"Un grosso cazzo, rivestito da un profilattico, stava entrando nel mio culo. Fu insolito e fantastico. Non percepii dolore."
Punti di vista
"E allora me li prendo tutti e tre io." Silenzio totale. Il gabbiano passò di nuovo. O era un terzo gabbiano.
Chilometri, schermi, silenzi tra un messaggio e l'altro: la lontananza non spegne il desiderio, lo trasforma. Qui il sesso si insinua tra le parole di una chat, in una telefonata notturna, in un vocale mandato col fiato corto. Racconti in cui l'assenza diventa la forma più acuta della vicinanza, e la tecnologia è il filo invisibile che tiene insieme i corpi.
"Un grosso cazzo, rivestito da un profilattico, stava entrando nel mio culo. Fu insolito e fantastico. Non percepii dolore."
85 racconti e 8 ebook nella raccolta “Il desiderio viaggia a distanza”.
"E allora me li prendo tutti e tre io." Silenzio totale. Il gabbiano passò di nuovo. O era un terzo gabbiano.
Senza avvisarmi, senza dire niente, allungò la mano, la infilò nei miei boxer e li fece scivolare alle caviglie, mi afferrò il cazzo e lo tenne stretto. Poi iniziò a camminare verso la porta finestra trascinandomi per il cazzo come se stesse portando a spasso qualcosa. Sentii il sangue arrivare all'inguine in modo quasi violento. Diventai duro in dieci secondi.
Vengo così, seduto sulla sedia dello studio, con il telefono di mia moglie in mano, leggendo quello che ha scritto alle sue amiche su un altro uomo.
"Sei in riunione così? Voglio saperlo anche io. Voglio immaginarti. Ti immaginerò così anche se non me lo dici. Però dimmelo. A lui puoi anche non dirlo."
"Benedirmi con la sua sborra santa." Lo dissi veramente? Forse sì, non ero più molto presente a me stessa.
"Spero che tu non mi fermi anche mentre scarto questo pacco…" mi chiese mentre mi slacciava la cintura e i pantaloni.
Da come mi hai sborrato nel culo, credo di sì. — Troia. Tieni, inviale al tuo porco virtuale.
Vedevo la faccia di Valentina schiacciata sul vetro mentre io da dietro spingevo dentro al suo culo. Vedevo il suo culo aperto che accoglieva voglioso il mio cazzo come raramente mi era capitato prima con una donna.
Mi sentii scopata dal suo sguardo. Ero super eccitata. Aspettai il suo ritorno, il suo passaggio sotto al nostro terrazzino, il suo indugiare il suo sguardo, da sotto, verso la mia figa ormai bagnata in modo forse palese e il mio ano pulsante fra le chiappe.
Gliel'ho detto a Henry, una volta, di una fantasia che ho avuto. Il suo sito web come fosse un teatro. I lettori che affollano la platea e i palchi. Io e lui sul palco. Lui che mi espone davanti a tutti… Sono carponi. Henry è dietro di me. Mi prende. Mi incula col suo cazzo largo. Gli spettatori applaudono il mio orgasmo.
«Sei una troia.» Me lo scriveva sempre e me lo stava dicendo a voce, quel porco. Ero eccitata da far schifo. L'alcool da una parte e l'essere in mezzo alla gente in una discoteca con la mano infilata nei pantaloni di un uomo appena incontrato.
"Cioè io sono qua con due donne e quello che sta per essere scopato sono io…" — "Che male c'è?" — "Nessuno… anzi mi sembra una cosa ancora più da porco."
"Non le basta che lo faccia io. Le faccio solo venir voglia di farlo con quello con cui le piace di più, per una questione di amore e odio. Mi ama e lo odia. A quanto pare la sodomia la preferisce condita da un po' di odio."
"Perché io voglio che tu acconsenta al fatto che la tua ragazza vada a fare sesso con una sua amica e il suo ragazzo, così, senza sapere il resto. Altrimenti è troppo facile."
Più sono troia padrona e più voglio fare la troia schiava. […] Guardavo il telefono ma vedevo te. Cazzone duro in mano ad incitare mio marito a non avere pietà del mio culo. Porco.
Lei me lo ha detto che le sarebbe piaciuto avere il mio cazzo vicino a quello di suo marito, per poterci succhiare entrambi. Ma non potevo fare una cosa del genere. Sarebbe stato troppo. Col cazzo duro che protestava. Fosse stato solo per lui sarebbe entrato.
