiera del balcone.
— Da 'Ancora'"Sei una troia…" mi dice spingendo la punta del cazzo nel mio ano. "Sì, sono una gran puttana. La tua puttana."
— Da 'Sbattuta'"Ce l'hai del lubrificante? so che tu non glielo concedi tanto spesso, ma, se non ti dispiace, vorrei tanto donare al tuo maritino il mio culo." — "certo. No che non mi dispiace." dico mentendo.
— Da '…il terzo gode'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
Bello!! Secondo me ci starebbe anche un seguito😁 Buon Natale a tutti!!
Splendido racconto, assolutamente realistico, segno che anche nella normale vita di tutti si possono nascondere bellissime esperienze di sesso, senza inutili iperboli nei racconti
Anch’io adoro il toro che a fine settimana, si sistema a casa, dove io cucino per tutti, e lui allarga il culetto alla mia compagna, per tutto il wekend..Adoro baciarla dopo che si ha bevuto la sborrata
Aspettiamo la seconda parte, quella in cui sei tu a contattare Alex…
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