"Capiranno quanto è troia tua moglie…" A quelle parole cominciai a sborrare in modo incontrollato, sporcando bagno e anche i miei vestiti con qualche schizzo.
"Adesso ho solo il dito in culo. Con l'altra ho dovuto prendere in mano questo cazzo di telefono con cui tu mi stai scopando la mente. La mia fica è all'aria, bella esposta, bagnata e aperta."
Non mi basta avere Martina tutta per me. Voglio che sia una gran maiala e quindi voglio che sia anche tua, Vittorio. La sua figa è mia per quest'anno. A te lascio il culo.
"Nella mia mente malata pensai all'autostrada a quattro corsie. Al casello che si apre col telepass. Prima di me era passato un camion."
Lui ne approfittò per toccarmi la fica, il culo e tutto quello che c'era da quelle parti. Bastò essere sfiorata per cominciare a godere, a causa della situazione, del relax, dell'aver già fatto un massaggio durante l'ora precedente.
"Ti aspetto lì in attesa del tuo grosso cazzone. Se invece di grosso hai solo il cazzo e non hai le palle, addio, vorrà dire che dovrò scopare in giro fin quando trovo un superdotato che mi tolga certe voglie."
Nel leggere tutta quella conversazione io avevo continuato a colare sborra da un cazzo diventato insensibile, guidato da un cervello che aveva scoperto di trovare quella situazione, quella scoperta di corna subite, come la situazione più tremendamente erotica della nostra coppia.
"Mettiti sul letto. A pecora. Apriti le chiappe. Lasciami ungere un po' quel tuo bel buchetto. Così entrerò un po' più facilmente per sfondarti il culo."
Ero uscita con uno sconosciuto e un altro ancora più sconosciuto mi stava inculando senza che glielo avessi neanche chiesto, solo perché la mia figa era già occupata.
"Mi stai… pisciando nel culo!?" Quasi urlò a metà fra domanda e affermazione gioiosa. Quando il suo cervello ebbe elaborato la situazione le scatenò nel suo corpo un orgasmo incontrollabile.
"Non avevo mai visto godere in quel modo mia moglie. Con me era diversa, non poteva che esserlo anche solo perché mai con me era stata in compagnia di due uomini. E poi si notava come agisse in maniera libera, senza nessun condizionamento, lasciando sfogare completamente la troia che era in lei."
"Vuoi sapere come ce l'ha Olivier. Vuoi sapere se ce l'ha più lungo o più grosso. Vuoi sapere se tua moglie ha assaggiato un cazzo migliore del tuo. Dimmi che non è vero."
"La mia ragazza da sotto, con le gambe aperte, che si sedeva, penetrandosi, su quell'oggetto metallico... poi osò ancora di più e vidi allargarsi il suo ano per far posto a quel fallo improvvisato."
"Non ti stavo chiedendo il permesso. Avevo già deciso. Sono troppo eccitata. Ci vediamo domani. Ti amo."
"Ora ci divertiamo un po' con quella cagnetta di tuo marito." — Dalla sua figa cadde una goccia che finì sulle mie labbra. Umori, sudore, sborra, tutto mischiato insieme. Mi passai la lingua sulle labbra e sentii il sapore della perversione.
Il mio pollice scivolò dentro al suo ano, mentre indice e medio si insinuarono fra le labbra della figa. Quella minima doppia penetrazione mi fece pensare che forse una vera e propria lei l'aveva subita quella notte e su quel pensiero le sborrai in bocca.
Il primo uomo ad infilare un cazzo dentro di me dopo che mi fui sposata non fu mio marito. E il primo cazzo che presi da sposata lo presi nel culo.
«Ma lui non ce l'ha così grosso.» ribatté lei con convinzione, e in quel momento sentii che i suoi muscoli si rilassavano. Finalmente era entrata nella fantasia e io non ero più suo marito.
"Ti perdi la trasgressione mentale dell'avere, da etero, un rapporto omosex. Ti farebbe esplodere la mente, insieme al farti provare sensazioni fisiche nuove e molto piacevoli." — E alla fine aveva ragione.
«Lo passerò a mio marito… censurerà i volti e… sì, credo lo pubblicherò…» A quella notizia gli affondi di lui dentro mia moglie si fecero più intensi.
«Non lo so… devo ancora metabolizzare la cosa. Cioè tu mi vuoi dire che in questo momento chiunque nel mondo può vedermi mentre vengo scopata da quei due porci?»
"Voglio sentirti che godi grazie al cazzo di un altro e sono sicuro che il tuo godimento sarà amplificato al pensiero che ci sono io che ti sto ascoltando."
"Come è stato ucciso il re Candaule?" domandò lei. "Non so… con una coltellata nel sonno, mi pare…" "E allora lascia che Gigi infili il suo coltello in te…" Sodomia e regicidio. Inculata e incoronazione. Corna e corona. E una regina felice, il mio obiettivo da sempre.
"Gli ho infilato le dita nel culo. Come ho fatto ieri a te." — "Ma ieri tu mi hai infilato l'intera mano."
"Ti ho dato il culo, ma ora mi prendo il tuo." — Laura saltò giù dal letto ed andò a frugare nella sua valigia. Poi tornò trionfante verso di me sventolando con una mano un grosso dildo di gomma che ondeggiava leggermente denotando una buona rigidità.
"Ho un orgasmo contro la bocca del mio fidanzato. Lui si solleva e mi sorride. Crede sia merito suo. Invece è il demone che abita la mia mente, che si è risvegliato per le parole di quell'uomo, del mio carnefice, del mio tentatore, del mio corruttore."
"Mi potresti inculare? Insegnarmi, allenarmi e prepararmi per lui?" Nonostante avessi ormai intuito rimasi a bocca aperta a questa proposta. Non che fossi un appassionato del romanticismo ma una ragazza che me lo chiedeva in quel modo non mi era mai capitata.
"Osservo da vicino quell'atto sodomitico e trovo la scena incredibilmente oscena. La mia ragazza si sta facendo inculare da un altro. È follemente eccitante."
Mi posiziono meglio per permettergli di raggiungere la mia fica con la sua lingua. Quanto è bravo a leccarmi. Io sono un lago. E nello stesso tempo riesco ad essere professionale e impeccabile.
"Ora ti inizierò a raccontare il mio pomeriggio, ma se vuoi la prima versione mi devi scopare nella fica, mentre se vuoi la seconda versione puoi usare il secondo canale… È la stessa cosa che mi ha detto lui, tra l'altro…"
"Credo di averti scopato la mente più di quanto ti abbiano scopato il corpo tutti quegli uomini messi insieme."
"Ho sposato una troia…" mormorai mentre estraevo il cazzo e glielo puntavo sull'ano. "Siiiì…" sospirò mia moglie non so se come risposta alla mia affermazione o come reazione al contatto con il mio cazzo.
"Allora? Dimmi cosa succederà. Riuscirai a togliermi tu le voglie che ho o devo continuare a rivolgermi al mio collega?" lei lo provocò mentre lui da dietro la penetrava analmente. "Stai zitta, troia." rispose lui che cercava di non pensare.
Mi capitò di masturbarmi nei bagni dell'ufficio subito dopo averla incontrata. Pensavo a lei anche mentre scopavo con mia moglie.
"La mia fantasia… la mia fantasia…" mormorava. Quella di essere guardata da tanti uomini mentre faceva sesso con me. Adesso che stava succedendo mi ricordavo che una volta me l'aveva accennata.
"Sei un cornuto. La tua ragazza va a farsi scopare da un altro per tutto il weekend e tu non dici niente." — "Che poi voglio sapere tutto. Voglio che ti fai dei video mentre lo scopi, voglio vederti."
"Ripetilo bene." "Come?" "Dillo bene. È curioso sentirselo dire da un marito. Mi piace la situazione. Dimmelo." "Voglio che tu scopi mia moglie… voglio che la fai urlare di piacere… vorrei sentirvi da qua…"
"Avevo oltrepassato un limite. Avevo fatto una cosa che non dovevo fare e mi era piaciuta tantissimo. Mi sentivo in colpa. Mi sentivo una cattiva persona." — e poi aveva cominciato a masturbarsi per scacciare il senso di colpa.
"Dai, ma ora svegliati e diventa un porco: sbattimi col tuo cazzo, inculami." [...] "Il tuo culo è solo mio. D'accordo?"
"Cazzo, c'è qualcuno." dissi cercando di liberarmi da lui che invece mi afferrò per le chiappe non lasciandomi scappare. "Mollami!" — "Ssssh, tranquilla. È un mio amico. È tutto sotto controllo."
"Mi sfregai il clitoride provocando degli schizzi di liquidi solo parzialmente contenuti dalle mutande, proprio mentre anche lui schizzava sul computer apparentemente incurante di dove sarebbe finita la sua sborra."
"Improvvisamente sento bussare alla porta che immediatamente dopo si apre e vedo affacciarsi il mio capo. Io sono nel mezzo di continui orgasmi ma cerco di darmi un contegno fingendo indifferenza."
"È un dolore piacevole, che bramo. È una sensazione che… mi eccita." — il marito, descrivendo il piacere masochista di sentirsi umiliato dall'amante di sua moglie.
"Era contento perché, mi ha detto lui, che le donne sposate quando sono senza il marito sono ancora più troie del normale." — E aveva ragione.
"Ora apri la porta e lasciala socchiusa." [...] "Fra pochi minuti entrerà in casa un uomo… Tu non lo vedrai. Non lo saprai. Tu devi solo lasciargli fare quello che vuole."
"(utente sconosciuto) Ah, allora salutami il cornuto 😈" — Quell'ultima parola mi fece impazzire.
"Non c'era nessuno che poteva fotografarci in quel momento! Mi manca quella foto!" "Quale momento? Quale foto?" "Quella in cui erano tutti e tre dentro di me…"
«Per il maritino cornutello di una mogliettina tanto troia…» — «Ti amo.» — «Anche io.»
"Mi ha invitato per un weekend in montagna. Ha detto che porterà degli amici. Gli ho detto di sì, ho fatto male?" Non le risposi subito. Mi presi il cazzo in mano e iniziai a segarmi, riportandolo in vita. "Io posso venire?" "No." "Ok." dissi schizzando.
"Be', mi sembra che lui dica di sì, ti sento eccitato quanto me." Rise e tornò a truccarsi.
"Me la sono spalmata per bene, come fosse una crema solare e sono uscita." — e lui, mentre ascoltava, non riusciva a essere arrabbiato. Solo incredibilmente eccitato.
"Era rapita da quel ragazzo, così maschile, virile, forte e muscoloso che si offriva a lei senza nessun pudore, senza nessun freno. Non resistette alla tentazione di leccargli quel buchetto così indifeso, così invitante."
Fu strano osservarla da fuori mentre scopava, anche perché lei fu diversa da come era di solito con me. Io venni più di una volta, mi bastava toccarmi appena per godere, amplificata dai commenti degli altri uomini guardoni che, senza sapere che ero il marito, esprimevano volgarmente il loro apprezzamento per quella donna così calda, così sexy, così troia.
"Sì, scopami. Mettimelo nel culo. Prendimi, fammi tuo. Fottimi come una troia. Inculami…" — e lui è entrato piano, e io l'ho accolto senza problemi, stupendomi di me stesso.
"Cosa ti sta facendo? Dimmelo." "Aaah… me lo ha messo nel culo…" "Allora baciami." le risposi affondando di nuovo la lingua nella sua bocca. Dentro i miei pantaloni sentii umido. Ero venuto senza neanche toccarmi.
"Un grosso cazzo, rivestito da un profilattico, stava entrando nel mio culo. Fu insolito e fantastico. Non percepii dolore."
"Il culo mi doleva ma era proprio facendomi penetrare nuovamente che il dolore si attenuava almeno temporaneamente. Ero stato preso. Ero stato usato. Mai mi ero sentito così."
Subire un rapporto dalla parte di colui che veniva penetrato era stato molto piacevole. E questo aumentava la confusione che avevo in testa.
"Mi masturberò tutta la sera. Starò con il cazzo in mano tutta la sera, cercando di non raggiungere mai l'orgasmo." — e poi, al telefono: "Sborrale in faccia da parte mia." "Ahahaha. Sei un grande!"
«Lo facciamo spogliare, gli facciamo un pompino. Lui si rilassa e si eccita, lo portiamo sull'orlo del godimento, quando non ragiona più. Magari andiamo in due su di lui.»
Vederla godere fra noi due, con i due cazzi piantati uno nel culo e uno nella figa fu fantastico. Fu impressionante vedere il pene di lui entrare e uscire da lei e pensare che poco prima era stato dentro di me.
"Scopa la tua troietta." mi disse con la voce roca, allargando le gambe e aprendosi con le dita la vulva.
"Facciamo così." gli sussurrai con voce roca all'orecchio. "Tu mi lasci fare una cosa a te e io ti concedo il mio culetto." avevo il suo cazzo in mano e lo sentii sobbalzare.
"Sono giovani ed inesperte. Non sanno cosa si perdono. Scopa quelle della mia età, nessuna ti dirà di no."
"Voglio rifarlo. E rifarlo ancora. E ancora. Almeno fin quando non potrò averne due veri…"
"Mi preferisci ora, adultera e disinibita, o come ero prima, frigida e fedele?" venne a baciarmi. Nel farlo mi tastò con la mano il pacco, in completa erezione. "Ho avuto la risposta."
"Non te lo dirò mai. Non saprai mai la verità. Tu cosa preferisci? che ti sia stata fedele? oppure ti eccita l'idea che mi sia fatta inculare da qualcuno conosciuto il giorno stesso."
Mi inginocchiai sul letto col volto immerso nel cuscino e il culo per aria. Con le mani mi aprii i glutei. Lei si alzò, dal tubetto del lubrificante ne fece uscire un po' e lo spalmò per bene su tutta la lunghezza del dildo che teneva legato in vita.
"Gli uomini etero sono le troie peggiori — e non si è neanche accorto che lo fotografavo con il cellulare, troppo intento a godere col culo. Stai attenta, perchè ora che l'ha assaggiato difficilmente vi rinuncerà."
«Mio marito era uno di quegli studenti sfigati. Mi ha sognato per anni ed un giorno ci siamo ritrovati. Ora, alla faccia di tutti gli altri, è l'unico ad avere l'accesso al mio retrobottega.»
"Dai, tiratelo fuori e menatelo. Voglio vedere uno che si masturba davanti alle mie foto."
Pensa a quanti ti guarderanno, con il cazzo in mano. Voglio masturbarmi come un qualsiasi internauta. Oggi non sei mia.
Sono seduta sopra di lui, la punta del suo cazzo preme contro il mio sfintere. Dammi il permesso. Dimmi che mi può inculare.
Estratti scelti per accendere l'immaginazione.
"La mia ragazza da sotto, con le gambe aperte, che si sedeva, penetrandosi, su quell'oggetto metallico... poi osò ancora di più e vidi allargarsi il suo ano per far posto a quel fallo improvvisato."
— Da 'Caldo in ufficio'"Il culo mi doleva ma era proprio facendomi penetrare nuovamente che il dolore si attenuava almeno temporaneamente. Ero stato preso. Ero stato usato. Mai mi ero sentito così."
— Da 'Fino a mattina'Vedevo la faccia di Valentina schiacciata sul vetro mentre io da dietro spingevo dentro al suo culo. Vedevo il suo culo aperto che accoglieva voglioso il mio cazzo come raramente mi era capitato prima con una donna.
— Da 'Stacanovismo'Il mio pollice scivolò dentro al suo ano, mentre indice e medio si insinuarono fra le labbra della figa. Quella minima doppia penetrazione mi fece pensare che forse una vera e propria lei l'aveva subita quella notte e su quel pensiero le sborrai in bocca.
— Da 'Notte'Voci raccolte a caso dalle pagine dei racconti.
Racconto molto intrigante, non apprezzo molto i momenti omosessuali, ma è chiaramente un mio gusto personale, perché capisco che nella situazione raccontata poteva starci tranquillamente. Complimenti!
complimenti bello bello letto tutto d’un fiato
Grazie, il mio ritmo di pubblicazione dipende principalmente dall’ispirazione che può nascere semplicemente dalla fantasia o da cose che succedono. Poi devo trovare il tempo per scrivere racconti completi. Difficilmente mi metto a scrivere per pochi minuti alla volta. E ne ho tanti che non sono riuscito a completare che giacciono lì in attesa di esserlo. In quest’ultimo periodo ne ho infatti completati un po’ che erano lì da tempo oltre a scriverne di nuovi.
wow e cosa abbiamo..qui tecnicamente un’incesto ma Henry mi hai fatto arrossire…🥰🙈🫣 …porco! Love Elena T.
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